L’istituzione urgente di un Osservatorio nazionale sul negazionismo climatico, con la partecipazione di enti scientifici, università, giornalisti ed esperti di comunicazione; l’adozione di linee guida vincolanti sull’informazione climatica, promosse dal Governo, dall’Ordine dei Giornalisti e dagli organismi di autoregolamentazione; l’impegno della Rai a garantire uno spazio settimanale dedicato alla crisi climatica nei TG principali, come parte del suo mandato di servizio pubblico.
Queste alcune delle richieste avanzate in una petizione contro la disinformazione climatica, lanciata su Change.org.
“Nonostante i tragici effetti del riscaldamento climatico che abbiamo di fronte ogni giorno, in Italia l’informazione climatica è spesso assente, distorta o banalizzata, trattata come un fatto isolato, anziché come una delle più grandi emergenze del nostro tempo, al pari dei conflitti locali che si moltiplicano e rischiano di allargarsi”, spiegano i promotori della petizione, Maria Santarossa, attivista climatica, e Giacomo Pellini, attivista e autore del libro “Contro i mercanti del clima” (Left Edizioni), un racconto nella macchina del negazionismo climatico, dove la disinformazione si intreccia con l’interesse economico.
“La disinformazione climatica e chi nega la realtà scientifica, anche tra personaggi pubblici, seminano dubbi e confondono l’opinione pubblica, facendo precipitare il dibattito su un piano antiscientifico, quasi medievale, spiegano Pellimi e Santarossa. “È arrivato il momento di dire basta. Basta disinformazione. Basta fake news sul clima. La crisi è reale, documentata, e sta colpendo ora. Servono verità, responsabilità e un’informazione all’altezza dell’emergenza”.
Tre le richieste principali della petizione:
1. Linee guida nazionali per l’informazione climatica
Si chiede al Governo, all’Ordine dei Giornalisti e agli organismi di autoregolamentazione della stampa di elaborare e adottare linee guida vincolanti sull’informazione climatica, sul modello di quanto già avviene per altri temi di interesse pubblico (salute, violenza di genere, ecc.).
- promuovere l’uso di fonti scientifiche autorevoli (IPCC, ISPRA, CMCC, Copernicus, ecc.)
- contrastare la falsa equivalenza tra esperti e negazionisti
- evitare linguaggi fuorvianti e minimizzanti
- garantire un linguaggio chiaro e accessibile.
2. Istituzione di un Osservatorio nazionale sulla disinformazione climatica
Si propone la creazione di un Osservatorio nazionale indipendente, con la partecipazione di enti scientifici, università, giornalisti, esperti di comunicazione e rappresentanti della società civile.
- monitorare l’informazione climatica nei media italiani
- segnalare i casi di disinformazione o distorsione
- pubblicare report periodici e fornire raccomandazioni
- sensibilizzare le redazioni e i professionisti dell’informazione.
3. Spazio settimanale dedicato alla crisi climatica nei telegiornali Rai
Si chiede che la Rai, in quanto servizio pubblico, garantisca almeno uno spazio settimanale fisso nei telegiornali principali (TG1, TG2, TG3), dedicato alla crisi climatica e ambientale, in fascia oraria accessibile per:
- offrire aggiornamenti sui dati scientifici e sugli impatti reali in Italia e nel mondo
- raccontare le soluzioni in atto, le buone pratiche e le politiche climatiche
- contribuire a un’informazione costante, affidabile e capace di coinvolgere i cittadini.





























