Pompe di calore al posto delle caldaie: prove di fattibilità

Un'app di Enea stima in via preliminare i possibili risparmi per l'installazione di una pompa di calore con radiatori, in sostituzione di una caldaia, valutando i vantaggi rispetto all'alimentazione a gas, Gpl e legna.

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La sostituzione della caldaia tradizionale con una pompa di calore è spesso possibile e conveniente, ma non in tutti i casi.

Per una valutazione vengono in supporto cinque casi di studio riportati da ENEA nel manuale della nuova applicazione gratuita PDC_RISC, sviluppata con l’Università di Padova.

L’app calcola in pochi minuti la fattibilità tecnica ed economica dell’intervento, tenendo conto dei consumi storici, delle caratteristiche della casa e dei radiatori già presenti.

Lo strumento restituisce un rapporto con le stime di risparmio energetico, riduzione delle emissioni e abbattimento della bolletta. In più calcola la potenza di un eventuale impianto fotovoltaico da abbinare alla pompa di calore per coprire i consumi elettrici. Se la sostituzione non è fattibile, propone una lista di interventi di efficienza energetica che potrebbero renderla fattibile in futuro.

I requisiti preliminari

Per usare l’app devono essere soddisfatte sei condizioni:

  • riscaldamento autonomo con caldaia tradizionale (non a condensazione);
  • solo radiatori come corpi scaldanti;
  • almeno un intervento recente di riqualificazione energetica fra cappotto, infissi e isolamento tetto o pavimenti;
  • abitazione occupata stabilmente da almeno un anno dopo i lavori;
  • disponibilità delle bollette del combustibile per 12 mesi successivi agli interventi;
  • impianto capace di garantire il comfort termico richiesto dall’utente.

Se uno di questi requisiti non è rispettato, l’app non procede con la simulazione. Per effettuare la simulazione, l’utente deve inoltre inserire:

  • dati dell’immobile: comune, anno di costruzione, superficie in mq, altezza interna (ammessa fra 2,4 e 5 metri), tipologia di abitazione, tipo di serramenti;
  • dati della caldaia: anno di installazione, combustibile usato, efficienza dichiarata, tipologia di termostato e modalità di funzionamento (continuo o a fasce orarie);
  • dati dei radiatori: numero, materiale (ghisa, alluminio o acciaio), altezza e larghezza, elementi per unità;
  • dati dei consumi: da bollette mensili o bimestrali di gas, Gpl, gasolio o registrazioni di legna/pellet in peso.

Caso 1: gas con bollette mensili

Una villetta a Teolo (PD), costruita nel 1984 e isolata con cappotto e tetto coibentato e superficie di 240 mq, sostituisce la caldaia a metano.

Il riscaldamento viene acceso in due fasce orarie: una al mattino (dalle 6,30 alle 10,30) e una alla sera (dalle 16,30 alle 20,30), con sei radiatori in acciaio e cinque in ghisa.

La pompa di calore consigliata, da 6 kW, consente una riduzione dei costi annui di circa 148 euro (taglio di 0,44 tonnellate di CO2/anno). Per coprire il consumo elettrico serve un impianto fotovoltaico da 2 kWp, pari a circa 11 mq di pannelli.

Caso 2: gas con bollette bimestrali

In un appartamento a Livorno del 1987, con infissi e soffitto isolati, otto termosifoni in ghisa e tre in acciaio, riscaldamento acceso in due fasce orarie: una al mattino (dalle 6 alle 12) e una alla sera (dalle 18 alle 23), con superficie di 100 mq, una pompa di calore da 6 kW sostituisce la caldaia a metano, con un risparmio di 301 euro l’anno (riduzione emissioni 0,84 tonnellate di CO2). L’impianto FV necessario è di 3 kWp (circa 15 mq).

Caso 3: Gpl con bollette mensili

Una villetta a Catania del 2000 con cappotto termico, superficie di 250 mq, sette radiatori in alluminio e cinque in ghisa, e orario di accensione non conosciuto, passa dal Gpl a una pompa di calore da 4 kW.

Qui i benefici sono massimi: il risparmio annuo è di 403 euro (riduzione emissioni di 0,34 tonnellate di CO2 l’anno). Per alimentare la pompa di calore serve un fotovoltaico da almeno 1 kWp, pari a 5 mq di superficie.

Caso 4: legna con bollette mensili

Un appartamento ad Aosta del 1995 con infissi e pavimenti coibentati, quattro radiatori in acciaio e tre in alluminio, con superficie di 95 mq e riscaldamento accesso tutto il giorno, sostituisce la caldaia a legna con una pompa di calore da 6 kW.

In questo caso i risparmi economici sono più ridotti: nonostante la produzione continuativa di calore, la spesa cala di 99 euro l’anno, poiché la legna resta un combustibile a basso costo e la gestione diventa più comoda e pulita (le emissioni scendono di 0,65 tonnellate l’anno). Per la pompa di calore serve anche qui solo 1 kWp di fotovoltaico (circa 6 mq).

Caso 5: gas, sostituzione non possibile

Un appartamento a Cagliari del 1985 con serramenti nuovi e tetto isolato, 5 radiatori in acciaio, superficie 70 mq, dove l’utente non conosce l’intervallo di accensione/spegnimento del sistema di riscaldamento. non può passare a pompa di calore.

“Diverse possono essere le ragioni per cui l’intervento non risulta possibile: valori dei consumi, mancanza di una taglia della pompa di calore adeguata, assenza di convenienza economica, errore nell’inserimento dei dati da parte dell’utente, ecc.”, indicano i ricercatori.

La app suggerisce comunque ulteriori interventi di isolamento, come cappotto o pavimenti, per rendere fattibile la sostituzione successivamente.

Qui di seguito una tabella riepilogativa dei casi di studio.

Bilancio complessivo

Dai casi di studio emerge che la convenienza maggiore si ha quando si parte da combustibili costosi e inquinanti come il GPL, mentre il passaggio dalla legna può essere vantaggioso soprattutto dal punto di vista ambientale. Con il metano i risparmi sono intermedi, ma comunque significativi.

Secondo Nicolandrea Calabrese, responsabile del Laboratorio ENEA Efficienza energetica negli edifici, “per avere risultati migliori in termini di efficienza e risparmio economico è necessario pianificare con tempo gli interventi, considerando il tipo di impianto, le caratteristiche dell’edificio e il clima locale”.

In conclusione, la sostituzione delle caldaie a gas con pompe di calore è tecnicamente fattibile in molti casi, con benefici tangibili in termini di costi. Ma la convenienza varia molto a seconda del combustibile di partenza e del livello di efficientamento dell’edificio.

L’applicazione PDC_RISC di ENEA dovrebbe migliorare nella chiarezza delle domande e delle opzioni iniziali volte a verificare la fattibilità degli interventi, indicando subito ed esplicitamente che per procedere tutte le riposte devono essere affermative. Superato questo piccolo scoglio, la app si rivela sicuramente utile come strumento preliminare per famiglie e tecnici. Oltre a stimare risparmi e riduzioni di emissioni, indica infatti anche gli interventi necessari nei casi in cui la sostituzione diretta non risultasse possibile.

Abbiamo pubblicato il 17 settembre un altro articolo (Pompa di calore e radiatori: compatibilità, costi, incentivi e casi reali) che affronta la compatibilità dell’utilizzo delle pompe di calore con i radiatori e dell’approccio necessario a questa valutazione.

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