Stop dal 2023 all’uso di olio di palma e soia nei carburanti e per la produzione di elettricità: è quanto prevede un emendamento approvato in Senato al disegno di legge di Delegazione europea 2019.

Il testo, presentato da Loredana De Petris (Leu-Misto) come prima firmataria, stabilisce di escludere olio di palma e olio di soia, dal primo gennaio 2023, “dagli obblighi di miscelazione al combustibile diesel e dalla produzione elettrica rinnovabile, così come dal relativo conteggio delle fonti rinnovabili e dai sussidi di mercato […]”.

L’obiettivo è ridurre l’impatto ambientale di queste materie prime vegetali, perché la loro coltivazione richiede vasti terreni e quindi promuove la deforestazione in diversi Paesi, con la conseguente distruzione di ecosistemi naturali in grado di assorbire anidride carbonica e tutelare la biodiversità.

Legambiente, in una nota, ricorda che la nuova direttiva Ue sulle rinnovabili impone la fine ai sussidi pubblici all’olio di palma entro il 2030, ma gli Stati membri possono anticiparla.

Andrea Poggio, responsabile mobilità di Legambiente, ha commentato che lo stop al 2023 “ci soddisfa solo in parte, perché sovvenzioneremo ancora per due anni la combustione di olio di palma e di soia a spese dei cittadini. Secondo le nostre stime sui report del Gestore dei Servizi Energetici, parliamo di quasi un miliardo di euro all’anno pagato dalle famiglie attraverso le bollette elettriche e l’acquisto di carburante. Alla luce delle ricerche della Commissione Europea, la combustione di olio di palma e di soia comporta emissioni di CO2 doppie o triple rispetto a quella del gasolio fossile […]”.