Commissione Ue, consultazione per migliorare l’efficienza dei motori elettrici

L'obiettivo è individuare gli ambiti in cui è possibile ottenere ulteriori risparmi energetici in vari settori industriali, edilizia ed elettrodomestici, come compressori, ventilatori, sistemi di ventilazione, pompe di calore, frigoriferi, lavastoviglie e forni.

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La Commissione europea ha lanciato una consultazione pubblica (link in basso) per raccogliere feedback sui requisiti di progettazione ecocompatibile per motori elettrici e azionamenti a velocità variabile.

Nel 2019 l’Ue ha adottato una misura sull’ecodesign in materia, che stabilisce requisiti minimi di efficienza energetica e requisiti informativi per questi prodotti, generando notevoli risparmi energetici per gli utenti finali.

Bruxelles sta ora riesaminando questa normativa alla luce delle più recenti innovazioni tecnologiche, individuando gli ambiti in cui è possibile ottenere ulteriori risparmi energetici, una riduzione dell’impatto ambientale e un miglioramento dell’economia circolare.

Per “motori elettrici” non si fa riferimento, in questo caso, ai mezzi di trasporto, ma a componenti integranti di varie applicazioni in diversi settori industriali, dell’edilizia ed elettrodomestici, come compressori, ventilatori, sistemi di ventilazione, pompe di calore, frigoriferi, lavastoviglie e forni.

Gli azionamenti a velocità variabile aiutano invece a controllare la velocità e la potenza dei motori, ottimizzando l’uso dell’energia quando il motore funziona con carichi o velocità differenti. Sono tipicamente utilizzati in compressori, ventilatori e pompe.

I problemi emersi

Questa consultazione segna il primo passo nella revisione delle norme esistenti. In linea con il regolamento sulla progettazione ecocompatibile dei prodotti sostenibili (Espr), si valuterà anche se l’ambito di applicazione delle norme possa essere esteso per includere settori come l’efficienza dei materiali e altri aspetti legati all’economia circolare.

Il regolamento, entrato in vigore il 18 luglio 2024, rappresenta il fondamento dell’approccio della Commissione europea verso prodotti più sostenibili dal punto di vista ambientale. L’Espr mira a migliorare significativamente la sostenibilità dei prodotti immessi sul mercato dell’Ue, ottimizzandone la circolarità, le prestazioni energetiche, la riciclabilità e la durabilità.

Dovrebbe contribuire in modo sostanziale alla riduzione dell’impatto ambientale dei motori elettrici e dei variatori di velocità (“variable speed drives”, o “Vsd”) per 9,6 TWh di energia elettrica risparmiata entro il 2030.

Tuttavia sono state individuate diverse problematiche di mercato, tecniche, economiche e ambientali che possono ostacolare ulteriori miglioramenti dell’efficienza energetica.

Ad esempio il progresso tecnologico e del mercato potrebbe aver reso i motori elettrici e i Vsd più efficienti, rendendo obsolete le prescrizioni e ostacolando la realizzazione di tutti i risparmi economicamente sostenibili per i prodotti che rientrano nell’ambito di applicazione del regolamento sulla progettazione ecocompatibile.

Altro problema riguarda le attuali specifiche per la progettazione ecocompatibile, che non riguardano determinati tipi di prodotti, come i motori a magneti permanenti, e lasciano quindi spazio a possibili mancati risparmi energetici e ambientali.

Inoltre, gli sviluppi nell’efficienza dei materiali e gli aspetti relativi all’economia circolare possono offrire margini di miglioramento, anche per quanto riguarda le terre rare, delle quali le attuali norme non tengono dovutamente conto.

Il piano della Commissione

Senza un’azione dell’Ue, l’impatto ambientale dei motori elettrici e dei Vsd potrebbe rimanere superiore al livello che è economicamente possibile raggiungere. Inoltre, non verrebbero adottate soluzioni efficaci sotto il profilo dei costi. Ciò potrebbe portare a una perdita di competitività e al mancato raggiungimento degli obiettivi Ue in materia di efficienza energetica.

La consultazione della Commissione, rivolta a produttori, stakeholder e privati, durerà fino al 22 settembre 2025. Le risposte confluiranno in un’analisi, la cui fase successiva – spiega l’esecutivo comunitario in una nota – sarà la preparazione di una valutazione d’impatto.

Quest’ultima prenderà in considerazione diverse misure, tra cui la definizione di requisiti aggiuntivi di efficienza per i prodotti in linea con gli obiettivi dell’economia circolare, come l’identificazione e il riutilizzo di terre rare nei motori a magneti permanenti, oppure di requisiti più rigorosi per i motori e i Vsd e di standard minimi di efficienza energetica per i motori con una tensione nominale superiore a 1.000 V.

Ancora, dovrebbero essere delineate le condizioni per combinazioni di motori e Vsd immessi insieme sul mercato, oppure l’aggiunta di altri tipi di motori all’ambito di applicazione, compresi i motori a magneti permanenti.

Altro obiettivo dichiarato è quello di aggiornare gli obblighi di informazione, anche attraverso il passaporto digitale del prodotto. Nei piani della Commissione europea le nuove norme dovrebbero essere adottate nel 2029.

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