Dagli scarti della viticoltura, bioenergia e teleriscaldamento: un progetto White Energy Group partner di Enomondo

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Un impianto che produce elettricità e calore dagli scarti della filiera vitivinicola nella zona industriale di Faenza. La rete di teleriscaldamento distribuire il calore rinnovabile in eccesso agli stabilimenti vicini.

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Un innovativo impianto di combustione di biomasse e di produzione di compost che produce elettrica e calore, quest’ultimo distribuito in un distretto industriale attraverso una rete di teleriscaldamento dalla società Enomondo.

Un circolo virtuoso fra il recupero di biomasse di scarto e una produzione industriale sostenibile.

L’impianto, gestito da Enomondo (partecipata dal Gruppo Caviro) nella zona industriale di Faenza, è alimentato da scarti della filiera vitivinicola, tra cui le vinacce derivanti dalla produzione del vino del Gruppo Caviro, oltre agli sfalci e le potature del verde pubblico.

La centrale produce vapore ad alta pressione alla temperatura di 480 °C, che si trasforma in energia elettrica attraverso una turbina da 13,7 MWh. Il vapore a 3,5 bar in uscita dalla turbina viene quindi indirizzato alla centrale del nuovo teleriscaldamento, inaugurato il 5 maggio 2022, in grado di smistare vapore a 140 °C e acqua calda a 90°C alle varie utenze.

Nello specifico, 25 MW termici in vapore vengono utilizzati per processi di lavorazione dalla stessa Caviro, mentre circa 7,5 MW termici in acqua calda sono convogliati verso le utenze esterne, distribuendo fino a 100.000 MWh/anno.

Le utenze sono dotate di contatori di ultima generazione e le letture sono disponibili agli utenti in un portale web VEP – Virtual Energy Platform.

Il progetto del nuovo teleriscaldamento è stato possibile grazie alla partnership con White Energy Group, società di servizi energetici (ESCo) con sede a Verona e Cagliari, a cui Enomondo si è affidata per intraprendere un percorso integrato verso la sostenibilità ambientale.

L’idea è venuta a febbraio del 2017 con un primo sopralluogo allo stabilimento di Faenza”, spiega Giovanni Tellini, Sales Manager di Whitenergy. “Grazie ai Certificati Blu® sarebbe stato possibile finanziare la rete di teleriscaldamento e distribuire il calore rinnovabile in eccesso agli stabilimenti vicini”.

I certificati blu sono una forma di incentivi ideata da Whitenergy nell’ambito dell’efficienza energetica e dell’utilizzo delle fonti rinnovabili termiche asservite alle reti di teleriscaldamento; sono cumulabili con i Certificati Bianchi, il Conto Termico 2.0, la Tariffa Omnicomprensiva e altri incentivi alle Fonti Elettriche Rinnovabili.

L’intervento non è unico nel panorama nazionale.

Whitenergy, negli ultimi anni ha infatti ottenuto per molti dei suoi clienti l’accesso a questi Certificati Blu, un’agevolazione per l’utilizzo di energia termica rinnovabile, favorendo la realizzazione di reti di teleriscaldamento industriali di piccole e medie dimensioni alimentate a biomassa e geotermia, distribuite su tutto il territorio.

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