Parlano di “vittoria storica” le associazioni ambientaliste in Francia – tra cui Greenpeace e Oxfam – dopo la decisione del tribunale amministrativo di Parigi, che ha ritenuto lo Stato francese responsabile di non aver agito contro il cambiamento climatico, in quello che è stato definito “Affaire du Siècle” nella nota dello stesso tribunale.

La vicenda giudiziaria era iniziata nel 2018 su iniziativa di quattro Ong e sostenuta da oltre 2,3 milioni di cittadini con una petizione online.

L’obiettivo era dimostrare l’inazione climatica dello Stato per quanto riguarda gli obiettivi – fissati dalla legge francese – volti a ridurre le emissioni di CO2 in linea con gli accordi di Parigi del 2015.

I giudici amministrativi, si legge in una nota di Greenpeace e Oxfam, hanno riconosciuto la responsabilità dello Stato per non aver rispettato i suoi impegni contro il surriscaldamento climatico e hanno condannato lo Stato a versare la somma simbolica di un euro alle associazioni.

Non è una cosa di poco conto: la decisione, infatti, evidenzia il tribunale parigino, riconosce l’esistenza di un “pregiudizio ecologico” legato al cambiamento climatico.

E tale pregiudizio, osservano le Ong, per la prima volta è stato esteso a un soggetto pubblico che, di conseguenza, può essere ritenuto responsabile (al pari di un soggetto privato) dei danni causati all’ambiente.

Così il tribunale amministrativo si è dato altri due mesi per un supplemento istruttorio.

In sostanza, spiegano le Ong, i giudici potrebbero condannare lo Stato francese a prendere misure più efficaci per contrastare la crisi climatica e prevenire un suo aggravamento.

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