Il futuro dell’Ets (Emissions Trading System) è un cantiere apertissimo, in cui convergono e spesso si scontrano le differenti posizioni della Commissione Ue, del Parlamento e del Consiglio.
L’ultimo aggiornamento in ordine di tempo arriva proprio dal Consiglio Ue, in particolare dal Coreper (Comitato dei rappresentanti permanenti), l’organismo che riunisce i rappresentanti degli Stati membri presso l’Ue.
Ieri, 16 settembre, il Consiglio ha adottato la sua posizione sulla proposta di regolamento presentata lo scorso 17 luglio dalla Commissione, volta a modificare i parametri di riferimento (benchmark) di calore e combustibili per il periodo 2026-2030.
La posizione degli Stati membri è più favorevole, rispetto alla proposta della Commissione, a incrementare le quote assegnate gratuitamente alle industrie e sostenere di conseguenza la loro competitività, come richiesto da diversi governi nazionali e associazioni di settore.
I benchmark di calore e combustibili sono “trasversali”: sono utilizzati per determinare l’assegnazione gratuita delle quote di CO2 alle parti degli impianti industriali alle quali non si applicano i benchmark specifici di prodotto, come quelli relativi a carta, cemento o acciaio.
Sono calcolati sulla base delle prestazioni tecnologiche degli impianti più efficienti e sono aggiornati secondo le regole previste dalla normativa europea. Per il periodo 2026-2030, la Commissione ha proposto di modificare il tasso massimo di aggiornamento annuale di questi parametri.
Se un impianto è meno efficiente rispetto ai parametri di riferimento e quindi riceve un numero di quote gratuite inferiore alle proprie emissioni verificate, deve procurarsi sul mercato le quote necessarie a coprire la differenza.
Il Consiglio Ue, spiega una nota, ha concordato di incrementare l’assegnazione gratuita di quote di emissione utilizzando circa 88 milioni di permessi disponibili a tal fine. Secondo le stime della Commissione, ciò si traduce in un risparmio pari a 6 miliardi di euro per i settori interessati.
Il Consiglio ha aggiunto ulteriori 33 milioni di quote, non assegnate in precedenza poiché alcuni impianti non soddisfacevano le condizioni previste dal sistema Ets. Il totale sale quindi a 121 milioni di quote attribuibili a titolo gratuito.
“Assegnando maggiori quote gratuite ai settori ad alta intensità energetica durante questa fase di transizione cruciale, tuteliamo i posti di lavoro e garantiamo la competitività delle nostre industrie”, ha commentato Darragh O’Brien, ministro irlandese per il Clima e l’Energia (l’Irlanda detiene la presidenza di turno del Consiglio Ue).
I negoziati con il Parlamento europeo inizieranno quando anche gli eurodeputati avranno definito la loro posizione sulla proposta di regolamento.





























