Fine della maggior tutela, il paradosso del servizio a tutele graduali

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Con il passaggio al mercato libero gli utenti meno attivi che passeranno all'Stg potrebbero risparmiare rispetto a chi ha scelto un nuovo fornitore.

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Il Servizio a tutele graduali (Stg) del mercato elettrico è stato istituito – oltre che per per proteggere il consumatore dalle nuove condizioni economiche applicate – per evitare un travaso automatico di clienti dal fornitore in maggior tutela al corrispondente fornitore sul mercato libero. Ma allo stesso tempo serve per creare una finestra temporale in grado di permettere ai clienti di affacciarsi a quest’ultimo in maniera consapevole.

Se i primi due aspetti sono stati gestiti in modo efficace attraverso il meccanismo d’asta in grado di suddividere i clienti fra più fornitori, per quanto riguarda il terzo non sono stati predisposti interventi ad hoc per incentivare i clienti a prendere coscienza delle dinamiche, delle opportunità e dei rischi del mercato libero.

È quello che emerge da un’analisi condotta da Ref Ricerche, che ha pubblicato un position paper dal titolo “Elettricità: arrivano le tutele graduali” (link in basso) dopo l’esito delle aste Stg per i 4,5 milioni di clienti non vulnerabili.

La transizione verso il mercato libero rappresenta un significativo cambiamento, arrivato in Italia peraltro in seguito a una serie di proroghe. La Legge 124/174 ha disposto il superamento dei regimi di tutela di prezzo sia per il mercato retail elettrico sia per gas naturale a partire dal 1° luglio 2020, ma la scadenza è stata posticipata due volte, la prima a causa dell’emergenza Covid e successivamente per le conseguenze dello scoppio del conflitto russo-ucraino.

La normalizzazione dei mercati energetici all’ingrosso e gli impegni collegati al Pnrr hanno posto le condizioni per riprendere questo cammino avviando la transizione dai regimi tariffari ancora vigenti al libero mercato.

Peraltro la tariffa regolata, seppur determinata sulla base dell’andamento del mercato, rappresenta uno strumento non in linea con gli obiettivi di piena liberalizzazione del mercato indicati nelle policy comunitarie, segnala Ref. La Commissione europea ritiene infatti che l’esistenza di una regolazione tariffaria di prezzo nel regime di tutela possa costituire un ostacolo allo sviluppo del libero mercato.

Le aste Stg

L’eliminazione della maggior tutela elettrica interessa ancora un cospicuo numero di consumatori domestici: secondo Arera a settembre 2023 il 28% del totale dei punti attivi era ancora servito in regime di maggior tutela.

Il documento Ref Ricerche rileva come le aste Stg per i clienti domestici non vulnerabili abbiano fatto emergere un risparmio che, per la famiglia tipo, potrebbe attestarsi sui 130€/anno rispetto all’attuale servizio di tutela. Un risultato che “sembra essere particolarmente favorevole anche rispetto al mercato libero”.

Potrebbe quindi generarsi una situazione paradossale, che vedrebbe gli utenti finora meno attivi sul mercato avere delle condizioni economiche migliori rispetto a quelli sul mercato libero e rispetto ai consumatori domestici vulnerabili rimasti in maggior tutela.

Per i clienti domestici il 6 febbraio 2024 sono stati pubblicati gli esiti dei 26 lotti territoriali: sono risultati aggiudicatari sette venditori, e due di questi – Enel Energia e Hera – si sono aggiudicati il numero massimo di aree (sette). L’elenco completo dei vincitori delle aste per territorio è disponibile sul sito Arera a questo link.

I vincitori di ciascuna asta si aggiudicano la fornitura ad un lotto di clienti domestici che non hanno scelto un fornitore sul mercato libero, ma il prezzo unico nazionale viene determinato a partire dalla media ponderata sui volumi dei prezzi di aggiudicazione in ciascuna area di assegnazione. I fornitori vengono in seguito remunerati in base al valore offerto in sede di gara.

Ai risultati favorevoli per il Stg Ref ha però affiancato l’esito di un’analisi sulle microimprese (già servite su Stg da aprile) che evidenzia la presenza di offerte sul libero più convenienti, almeno tra quelle a prezzo variabile.

Le criticità del Portale Offerte

Per favorire la concorrenza sul mercato libero, il paper propone di evidenziare nelle bollette un confronto tra il prezzo pagato sul Stg e la media delle offerte presenti sul Portale Offerte. Ciò “renderebbe più semplice per gli utenti valutare le opzioni disponibili e favorirebbe implicitamente la concorrenza, incoraggiando un passaggio più consapevole al mercato libero”.

Lo stesso Portale Offerte viene però descritto come “uno strumento non scevro di criticità”. È ad esempio poco pubblicizzato: secondo Ref Ricerche la piattaforma fa registrare attualmente tra le 100mila e le 200mila visite uniche mensili rispetto a circa 30 milioni di utenze domestiche e quasi 7 milioni di utenze non domestiche.

Altro elemento di potenziale debolezza consiste nell’interfaccia che chiama l’utente a decidere tra contratti a prezzo fisso o a prezzo variabile, e tra prezzi monorari o multiorari, obbligandolo a interrogare il Portale più volte per confrontare le diverse simulazioni.

La piattaforma, suggeriscono gli analisti, dovrebbe offrire al consumatore una serie di elementi utili a comprendere la differenza tra prezzi fissi e variabili, inquadrare il momento in cui si trova il mercato, la variabilità passata e quella attesa, illustrare l’esito a distanza di un anno delle scelte compiute, e solo successivamente aiutare l’utente a graduare le offerte dei singoli fornitori, tenendo conto non solo del loro contenuto economico.

Ci sono infatti altri fattori che sempre più operatori tendono ad offrire, ma che gli utenti non visualizzano immediatamente sulla piattaforma, come ad esempio le condizioni di fatturazione, le modalità di pagamento, l’utilizzo di sola energia rinnovabile e i servizi esterni collegati alla fornitura di energia.

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