Rinnovabili, accumuli, auto elettrica: tutto quello che serve all’Italia per il 2030

Il punto sulla transizione energetica del nostro Paese nella giornata inaugurale di Key Energy, con il rapporto dell'Energy & Strategy Group.

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Quanto e come dovrà investire il nostro Paese per raggiungere i suoi obiettivi su energia e clima al 2030?

Il tema è stato discusso nella giornata inaugurale di Key Energy ed Ecomondo nel convegno digitale “Riconversione ecologica dopo il Covid-19 e i nuovi target Ue 2030”, incentrato sul piano europeo Next Generation EU.

Il piano, che in larga misura si sovrappone al Recovery Fund, contribuirà a sostenere i Paesi colpiti dalla pandemia e ha un’ampia appendice dedicata agli interventi green nel settore dell’energia, in quello dei trasporti e della rigenerazione urbana in chiave sostenibile e smart.

In apertura dei lavori Gianni Silvestrini, direttore scientifico di Key Energy (e di QualEnergia.it), ha ricordato che “l’opportunità di investire 77 miliardi di euro per questioni climatiche è certamente imperdibile. Il nostro Paese deve saperne fare buon uso, con progetti e strategie precise. La ricaduta industriale post-covid farà sparire gran parte dell’industria delle energie fossili, mentre quella delle rinnovabili, dei sistemi di accumulo e della mobilità sostenibile registreranno negli anni a venire un boom straordinario”.

Così Vittorio Chiesa, direttore dell’Energy & Strategy Group del Politecnico di Milano, ha presentato il rapporto realizzato in esclusiva per Key Energy sullo stato dell’arte delle rinnovabili in Italia. Per raggiungere l’obiettivo europeo della riduzione delle emissioni climalteranti del 55%, ha spiegato, sarà necessario tagliare altri 94 milioni di tonnellate di CO2.

Vediamo di seguito le principali considerazioni emerse dallo studio dell’Energy & Strategy Group.

Rinnovabili

Sul fronte delle rinnovabili, lo studio ha evidenziato che la nuova potenza installata nel 2019 è stata di circa 1.210 MW, circa 50 MW superiore a quella installata nel 2018. Una crescita decisamente limitata e trainata principalmente dai comparti di eolico e fotovoltaico, soprattutto nell’ultimo trimestre dell’anno.

Lo scenario tendenziale previsto per la fonte eolica al 2030, porterebbe a uno scostamento dall’obiettivo di 35 GW, un valore inferiore a quello che dovrebbe essere raggiunto già al 2025. Nel solare, invece, nel 2021 dovrebbero riprendere le installazioni, ma con un tasso di crescita della capacità installata sostanzialmente pari a quello registrato nel 2019.

Se si verificassero tali condizioni, nel 2030 si avrebbe un gap rispetto all’obiettivo di oltre 23 GW. “Serve dunque – ha ribadito Chiesa – raddoppiare la potenza installata per l’eolico e aumentare di quasi tre volte quella per il fotovoltaico”.

Sistemi di accumulo

Altro elemento centrale nello sviluppo delle energie non programmabili è lo stoccaggio. La potenza totale installata dei sistemi di accumulo, elettrochimico e di pompaggio al 2019, emerge dalla ricerca del Politecnico, è pari a 7.500 MW, e nel 2030 dovrebbe raggiungere 17.930 MW.

Idrogeno

Un prezioso contributo per la riduzione delle emissioni climalteranti potrebbe giungere dall’adozione su larga scala dell’idrogeno: in linea con gli scenari internazionali, nel 2050 l’idrogeno potrà avere un ruolo significativo, fino a raggiungere un potenziale livello di penetrazione del 23% della domanda energetica finale, con un contributo di oltre 200 TWh.

Efficienza energetica negli edifici

A livello europeo, ricorda il rapporto, il riscaldamento e il raffrescamento pesano per l’80% dei consumi energetici e di questi circa il 66% è soddisfatto con l’uso di combustibili fossili. In Europa si registra un tasso di ristrutturazione medio degli edifici pari all’1% annuo, con una quota minima (0,2%) relativa a interventi di ristrutturazione profonda. Al fine di raggiungere l’obiettivo di riduzione delle emissioni sarà necessario raddoppiare il tasso di ristrutturazione degli edifici residenziali e non residenziali, e prevedere un contributo maggiore di interventi di ristrutturazione profonda.

Mobilità elettrica

Nel 2019 sono state immatricolate 17.065 auto elettriche, con un +78% rispetto all’anno precedente, di cui 10.566 solo elettriche (+111%) e 6.499 ibride (+42%). In termini relativi, si tratta dello 0,9% sul totale delle immatricolazioni (pari a circa 2 milioni nel 2019).

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