Il caro-energia e il peso delle bollette è un problema enorme per famiglie, imprese, Enti locali che provano a ripartire dopo la quarta ondata della pandemia.

A proposito di amministrazioni locali, diverse organizzazioni, come Anci, Uncem, ALI, Upi, ecc, hanno evidenziato in queste settimane che anche i Comuni e tutti gli Enti locali soffrono pesantemente gli effetti dell’aumento dei costi dell’energia e per questo hanno bisogno di supporto.

Gli enti locali stanno spiegando che il ridotto margine per la spesa corrente – a fronte invece di aumenti, negli ultimi anni, di trasferimenti statali ai Comuni per investimenti – fa sì che gli aumenti sui capitoli per energia (e in particolare riscaldamento e illuminazione pubblica) andranno a togliere spazio per altri servizi, a danno dei cittadini e delle comunità.

UNCEM, l’associazione dei Comuni montani italiani, chiede allora al governo di intervenire in tre direzioni. La prima, di brevissimo periodo, richiede opportuni stanziamenti che supportino i Comuni. Poi, definendo strategie di medio e lungo periodo e, infine, intervenendo nell’ambito del PNRR e della Programmazione europea 2021-2027.

In merito al secondo punto, UNCEM fa dieci proposte di strategie e intervento (vedi documento in basso) che qui sintetizziamo.

  1. Promuoviamo una comunità energetica in ogni Comune. Obiettivo è combattere la povertà energetica.
  2. Promuoviamo una green community in ogni valle, dall’appennino alle Alpi, e nelle isole, anche per creare coesione sociale.
  3. Realizziamo nuovi impianti a biomassa forestale da filiera corta o cortissima nei Comuni montani, impianti ad alta efficienza e basse emissioni.
  4. Favoriamo le rinnovabili riducendo i tempi di autorizzazione di piccoli impianti, favorendo la loro realizzazione da parte dei soggetti pubblici presenti sui territori.
  5. Ristrutturiamo il superbonus per gli interventi sugli edifici monofamiliari e condomini, rendendolo strutturale.
  6. Nessun edificio pubblico deve essere inefficiente. Efficienza energetica per il patrimonio pubblico e per l’illuminazione pubblica.
  7. Sviluppiamo la valorizzazione e il pagamento dei servizi ecosistemici, per proteggere i beni naturali, come acqua e foreste
  8. Programmiamo subito con un “Piano invasi” una valorizzazione delle risorse idriche anche con nuove dighe per la produzione di energia idroelettrica e l’uso plurimo della risorsa.
  9. Riduciamo tutte le accise su tutti i carburanti per autotrazione e gli oneri di sistema delle bollette elettriche, con il contributo anche delle grandi utility.
  10. Smart grid per i territori, impegno del Concessionario statale della rete a efficientarla e renderla più resiliente, per la maggiore diffusione delle rinnovabili e delle comunità energetiche.

In sintesi, UNCEM chiede azioni di “politica economica” e industriale di medio periodo che devono riguardare anche i territori montani, che devono essere ancora un bacino di energie e di opportunità.