Un coordinamento più chiaro sulla normativa per accedere al Superbonus “senza inutili e rigidi vincoli burocratici”: è la principale richiesta di Fondazione Inarcassa e Ordine degli Architetti di Roma e provincia in merito alla maxi detrazione fiscale del 110%, introdotta dal decreto Rilancio.

Secondo il presidente di Inarcassa, Franco Fietta, siamo di fronte a un paradosso, perché, si legge in una nota (neretti nostri), “se vogliamo che il Superbonus liberi energie e risorse per il sistema Paese, oltre ad estendere le scadenze il più possibile, occorre semplificare le procedure e chiarire una volta per tutte l’ambito di applicazione della misura”.

“Il Superbonus – afferma poi Flavio Mangione, presidente Ordine degli Architetti di Roma – è un provvedimento normativo di notevole importanza e prezioso per la ripresa post-Covid e per la rigenerazione urbana, finalizzata alla sostenibilità e alla sicurezza sismica. Tuttavia stenta a decollare: sono serviti 139 giorni per avere un quadro normativo completo, ci sono continui aggiornamenti e interpretazioni che spesso si contraddicono tra loro”.

La confusione, aggiunge Mangione, sarebbe dovuta “all’ipertrofia normativa sul tema Superbonus, a cui si aggiungono le risposte ai quesiti di tre soggetti distinti: Enea, Agenzia delle Entrate, MEF, che rispondono a quesiti e interpelli in maniera autonoma e non coordinata”.

Al contrario, evidenzia la nota di Inarcassa e Ordine degli Architetti di Roma, è necessario “stabilizzare la norma ed evitare continui aggiornamenti e modifiche in corso d’opera, che agiscono da detrattore per i committenti, per non vanificare l’importante obiettivo normativo di riqualificare dal punto di vista energetico e sismico il nostro patrimonio edilizio”.

Altrettanto urgente, si legge, è l’avvio di “una task force per effettuare controlli nei confronti soprattutto di General Contractor ed Esco che, in alcuni casi […], acquisiscono incarichi promuovendo interventi a costo zero, su cui il cittadino non ha alcun controllo e competenza […]. Nel Bonus facciate, per esempio, con l’inserimento della cessione del credito e dello sconto in fattura, non essendoci la congruità dei costi, sul mercato sono in molti ad offrire sconti in fattura ai condomini facendo lievitare gli importi dei lavori del 30-40% per recuperare i costi finanziari”.

Si veda anche: Tutto sul Superbonus 110%, la raccolta di QualEnergia.it