Dal Mase via libera al collegamento elettrico “Elmed” tra Italia e Tunisia

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L'elettrodotto rientra nei progetti del Piano Mattei del governo: avrà una lunghezza complessiva di circa 220 km, di cui la maggior parte in cavo sottomarino.

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Il primo collegamento tra le reti di trasmissione di Europa e Nord Africa è sempre più vicino alla sua realizzazione.

Con decreto del 10 maggio (link in basso), il ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica (Mase) ha autorizzato l’interconnessione elettrica “Elmed” tra Italia e Tunisia, che sarà sviluppato da Terna e STEG, il gestore della rete tunisina. Lo comunica il Mase in una nota diramata ieri.

L’elettrodotto, per il quale è previsto un investimento complessivo di circa 850 milioni di euro, avrà una lunghezza complessiva di circa 220 km, di cui la maggior parte in cavo sottomarino. Il collegamento in corrente continua da 600 MW e 500 kV di tensione raggiungerà una profondità massima di circa 800 metri lungo il Canale di Sicilia.

L’accordo intergovernativo tra i due Paesi venne ratificato nel dicembre del 2021. “L’autorizzazione della nuova interconnessione tra Italia e Tunisia – ha dichiarato il ministro Gilberto Pichetto – oltre ad essere un importante traguardo all’interno degli obiettivi sfidanti di transizione energetica fissati nel Pniec, consentirà al Paese, in virtù della sua posizione geografica strategica, di rafforzare il ruolo di ‘hub’ elettrico in Europa e nell’area mediterranea, diventando protagonista a livello internazionale”.

Elmed è uno dei progetti più significativi del Piano Industriale 2024-2028 di Terna. Giuseppina Di Foggia, ad dell’azienda, ha ricordato come l’Africa sia oggi “una terra di opportunità”, dove “investimenti, infrastrutture e trasferimento di competenze sono i fattori chiave per collaborazioni solide e durature”.

Con la Tunisia c’è in ballo anche un altro importante progetto infrastrutturale: a novembre scorso Italia e Germania hanno firmato un piano d’azione per importare 10 milioni di tonnellate di idrogeno entro il 2030 attraverso il SoutH2-Corridor, un progetto che si basa su gasdotti già esistenti che vanno dalla Tunisia alla Baviera.

Per quanto riguarda il lato italiano dell’elettrodotto autorizzato dal Mase, il cavo terrestre si svilupperà per 18 km dall’approdo di Castelvetrano (TP), fino alla stazione di conversione che verrà realizzata a Partanna (TP), in prossimità dell’esistente stazione elettrica. In Tunisia, la stazione elettrica sarà realizzata a Mlaabi, nella penisola di Capo Bon.

L’interconnessione, che dovrebbe vedere la luce entro metà 2028, fa anche parte dei progetti del Piano Mattei e garantirà, assicurano dal Mase, “un maggiore sviluppo delle fonti rinnovabili e il miglioramento della sicurezza dell’approvvigionamento energetico”.

Dell’investimento complessivo per l’opera, 307 milioni sono stati stanziati dalla Commissione europea tramite il programma di finanziamento Connecting Europe Facility, destinato allo sviluppo di progetti chiave che mirano al potenziamento delle infrastrutture energetiche comunitarie.

Nel 2017 Elmed è infatti stato riconosciuto come progetto infrastrutturale transfrontaliero chiave per l’Ue e, in accordo al Regolamento Ue 347/2013, identificato come Progetto di Interesse Comune (Pci) dalla Commissione europea. È la prima volta che Bruxelles finanzia un progetto in cui uno dei Paesi coinvolti non fa parte dei 27.

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