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Flessibilità locale del sistema elettrico, avviata la prima utenza di RomeFlex

Il progetto di Areti nel Mercato locale della flessibilità è operativo con un impianto da 410 kW: presto attive altre 70 utenze, che forniranno servizi alla rete della capitale.

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Dopo l’asta molto partecipata tenutasi a novembre è operativo il progetto RomeFlex, sviluppato da Areti, società del Gruppo Acea che gestisce la rete elettrica di Roma.

È stata avviata, infatti, la prima utenza attivata tramite il Mercato locale della flessibilità sulla rete di distribuzione di Roma: un impianto da 410 kW dell’Università RomaTre e ora seguirà il progressivo avvio del servizio per tutte le altre utenze, circa settanta, distribuite nei diversi quartieri del territorio della capitale, informa Acea.

L’iniziativa, ricordiamo, punta a sviluppare una rete elettrica locale più “intelligente” e flessibile nella capitale, consentendo ai clienti connessi in bassa/media tensione di partecipare attivamente al mercato elettrico, modulando i loro consumi e le loro produzioni (ad esempio da impianti FV e sistemi di accumulo energetico) e diventando così fornitori di servizi di flessibilità per la rete (BSP: Balance Service Provider).

Obiettivo è favorire la generazione distribuita dei piccoli impianti a fonti rinnovabili e la diffusione di batterie di accumulo, sostenendo una crescente elettrificazione dei consumi finali (pompe di calore, veicoli elettrici).

Dal primo febbraio, Areti ha avviato il programma di attivazione delle utenze che si sono aggiudicate la prima asta a termine del Mercato locale della flessibilità, indetta lo scorso novembre dal Gme per conto di Areti, che ha messo a disposizione risorse di flessibilità per 3 MW suddivise in diverse tipologie di utenze (industriali, terziarie, residenziali), per il periodo febbraio-aprile 2024.

Il progetto RomeFlex è realizzato con il contributo di Engineering, la società che si è occupata di sviluppare le piattaforme informatiche di connessione tra i distributori di energia e il Gme, con la collaborazione di Siemens che ha curato i sistemi di analisi dei fabbisogni di flessibilità.

Il Mercato locale della flessibilità, organizzato e gestito dal Gme, consente ai Dso (Distribution System Operators) di approvvigionarsi dei servizi di flessibilità e di remunerarli attraverso meccanismi di mercato trasparenti e non discriminatori.

Nell’asta di novembre, con cui Areti puntava a dotarsi di risorse di flessibilità per il periodo febbraio-aprile 2024, ricordiamo, sono stati approvvigionati 3 MW di risorse disponibili, soddisfacendo completamente e superando del 50% la richiesta iniziale del DSO.

Hanno infatti partecipato 11 Balance Service Provider (BSP), mentre il prezzo medio della disponibilità è stato di 25.508 euro/MW/anno e il valore medio per la variazione a salire 307,2 euro/MWh.

La partenza del nuovo mercato locale della flessibilità (MLF) era stata predisposta con l’entrata in vigore del relativo regolamento, approvato dall’Autorità per l’energia con la delibera 372/2023, oltre alle disposizioni tecniche di funzionamento pubblicate sul sito internet del Gme (si veda QuaEnergia.it, Gme: tutto pronto per il nuovo mercato locale della flessibilità).

Il nuovo MLF prevede un mercato locale a termine (MLT-Flex) e un mercato locale a pronti della flessibilità (MLP-Flex): in questa fase transitoria, l’operatività è limitata al solo mercato locale a termine (MLT-Flex).

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