La giornata di oggi (15 ottobre) si è aperta con una buona notizia per la presidente della Sardegna, Alessandra Todde, vista la decisione del Corte Costituzionale di rigettare la decadenza della sua carica e del Consiglio disposta a febbraio dal Collegio regionale di garanzia elettorale istituito presso la Corte d’appello di Cagliari.
Restano comunque aperti altri fronti per la Giunta isolana, a partire dal contrasto in atto con il Mase su un impianto fotovoltaico da 35 ettari a Putifigari, in provincia di Sassari.
Sul sito delle autorizzazioni ambientali del dicastero, in particolare, risulta conclusa con esito positivo la procedura di Via a 72,64 MW.
Il provvedimento nazionale, secondo l’assessore regionale all’Urbanistica, Francesco Spanedda, non riconosce l’autonomia della Sardegna, sollevando critiche che ricalcano quelle già avanzate in passato su altri progetti.
Il problema principale, si legge in una nota, è dato dalla “prossimità” del sito a “beni recentemente riconosciuti dall’Unesco come patrimonio dell’umanità”.
Il Governo avrebbe dunque imposto “scelte dall’alto, in spregio alle nostre competenze, ai pareri del ministero della Cultura e al buon senso di chi difende il paesaggio e la memoria di un popolo millenario”.
Da qui il richiamo dell’assessore alle aree idonee già identificate, anche se con una legge regionale in attesa di pronuncia da parte della Corte Costituzionale dopo il ricorso deciso in Consiglio dei ministri a gennaio (si veda Aree idonee, le ragioni di Stato e Sardegna illustrate alla Consulta).
Nel provvedimento di Via adottato, però, si fa proprio riferimento a tutta la vicenda che riguarda la legge regionale della Sardegna e il Dm nazionale sulle aree idonee, precisando che le ordinanze di sospensione cautelare già emanate dal Consiglio di Stato chiariscono come, nelle more della definizione del giudizio di merito, le aree idonee sarebbero state disciplinate dall’art. 20 comma 8 del D.lgs. 199/2021.
Inoltre “la mancata conclusione del procedimento di Via in questione esporrebbe le Amministrazioni coinvolte a un ingiustificato rischio di contenzioso per accertamento dell’inerzia serbata dalle autorità concertanti, il cui esito sarebbe prevedibilmente sfavorevole”.
Uil ed Erg in Sardegna su occupazione e repowering eolico
Il 14 ottobre, nello stesso giorno in cui l’assessore Spanedda è intervenuto sul fotovoltaico a Putifigari, la Uiltec ha organizzato a Cagliari il convegno “Sardegna: laboratorio per le transizioni. Energia, industria, lavoro e ambiente. Una convivenza necessaria”.
Sul palco il segretario nazionale Uil Pierpaolo Bombardieri ha sottolineato la “rincorsa” ai progetti Fer nell’isola, con una Regione che “dovrebbe chiarire qual è il modello che intende attuare”, mantenendo una certa attenzione sui risvolti per i lavoratori.
Da questo punto di vista “il costo dell’energia in Italia è fra i più alti in Europa e, per questo motivo, spesso ci troviamo ad affrontare crisi aziendali con gravi conseguenze sociali e occupazionali. Senza contare le ripercussioni sulle famiglie, costrette a fare i conti con bollette sempre più salate. Poi c’è la questione della transizione energetica: l’Europa dovrebbe fare molto di più e con una maggiore attenzione alla transizione sociale”.
Tra i relatori dell’evento Uiltec anche Costantino Deperu, referente Ingegneria e Costruzioni di Erg, per il quale “rigenerare gli impianti esistenti è la via più rapida, sostenibile ed efficace per produrre più energia rinnovabile senza consumare nuovo suolo. Il repowering non è solo una scelta industriale, ma una leva strategica per la transizione e per i territori”.
Nel caso specifico della Sardegna, questa società energetica sta investendo 170 milioni di euro per sostituire 51 turbine eoliche da 0,85 MW con 27 di nuova generazione da 4,5 MW a Nulvi-Ploaghe (Sassari).
Da questa operazione si punta a ottenere +225 GWh/anno di produzione, 40 milioni di euro di ricadute dirette sul territorio e nuove opportunità occupazionali locali.
“Un modello virtuoso che dimostra come il repowering possa generare benefici ambientali, economici e sociali, rafforzando al contempo la sicurezza energetica del Paese”.





























