Rinnovabili, accumuli, elettrificazione e contratti di lungo termine. Sono queste le leve indicate dal Coordinamento FREE e da Energia per l’Italia per affrontare in modo strutturale il costo dell’energia nel nostro Paese.
In un comunicato diffuso ieri, 26 marzo, le due organizzazioni propongono un pacchetto di 12 interventi e criticano l’impostazione delle misure emergenziali adottate dal Governo.
Secondo FREE ed Energia per l’Italia, provvedimenti come il Decreto Bollette e il Decreto Carburanti – inclusa la riduzione temporanea delle accise – non incidono sulle cause profonde dei prezzi elevati, legate alla forte dipendenza dalle fonti fossili.
Queste coprono ancora circa il 75% del mix energetico nazionale e sono importate per oltre il 95%, esponendo il sistema a volatilità e rischi geopolitici.
Rinnovabili e accumuli come leva di riduzione dei prezzi
Le associazioni richiamano le “evidenze di mercato” secondo cui le fonti rinnovabili rappresentano già oggi la soluzione più efficace per abbassare i prezzi in modo strutturale.
Le recenti aste per eolico e fotovoltaico hanno registrato valori di aggiudicazione circa dimezzati rispetto ai prezzi di mercato, mentre anche le aste per gli accumuli hanno mostrato livelli inferiori alle attese.
Un sistema energetico basato su Fer e storage, sottolineano, è quindi non solo più sostenibile ma anche più competitivo.
Tuttavia, per trasferire questi benefici all’intero sistema energetico, serve accelerare su efficienza energetica, elettrificazione dei consumi e mobilità elettrica, così da ridurre l’uso diretto dei combustibili fossili nei settori termico e dei trasporti.
I nodi regolatori: aste, autorizzazioni e prezzi
Il documento insiste sulla necessità di un quadro regolatorio stabile e coerente, in grado di andare rapidamente oltre gli obiettivi del Pniec. Tra le priorità indicate:
- programmazione pluriennale certa delle aste per rinnovabili e accumuli, per dare visibilità agli investimenti;
- rafforzamento della commissione Pnrr-Pniec per accelerare le autorizzazioni dei progetti;
- ruolo più attivo delle Regioni nell’individuazione delle aree idonee, evitando restrizioni che rallentano lo sviluppo;
- revisione dei criteri paesaggistici, con un indirizzo chiaro al ministero della Cultura sulla necessità di integrare gli impianti Fer nel territorio.
Sul lato mercato, FREE ed Energia per l’Italia chiedono interventi anche da parte di Arera: introduzione obbligatoria di offerte a prezzo dinamico e accelerazione dei prezzi zonali, per riflettere meglio la disponibilità locale di energia rinnovabile.
Contratti a lungo termine, efficienza ed elettrificazione
Un altro punto centrale riguarda i contratti di lungo termine. Le associazioni sollecitano gli operatori Fer, che oggi “sfruttano alti prezzi di borsa ricavandone profitti ingiustificati”, a proporre PPA accessibili anche a imprese e consumatori finali, superando la logica dei ricavi legati ai prezzi spot elevati.
Analoga impostazione viene proposta per le concessioni idroelettriche: nelle nuove assegnazioni, secondo FREE, dovrebbe essere previsto l’obbligo di vendita dell’energia tramite contratti di lungo periodo.
Ampio spazio è dedicato a efficienza energetica ed elettrificazione. Le associazioni chiedono misure più incisive per la diffusione delle pompe di calore e della mobilità elettrica, oltre al ricorso al biometano per gli usi industriali ad alta temperatura.
Viene inoltre sollecitato il rapido recepimento della direttiva europea sull’efficienza energetica e la definizione di un quadro stabile per la riqualificazione degli edifici, in linea con la direttiva EPBD o Case Green.
La critica al rimborso Ets
Nel comunicato si esprime una posizione netta anche sul meccanismo di compensazione dei costi Ets previsto nel Decreto Bollette. Secondo FREE ed Energia per l’Italia, l’attuazione di questo strumento appare incerta e rischia di non essere perseguibile.
Più in generale, si ribadisce che il sistema Ets rappresenta un pilastro delle politiche europee di decarbonizzazione e non dovrebbe essere messo in discussione.
“La riduzione strutturale del costo dell’energia – concludono le associazioni – passa da una strategia chiara: più efficienza, più rinnovabili, più accumuli e più contratti di lungo termine, con una minore dipendenza dai combustibili fossili”.
L’impostazione è netta: senza un cambio di paradigma, le misure emergenziali rischiano di rimanere interventi temporanei incapaci di incidere sui fondamentali del sistema energetico italiano.
Qui le proposte come riportate nel comunicato.
Le 12 proposte:
- è necessaria una rapida e incisiva azione di sensibilizzazione di imprese e cittadini su quanto si potrebbe conseguire con attività di risparmio energetico, in modo da compensare almeno in parte l’aumento del costo dei combustibili e dell’energia elettrica (come esempi richiamiamo l’attenzione agli sprechi e agli usi energetici inefficienti, la riduzione della velocità di guida e il maggior uso dei mezzi pubblici, la riduzione degli spostamenti con politiche di incremento dello smart working);
- è necessaria una pianificazione pluriennale certa delle aste per le rinnovabili e per i sistemi di accumulo;
- serve il potenziamento immediato della commissione Pnrr-Pniec per l’accelerazione delle valutazioni dei progetti Fer;
- occorre un deciso segnale delle Regioni nella rapida pianificazione territoriale e individuazione delle aree idonee allo sviluppo delle Fer, senza inutili restrizioni e/o provvedimenti che tendano ad ostacolare anziché promuovere il loro sviluppo;
- è indispensabile un chiaro indirizzo da parte del Governo al Ministero della Cultura per segnalare che gli impianti a fonti rinnovabili dovranno inevitabilmente fare parte sempre più del nostro paesaggio e che quindi i criteri di valutazione dei progetti Fer dovranno essere rivisti alla luce di questa considerazione;
- Arera deve introdurre l’obbligo per i venditori di energia di prevedere almeno una proposta di tariffe a prezzo dinamico, in modo che famiglie e imprese possano essere stimolate ad avere consumi più consapevoli e in grado di cogliere le opportunità dei bassi prezzi orari in situazioni di maggiore generazione da Fer;
- sempre Arera deve accelerare sull’effettiva introduzione dei prezzi zonali in modo che i cittadini e le imprese, che accettano più rinnovabili sui loro territori, possano godere di prezzi dell’energia elettrica più bassi;
- gli operatori di settore delle Fer, che oggi sfruttano alti prezzi di borsa ricavandone profitti ingiustificati, devono proporre contratti a lungo termine disponibili per aziende e cittadini;
- è necessario che il Governo dia immediati indirizzi a Regioni e Provincie, per quanto di loro competenza, a procedere alla ridefinizione delle assegnazioni delle concessioni idroelettriche scadute o in scadenza, prevedendo che per le nuove concessioni ci sia l’obbligo di vendita dell’energia prodotta con contratti a lungo termine;
- il Governo e i ministeri competenti devono imprimere un’accelerazione all’efficientamento energetico e all’elettrificazione dei consumi finali, promuovendo in particolare misure per la diffusione delle pompe di calore e della mobilità elettrica come leve per ridurre la domanda di combustibili fossili in ambito civile, industriale e nei trasporti e l’uso di biometano per gli usi termici ad alta temperatura nell’industria;
- il Governo e i ministeri competenti devono procedere al rapido recepimento della direttiva sull’efficienza energetica (peraltro già oltre le tempistiche previste), in quanto contiene strumenti in grado di supportare le imprese e gli enti nel percorso di efficientamento energetico e di ricorso a fonti rinnovabili e cogenerative;
- il Governo e i ministeri competenti devono definire un quadro chiaro e di lungo termine per la riqualificazione energetica degli immobili, che non escluda gli incapienti e che preveda anche il recepimento della direttiva europea EPBD, detta “Case Green”.





























