Caro materiali, Assistal: “serve sostegno finanziario alle imprese a rischio”

L'associazione chiede "misure straordinarie e in grado di fornire risposte proporzionate alla gravità della situazione attuale".

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L’aumento dei prezzi dei materiali edili continua a mettere in difficoltà le aziende appaltatrici di opere pubbliche, da mesi in difficoltà per il caro-materiali.

Si rischiano ritardi nella realizzazione dei lavori, rescissioni contrattuali per eccessiva onerosità, blocco dei cantieri e contenziosi.

A tornare sull’argomento è una nota stampa di Assistal, l’Associazione Nazionale Costruttori di Impianti, dei Servizi di Efficienza Energetica – ESCo e Facility Management, aderente a Confindustria.

“Ogni giorno in più senza misure adeguate, è un repentino avvicinamento verso una condizione di insostenibilità”, denuncia l’associazione, che chiede di “intervenire subito e fornire alle imprese tutti i sostegni finanziari necessari per poter proseguire o avviare i lavori”.

I rincari, secondo l’associazione, avrebbero raggiunto il 60-70% rompendo quell’equilibrio di mercato che è alla base dei negoziati e mettendo le imprese nelle condizioni di non poter partecipare alle nuove gare.

“Ci risulta – spiegava il presidente Angelo Carlini a metà ottobre, in un’altra nota dell’associazione – consultando i documenti di gara che i prezzi adottati, già di per sé incongrui, sono stati ulteriormente ridotti prendendo a riferimento l’analisi dei ribassi offerti in sede di gara su precedenti appalti analoghi. Le imprese, il vero motore della ripartenza e della ripresa economica, non possono operare in queste condizioni”.

L’associazione si chiede, inoltre, il “perché di tanta attesa per il ‘decreto prezzi’ con il quale il ministero delle Infrastrutture deve rilevare gli aumenti percentuali dei singoli prezzi dei materiali da costruzione, verificatesi nel primo semestre del 2021″

In attesa di questo decreto Assistal vuole “riaccendere i riflettori sulle misure finora adottate, vale a direil fondo da 100 milioni per la compensazione degli aumenti registrati nei primi sei mesi dell’anno su tutti i lavori pubblici” (di cui abbiamo parlato anche su QualEnergia.it).

“Tali risorse – come aveva segnalato anche l’Ance – sono insufficienti per il mercato dei lavori pubblici e non contemplano le opere del settore privato, anch’esso in grave affanno”.

“Le imprese, il vero motore della ripartenza e della ripresa economica, non possono operare in queste condizioni e farsi carico anche di fattori esogeni di tale portata che sono indipendenti dalla propria volontà. Bisogna adoperarsi – ha concluso Carlini – per l’adozione di misure straordinarie e in grado di fornire risposte proporzionate alla gravità della situazione attuale”.

Per questo l’associazione ha avanzato alcune proposte al Ministro delle Infrastrutture Giovannini, a partire da una revisione dell’art. 106 del codice degli appalti, che reintroduca la norma sulla revisione dei prezzi dei materiali, compresi i vettori energetici”.

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