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Green Deal, consultazioni Ue su tassazione dell’energia e carbon tax sulle importazioni

Si guarda alla revisione della direttiva sulla fiscalità energetica e a un meccanismo di adeguamento del carbonio alla frontiera.

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Aperte fino a ottobre due consultazioni pubbliche della Commissione europea sulla revisione della direttiva sulla tassazione dell’energia e sul nuovo meccanismo di “Border Carbon Adjustment”, una sorta di dazio sui prodotti importati da quelle nazioni che non rispettano gli stessi standard ambientali Ue in materia di CO2.

I due testi si inquadrano nel perimetro del Green Deal, e in particolare fra le azioni per rendere irreversibile il percorso verso un’Europa a zero emissioni nel 2050.

La revisione della direttiva sulla tassazione dell’energia intende, da un lato, allineare la tassazione dei prodotti energetici e dell’elettricità alle politiche condotte dall’Ue in materia di energia e clima, e dall’altro vuole salvaguardare il mercato unico aggiornando l’ambito di applicazione e la struttura delle aliquote fiscali e razionalizzando il ricorso a esenzioni e riduzioni fiscali facoltative.

La normativa europea di riferimento (la direttiva 2003/96, meglio nota come “direttiva DTE”) ha ampliato l’insieme dei prodotti energetici che pertanto gli Stati membri devono obbligatoriamente sottoporre ad accisa, ristrutturando di fatto il quadro comunitario per la tassazione dei prodotti energetici e dell’elettricità.

Tuttavia, dalla sua adozione, nel 2003, i mercati e le tecnologie energetici hanno registrato sviluppi significativi e da allora gli impegni internazionali dell’Ue, nonché il quadro normativo di riferimento, si sono notevolmente evoluti.

Una revisione che si rende quindi necessaria, e che si concentra su tre temi chiave: l’ampia gamma di esenzioni e riduzioni di fatto favorisce il consumo di combustibili fossili; la direttiva non promuove adeguatamente la riduzione delle emissioni di gas a effetto serra, l’efficienza energetica o i carburanti alternativi; la DTE non raggiunge più il suo target primario in relazione al corretto funzionamento del mercato interno.

La consultazione sulla nuova direttiva – aperta fino al 14 ottobre – è rivolta a privati cittadini, ONG, imprese, associazioni imprenditoriali e amministrazioni nazionali e, data l’ampia portata e il potenziale impatto della tassazione energetica, non fa distinzione tra settori: agricoltura, pesca, industria, produzione di energia e carburante, trasporti, edilizia…

La seconda consultazione riguarda il meccanismo di adeguamento del carbonio alla frontiera, pensato per salvaguardare gli sforzi europei per diventare a impatto climatico zero entro il 2050 dalla concorrenza internazionale. I partner internazionali dell’Ue, infatti, mancano di ambizione climatica, e ciò crea una situazione sbilanciata, che rischia di condurre a una rilocalizzazione delle emissioni di carbonio da parte delle imprese, che trasferiscono la produzione verso paesi che applicano norme meno severe per quanto riguarda le emissioni.

Il nuovo meccanismo contrasterebbe questo rischio ponendo un prezzo del carbonio sulle importazioni di determinati beni provenienti dall’esterno dell’Ue, una sorta di dazio.

Una misura che rappresenterebbe un’alternativa all’attuale assegnazione gratuita di quote o compensazioni per l’aumento dei costi dell’elettricità che affrontano il rischio di rilocalizzazione delle emissioni di carbonio, a causa dei prezzi del carbonio nel sistema di scambio di quote di emissioni dell’Ue (ETS).

La consultazione – aperta fino al 28 ottobre – è rivolta a tutti gli stakeholder, in particolare le amministrazioni nazionali e subnazionali nell’UE e nel resto del mondo, le imprese, le associazioni di categoria, le ONG, i cittadini, le associazioni dei lavoratori e i sindacati, le società di consulenza, i think tank, il mondo della ricerca e le istituzioni accademiche.

Benché indirizzata a tutti i settori, la consultazione si rivolge in particolare alle industrie ad alta intensità energetica e alle attività economiche correlate.

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