La Spagna prepara massicci investimenti negli accumuli, un passaggio chiave per garantire maggiore flessibilità al sistema elettrico dopo il blackout di aprile e per facilitare l’integrazione delle energie rinnovabili.
La ministra per la transizione ecologica, Sara Aagesen, ha annunciato il 27 ottobre i risultati provvisori del nuovo bando di aiuti (pdf) per progetti di accumulo, con 143 iniziative preselezionate, alle quali saranno destinati complessivamente 839,7 milioni di euro dei fondi Fesr (Fondi europei per lo sviluppo regionale) 2021-2027.
La dotazione complessiva del bando, annunciata lo scorso maggio, pochi giorni dopo l’incidente che ha colpito la penisola iberica, è stata aumentata del 20% rispetto al budget iniziale da 700 milioni.
“Abbiamo dovuto aumentare la dotazione a causa del numero di progetti presentati”, ha dichiarato Aagesen in una nota. Le iniziative preselezionate sono così divise:
- 81 progetti di accumulo ibrido
- 42 batterie autonome “stand-alone”
- 17 progetti di accumulo termico
- 3 progetti di accumulo idroelettrico a pompaggio.
In totale questi impianti dovrebbero fornire 2,4 GW di potenza aggiuntiva e 8,9 GWh di capacità di accumulo.
Dei finanziamenti disponibili, 343,35 milioni di euro saranno destinati a impianti storage co-localizzati con impianti Fer, 187,8 milioni all’idroelettrico con pompaggio, 177,4 milioni a siti di accumulo indipendenti e 131,1 milioni per l’accumulo termico.
Gli impianti dovranno entrare in funzione entro 36 mesi dall’assegnazione definitiva del finanziamento.
I fondi Fesr per le comunità più svantaggiate
Questo programma di incentivi è finanziato con fondi europei del programma Fesr 2021-2027 che hanno l’obiettivo di rafforzare la coesione socioeconomica all’interno dell’Ue riducendo le disparità di sviluppo delle diverse regioni. Squilibri che vengono corretti finanziando investimenti strutturali nei territori meno avvantaggiati.
Per questo motivo, gli aiuti per i progetti storage si concentrano nelle comunità autonome, con una dotazione maggiore per quelle considerate meno sviluppate o in transizione.
Grazie a questo meccanismo, l’Andalusia ospiterebbe 39 progetti, la Catalogna 17 e la comunità valenciana 14. Seguono Castiglia-La Mancia (11), Estremadura (11) e Galizia (10).
Una volta approvata la delibera finale entro la fine dell’anno, i beneficiari potranno richiedere all’Instituto para la Diversificacion y Ahorro de la Energia (“Idae”, l’agenzia nazionale per l’efficienza energetica e le energie rinnovabili della Spagna) anticipi fino al 100% del contributo concesso.
La Spagna si mobilita per gli accumuli
Questi finanziamenti Fesr si aggiungono ai precedenti programmi di sostegno specifici implementati dal ministero della Transizione ecologica e dall’Idae utilizzando i fondi NextGenEU del Piano di ripresa, trasformazione e resilienza (Prtr) spagnolo.
Si tratta di incentivi per impianti di accumulo di energia ibridi, autonomi, termici, nonché a progetti di ricerca e sviluppo, che hanno comportato uno stanziamento complessivo di 730 milioni di euro.
Il 6 agosto, inoltre, il ministero spagnolo ha approvato 148,5 milioni di euro di sovvenzioni nell’ambito del Recovery and Resilience Facility per 199 impianti rinnovabili, tutti dotati di sistemi di accumulo di energia a batteria (Bess). Questi progetti dovrebbero aggiungere circa 300 MW di potenza (prevalentemente fotovoltaico) e 351,6 MWh di accumulo.
Gli impianti agrivoltaici associati a Bess hanno ricevuto la quota più consistente, con 77,1 milioni di euro per 62 progetti. Questi impianti sono peraltro stati recentemente riconosciuti come aree potenzialmente ammissibili ai fondi europei provenienti dalla Politica agricola comune (Pac), a condizione che venga mantenuta la natura prioritaria dell’attività agricola.
In generale, secondo una recente indagine di EY, la Spagna è attualmente il secondo mercato mondiale (dopo gli Usa) per lo sviluppo di progetti Bess, con 16 GW aggiuntivi attesi entro il 2030.
Al momento della rilevazione (ottobre 2025) la Spagna dispone di circa 7 GW di potenza di accumulo, di cui 6 GW di idroelettrico, 900 MW di accumulo termico solare e soltanto 50 MW di Bess.
Il Pniec di Madrid mira a raggiungere quota 22,5 GW tra tutte queste tecnologie entro fine decennio.


























