Fotovoltaico-termico per una piscina a Barcellona

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Più di 1.000 collettori ibridi PVT riscaldano l’acqua di una delle piscine più famose di Barcellona e abbattono i costi della bolletta elettrica grazie anche alla produzione da fotovoltaico. Un progetto virtuoso e replicabile.

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Si parla di solare termico per la produzione di acqua calda (o anche per il riscaldamento) nel settore residenziale, con alcuni segmenti di mercato che coprono applicazioni di taglia più grande come le industrie oppure le reti di teleriscaldamento.

Un altro possibile gruppo di utenze è quello del settore terziario che comprende, ad esempio, consumatori del commercio che hanno bisogno di acqua calda a temperature compatibili con quelle producibili dai moderni impianti solari.

Piscine e condizioni ideali di temperatura

Tra le utenze del settore terziario, si dimenticano spesso le piscine che, invece, risultano un’applicazione particolarmente adatta a essere alimentata tramite il solare termico.

Le piscine hanno bisogno di una grande quantità di acqua calda e sono caratterizzate da una domanda costante o, comunque, molto stabile.

La temperatura richiesta per l’acqua, inoltre, è estremamente contenuta: tralasciando le piscine termali, infatti, la temperatura ideale, ad esempio per le attività natatorie o sportive più in generale, oscilla tra i 24 e i 27 °C.

Questa necessità è perfettamente in linea con il funzionamento dei collettori solari, la cui curva di efficienza mostra come il loro rendimento aumenti all’abbassarsi della temperatura desiderata dalle utenze collegate all’impianto.

Quale tecnologia solare?

Con una richiesta così contenuta, alcune applicazioni si “accontentano” di utilizzare i collettori solari scoperti, cioè tubi di plastica neri senza copertura vetrata e senza isolamento.

Se questa tecnologia può risultare adeguata, anche grazie al suo basso costo, per alcune piscine il cui utilizzo è riservato esclusivamente alla stagione calda, non si può pensare di impiegarla per utenze che richiedano acqua calda per tutto l’anno.

Negli impianti sportivi dotati di piscina coperta, allora, si ricorre a impianti solari termici più convenzionali utilizzando, collettori piani vetrati o a tubi sottovuoto. In questo modo, anche grazie alla già citata bassa temperatura necessaria per l’acqua della piscina, il contributo del solare può essere ragguardevole anche nelle stagioni fredde.

Un passo in più con il fotovoltaico

Un passo ancora più innovativo è quello di utilizzare sulle coperture delle piscine un sistema che impieghi collettori ibridi fotovoltaico-termici (PVT, photovoltaic-thermal).

Un esempio di questo tipo di applicazione è quello realizzato al Club Natació Barcelona (CNB), una delle istituzioni sportive più rinomate della città catalana e pioniere degli sport acquatici in Spagna, che ospita sul proprio tetto il più grande impianto fotovoltaico-termico d’Europa a carico di un soggetto privato (nella foto, fonte: https://solarheateurope.eu).

Nell’ambito dell’ambizioso piano di sostenibilità dell’impianto sportivo, che fa parte del grande progetto di ristrutturazione “CNB S-XXI”, questo sistema ibrido riduce in modo significativo le emissioni dell’edificio contribuendo, al contempo, a ridurre le bollette dell’elettricità e del gas.

Una significativa riduzione in bolletta

L’impianto è costituito da 1.041 pannelli solari ibridi PVT prodotti da Abora Solar e installati sul tetto della struttura da Construcía Instalaciones.

Il calore e l’elettricità generati dal sistema, con un rendimento che complessivamente sfiora il 90%, alimentano diverse aree del club, come l’illuminazione, le piscine e varie attrezzature ausiliarie, riducendo la dipendenza dai combustibili fossili come il gas.

L’energia termica, prodotta con una potenza di quasi 1,3 kW, viene impiegata principalmente per il riscaldamento dell’acqua della piscina esterna dedicata alla pallanuoto, soprattutto nei mesi invernali.

L’energia in eccesso viene inoltre utilizzata per altre esigenze, ad esempio per regolare la temperatura delle altre piscine o delle docce.

La superficie complessivamente occupata dall’impianto, attivato nel 2023, è di circa 5.500 mq e la fornitura di energia è pari a circa 1.600.000 kWh/anno per il calore e a circa 550.000 kWh/anno di elettricità.

Il sistema permette di evitare l’emissione in atmosfera di circa 775 tonnellate di CO2 equivalente ogni anno.

Il CNB ha ricevuto una sovvenzione di 1,8 milioni di euro dal programma Next Generation dell’Unione Europea con il fine di modernizzare gli impianti sportivi in termini di efficienza energetica, sostenibilità e inclusione.

Il progetto, classificato come “esemplare”, presenta un periodo di ammortamento contenuto, pari a circa 8 anni, grazie a un risparmio energetico complessivamente stimato attorno al 70%, prendendo come riferimento il sistema integrativo costituito da una caldaia a gas.

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