Mentre l’Europa corre verso la neutralità climatica, l’Italia inciampa sul primo gradino: quello degli edifici pubblici.
Il nuovo Conto Termico 3.0 rischia di diventare il manifesto di una transizione mancata, dove le pompe di calore, tecnologia chiave per uscire dai combustibili fossili, vengono penalizzate da incentivi troppo deboli.
Il risultato? Un intero comparto industriale rallenta, e con esso la decarbonizzazione delle nostre scuole, ospedali, uffici comunali.
L’edilizia è uno dei settori più chiamati in causa dal Green Deal europeo e dal Fit for 55, che impongono un taglio netto delle emissioni climalteranti al 2030 e la completa decarbonizzazione al 2050.
Secondo i target comunitari, ogni Stato membro dovrà abbattere i consumi energetici degli edifici esistenti e azzerarne le emissioni dirette, soprattutto nei comparti pubblico e residenziale.
Per raggiungere questi traguardi l’unica strada percorribile, sotto il profilo tecnico, ambientale ed economico, è la rapida sostituzione degli impianti a gas con pompe di calore elettriche, possibilmente integrate con impianti fotovoltaici, sistemi di accumulo e gestione intelligente dell’energia.
Parliamo in pratica di “elettrificazione degli usi finali”, considerata in tutti gli scenari europei come una leva imprescindibile per il phase-out dai combustibili fossili.
Conto Termico 3.0: il giusto principio, la sbagliata applicazione
Tuttavia, la Pubblica Amministrazione non dispone delle risorse finanziarie sufficienti per intraprendere in autonomia questa trasformazione del proprio patrimonio immobiliare. Edifici scolastici, sanitari, municipi, biblioteche: molti sono vetusti, energivori, privi di impianti elettrici adeguati.
Per rispondere a questa difficoltà, la bozza del Conto Termico 3.0 introduce – e va riconosciuto come un passo nella giusta direzione – la possibilità per le PA (strutture scolastiche e sanitarie, edifici nei comuni con popolazione inferiore ai 15.000 abitanti) di ottenere un contributo fino al 100% delle spese sostenute per interventi di riqualificazione energetica.
Ma le buone intenzioni si scontrano con un clamoroso errore di valutazione tecnica ed economica.
Il nodo critico è nei valori massimi di incentivo previsti per gli impianti di climatizzazione elettrica di potenza superiore ai 35 kWt, tipici delle strutture pubbliche.
Le soglie indicate nel decreto coprono appena un terzo della spesa necessaria per sostituire un sistema a gas con una pompa di calore elettrica, sia essa a espansione diretta o idronica.
L’effetto domino: così salta la transizione sistemica
Oltre al danno, la beffa. Il Conto Termico considera le pompe di calore una “tecnologia trainante” per altri sistemi: fotovoltaico, accumulo elettrico, colonnine di ricarica.
Ma se l’intervento trainante non è realizzabile per carenza di fondi, l’intera filiera tecnologica salta. Dunque, in altri termini:
- l’amministrazione non potrà installare il fotovoltaico, perché “trainata” ovvero realizzabile solo se implementata la sostituzione delle caldaie a gas con pompe di calore;
- non potrà giustificare un sistema di accumulo;
- né dotarsi di colonnine di ricarica per i veicoli elettrici.
Un corto circuito normativo che rischia di paralizzare l’integrazione delle rinnovabili nel settore pubblico, vanificando gli obiettivi del Conto Termico 3.0 stesso.
Se il decreto restasse invariato, le uniche opzioni realmente percorribili per la maggior parte delle amministrazioni locali sarebbero:
- sostituzione degli infissi
- ammodernamento degli impianti di illuminazione
- introduzione di sistemi di building automation
- edifici NZEB
Un appello: non sprechiamo questa occasione
La revisione del Conto Termico 3.0 è un passaggio cruciale. Il rischio è di creare un involucro normativo elegante ma vuoto, che non consente al settore pubblico, e all’industria italiana delle tecnologie pulite, di cogliere un’opportunità storica.
Senza una correzione dei valori incentivanti per le pompe di calore, il decreto sarà solo una riforma a metà, destinata a rallentare la decarbonizzazione, anziché accelerarla.


























