La generazione idroelettrica che migliora dell’1% l’anno, un incremento di circa il 30% dei volumi di energia destinati ai servizi di rete, maggiore flessibilità operativa, allungamento della vita utile degli impianti e riduzione degli sprechi d’acqua.
Sono questi i vantaggi che si realizzano abbinando una batteria agli ioni di litio da 4 MW e 2 ore di accumulo a una centrale idroelettrica da 44 MW.
Si tratta del progetto Bess4Hydro lanciato da Enel lo scorso anno, con l’inaugurazione ufficiale del 6 luglio dell’accumulo combinato all’impianto idro di Dossi, in provincia di Bergamo.
Le batterie hanno fisicamente iniziato a operare da giugno scorso, in sinergia con una centrale in funzione da oltre cento anni, e sono intese come “secondo bacino virtuale che migliorerà la gestione della risorsa idrica, ottimizzando il funzionamento della turbina”, spiega Enel.
Secondo Nicola Rossi, responsabile Innovazione della società, “queste due tecnologie costituiscono un’unica unità di mercato. La batteria aiuta l’idroelettrico a essere più efficiente e a usurarsi di meno, costituendo un’estensione virtuale del bacino a monte, e può accumulare e assorbire energia dalla rete quando i prezzi sono bassi o non c’è domanda”.
È il primo progetto nel suo genere in Europa, riferisce Enel, che ha già valutato il potenziale di replicabilità in un totale di trenta suoi impianti a bacino tra Italia e Spagna, dove sarebbe possibile sviluppare tra 100 e 200 MW Bess su 3 GW di asset idroelettrici. Al momento, però, si parla solo di potenziale e non sono stati fatti annunci concreti su future installazioni.
Bess4Hydro, intanto, ha ricevuto a ottobre dello scorso anno un finanziamento nell’ambito dell’Innovation Fund Ue e ha ottenuto il “sigillo europeo Step – strategic technologies for europe platform”.
Il ruolo della Regione
Secondo il presidente della Regione, Attilio Fontana, “la Lombardia si conferma leader nell’idroelettrico: da soli produciamo oltre il 25% dell’energia nazionale generata da questa fonte. Un primato che va di pari passo con l’innovazione tecnologica”.
Si rivendica così un ruolo di “apripista” nel settore: “Siamo stati i primi a promuovere i cambiamenti legislativi a livello nazionale e locale che hanno consentito ai territori di ottenere benefici significativi, in termini di energia e di maggiori risorse a disposizione, realizzando un esempio concreto di autonomia, dato che i fondi derivanti dai canoni di concessione vengono investiti nelle province che ospitano le centrali” (si veda Idroelettrico, la Lombardia prepara l’alternativa alla quarta via).
Ora, aggiunge Fontana, “siamo i primi a vedere l’attivazione di un impianto così tecnologicamente avanzato, che ha ottenuto importanti riconoscimenti internazionali per il contributo a favore della transizione energetica”.
L’Enel e i Bess
Preannunciando l’iniziativa del 6 luglio, Enel ha sottolineato come i sistemi di accumulo rappresentino una leva strategica per accelerare la transizione energetica, visto che le tecnologie Bess, in particolare, “contribuiscono a rafforzare la stabilità della rete e a rendere il sistema elettrico sempre più efficiente, flessibile e resiliente”
In questa direzione va il piano strategico 2026-2028 della società, nel quale si prevedono circa 20 miliardi di euro di investimenti dedicati alla crescita delle rinnovabili, “in cui lo sviluppo dei sistemi di accumulo riveste un ruolo centrale”.
Enel ricorda che il suo impegno è anche in un altro progetto innovativo, l’iniziativa Pioneer, realizzata insieme ad Aeroporti di Roma per il più grande sistema italiano di accumulo con batterie provenienti da veicoli elettrici a fine vita.



























