Milleproroghe, estesa la moratoria sulle trivelle

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Approvato dalle commissioni competenti un emendamento M5S.

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Cosa succederà alle attività petrolifere sul territorio italiano?

Un emendamento del Movimento 5 Stelle al decreto Milleproroghe, approvato dalle commissioni Affari costituzionali e Bilancio della Camera, ha riportato a galla un tema controverso della politica energetica italiana; ricordiamo in particolare la battaglia tra M5S e Lega nel primo governo Conte sul futuro delle “trivelle” in Italia.

Quella battaglia era sfociata nel compromesso inserito DL Semplificazioni di un anno fa: una moratoria di 18 mesi per le attività di prospezione, ricerca e coltivazione di petrolio e gas a terra in mare, in modo che il governo avesse il tempo di presentare il Piano per la transizione energetica sostenibile delle aree idonee (PiTESAI) per individuare le aree compatibili e quelle incompatibili con l’industria degli idrocarburi.

Ora l’emendamento punta a estendere da 18 a 24 mesi il termine per presentare il piano e da 24 a 30 mesi il termine oltre il quale, in caso di mancata adozione del PiTESAI, riprenderanno efficacia i permessi sospesi in precedenza.

Il testo, quindi, sposta in avanti le lancette di sei mesi per quanto riguarda il blocco delle nuove trivellazioni in Italia e lo stop alla pratica dell’air gun; quest’ultima, ricordiamo, è una tecnica utilizzata per l’esplorazione geofisica dei fondali marini.

L’obiettivo, spiega una nota dei primi firmatari dell’emendamento M5S, Giovanni Vianello e Luciano Cillis (neretti nostri), “è vietare definitivamente nuove trivelle su tutto il territorio nazionale, mare incluso”.

L’emendamento prevede poi che nelle diverse aree non compatibili con le previsioni del piano per la transizione energetica (neretti nostri), “entro sessanta giorni dall’adozione del medesimo piano, il ministero dello sviluppo economico avvia i procedimenti per il rigetto delle istanze relative ai procedimenti sospesi […] e avvia i procedimenti di revoca, anche limitatamente ad aree parziali, dei permessi di prospezione e di ricerca in essere. Nelle aree non compatibili è comunque ammessa l’installazione di impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili”.

Intanto il segretario nazionale della Filctem Cgil, Marco Falcinelli, in una nota (neretti nostri) ha parlato di “colpo mortale all’economia estrattiva italiana” riferendosi alla proposta di prolungare il termine per la presentazione del PiTESAI, con relativa moratoria dei permessi per la ricerca di petrolio e gas.

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