Il governo tedesco ha approvato venerdì scorso, 25 novembre, le misure dettagliate del suo maxi piano energetico da 200 miliardi di euro per proteggere consumatori e imprese dai rincari delle bollette.

Obiettivo principale di Berlino è ridurre i costi di elettricità e gas con una serie di interventi in vigore de facto dal 1° gennaio 2023 e fino ad aprile 2024 ma con applicazione effettiva da marzo 2023 (i sostegni relativi a gennaio e febbraio quindi saranno erogati con un bonus con effetto retroattivo).

I sostegni ammonteranno in totale a 99 miliardi di euro, di cui 56 miliardi per sussidiare gas e teleriscaldamento e 43 miliardi destinati ai consumi elettrici.

In sostanza, famiglie e piccole imprese avranno una tariffa calmierata pari a 12 cent/kWh per la maggior parte dei loro consumi di gas: più precisamente, per l’80% dei consumi dell’anno precedente, mentre ogni surplus rispetto a questa soglia pagherà il prezzo di mercato.

Invece i grandi consumatori industriali di gas (sopra 1,5 milioni di kWh/anno) e gli ospedali beneficeranno di un price cap a 7 cent/kWh per il 70% dei loro consumi del 2021. Le aziende che riceveranno aiuti per oltre 2 milioni di euro dovranno impegnarsi a mantenere produzione e posti di lavoro in Germania.

Per quanto riguarda l’elettricità, per privati e piccole-medie imprese con consumi fino a 30mila kWh/anno, il cap è fissato a 40 cent/kWh, sempre per l’80% dei consumi precedenti.

Mentre gli industriali avranno un prezzo calmierato a 13 cent/kWh per il 70% dei consumi dell’anno prima.

Per finanziare parte di queste misure, la Germania applicherà una tassa sugli extraprofitti degli impianti inframarginali dal 1° dicembre 2022 al 30 giugno 2023, con possibile estensione fino ad aprile 2024.

Si parla di recuperare il 90% dei ricavi oltre una certa soglia, calcolata raffrontando i costi di produzione del carbone e del nucleare con i prezzi elettrici su base oraria, tenendo conto di eventauli contratti di copertura – come i PPA – siglati dagli operatori. Per gli impianti a fonti rinnovabili si userà una media di prezzo mensile.

Previsto anche un contributo di solidarietà, a carico delle società energetiche fossili, pari al 33% dei profitti degli anni 2022 e 2023, che superano di oltre il 20% la media del periodo 2018-2021.

Ricordiamo che il piano tedesco da 200 miliardi è stato molto criticato a livello europeo. Diversi Stati membri, infatti, hanno polemizzato contro la scelta solitaria di Berlino di tutelare i suoi consumatori, domestici e industriali, facendo leva sulla maggiore capacità di spesa della Germania rispetto alle altre economie Ue.

Intanto in Italia nella bozza del disegno di legge Bilancio è entrata la norma che pone il tetto a 180 euro/MWh per gli impianti inframarginali (in attuazione del regolamento Ue 2022/1854); il nuovo limite però riguarda solo gli impianti a fonti rinnovabili esclusi dal provvedimento sugli extra profitti Fer del decreto Sostegni ter (art. 15-bis dl 4/2022) .

Per gli impianti interessati dal Sostegni ter – impianti fotovoltaici sopra i 20 kW incentivati in conto energia e idroelettrici e geotermici merchant realizzati prima del 2010 – resta valido il cap di 60 euro/MWh, circa un terzo del tetto europeo.

Sempre in Italia, invece, il contributo straordinario dovuto da chi produce o vende energica (elettrica, gas o prodotti petroliferi), stando alla bozza del ddl Bilancio in arrivo alla Camera, come anticipato, sarà al 50% del reddito complessivo determinato ai fini dell’imposta sul reddito delle società nel periodo d’imposta in corso (al primo gennaio 2022), se questo eccede per almeno il 10% la media dei redditi complessivi nei quattro periodi d’imposta antecedenti a quello in corso.