Energia, in Sardegna la “speculazione” è un chiodo fisso

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Lo sviluppo degli impianti nuovamente al centro dell’attenzione con la neo costituita commissione energia e le manifestazioni locali. Intanto la Giunta avanza su piano paesaggistico e Società energetica regionale.

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Se c’è una parola che negli ultimi anni è stata pronunciata più di qualsiasi altra nel dibattito sardo sull’energia è “speculazione”.

Questo leitmotiv ricorrente è stato fatto proprio dai vari esponenti della Giunta Todde, dei movimenti locali che si oppongono alla proliferazione di impianti e anche da parte della stampa locale.

A tornare sull’argomento è ora il consigliere regionale Stefano Tunis (Sardegna al centro 20venti), eletto presidente della commissione speciale per l’Energia del parlamentino isolano, insediata ieri, 9 settembre.

Nelle dichiarazioni alla stampa Tunis, esponente di opposizione, ha prima sottolineato come l’unico nemico di tutti sia proprio la speculazione energetica, per poi accennare all’esigenza di ridare slancio all’azione del Consiglio regionale su questa materia, rispetto al protagonismo della Giunta.

L’impegno a istituire questo nuovo organo era stato assunto dal Consiglio regionale l’11 agosto 2025 con un ordine del giorno approvato all’unanimità.

Secondo l’atto di indirizzo la commissione avrà durata biennale e dovrà:

  • favorire il coordinamento tra istituzioni, comunità locali e operatori al fine di analizzare e proporre indirizzi e strategie riguardanti la politica energetica regionale;
  • valutare l’impatto socio-ambientale e le conseguenze economiche di tutti gli asset;
  • proporre eventuali miglioramenti normativi per sostenere la transizione energetica della Sardegna nel rispetto del territorio.

Come vicepresidente della commissione speciale è stato scelto Gianluca Mandas (M5S), mentre i segretari sono Paola Casula (Sinistra Futura) e Cristina Usai (Fratelli d’Italia).

Tra i primi impegni della nuova commissione dovrebbe esserci un giro di consultazioni.

Intanto la parola “speculazione” tornerà a essere pronunciata domenica 13 settembre, quando è prevista una manifestazione a Selargius (Cagliari) contro il cumulo di impianti, in questo caso anche Bess, come si legge sui profili social del comitato no Tyrrhenian link.

Piano paesaggistico e società energetica regionale

Di energia si è discusso anche nell’ambito dei lavori per il Piano paesaggistico che la Sardegna si appresta a revisionare e implementare.

L’8 settembre a Cagliari, infatti, si è svolto l’incontro “I Paesaggi delle Comunità”, nel quale è stato fatto il punto su nove appuntamenti territoriali precedenti promossi dalla Regione per discutere del piano.

In questo modo è stato possibile coinvolgere circa 500 partecipanti e raccogliere 120 contributi.

Secondo l’assessore a Enti locali, Finanze e Urbanistica, Francesco Spanedda, ora “iniziamo a ragionare su aspetti più marcatamente progettuali. Il confronto ha evidenziato una posizione positiva sul tema della tutela, ma anche la necessità di una disciplina capace di rapportarsi in modo più puntuale alle diverse realtà della Sardegna”.

Secondo l’assessore “tutelare il paesaggio significa anche creare le condizioni per mantenerlo vivo, affrontando il rischio di spopolamento e governando le trasformazioni legate al clima e alla transizione energetica. La tutela, quindi, deve essere parte di una politica complessiva di governo del territorio”.

La prossima fase prevede laboratori territoriali, il cui obiettivo è identificare condizioni specifiche che consentano di adattare l’insediamento e il paesaggio alle condizioni di vita reali.

Andando indietro di poche settimane, infine, da segnalare che il 13 agosto la Giunta regionale, su proposta dell’assessore dell’Industria Emanuele Cani, ha dato il via libera a ulteriori attività finalizzate alla costituzione della Società energetica della Sardegna.

Questa società pubblica è prevista dal Programma regionale di sviluppo 2024-2029 per dare all’isola “la possibilità di valorizzare le proprie risorse per la produzione di energia da fonti rinnovabili. Il suo scopo è quello di promuovere l’indipendenza energetica, incentivare le Fer e calmierare i costi delle bollette per cittadini e imprese”, spiega l’assessore Cani.

Nello specifico l’azienda dovrebbe operare nel mercato delle rinnovabili installando e gestendo impianti in aree nella disponibilità della Regione, che genereranno elettricità da destinare direttamente ai consumi locali di cittadini e istituzioni.

Il progetto è partito da uno studio di fattibilità preliminare, a cui ora seguiranno le attività di approfondimento e definizione del modello societario.

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