L’asta del capacity market con consegna 2028 probabilmente slitterà a dopo la seconda procedura Macse, riservata alle Bess e prevista il 24 novembre 2026 per la consegna 2029.
A rendere più concreta l’ipotesi è il decreto n. 259 del 6 agosto, con cui il Mase ha approvato la disciplina e le disposizioni tecniche della prossima gara del mercato della capacità.
Il ministero chiede infatti a Terna di valutare questa diversa programmazione, per garantire un esito coerente con le esigenze di adeguatezza e sicurezza del sistema.
Il decreto per l’asta Cm 2028 e le novità sui rifacimenti
Il nuovo pacchetto (documenti in basso) fissa curve di domanda, limiti di scambio e coefficienti di derating e modifica le regole per rifacimenti ed entrata in esercizio della nuova capacità.
Rispetto all’asta 2027, le novità più rilevanti per gli operatori riguardano il trattamento degli impianti esistenti da rinnovare e la capacità riconosciuta a batterie e nuovo fotovoltaico.
Cambiano poco, invece, i parametri economici già stabiliti da Arera: il cap della capacità nuova resta a 86.000 euro/MW/anno, quello dell’esistente sale da 47.000 a 48.000 euro/MW/anno e il premio associato al punto centrale della curva da 72.000 a 73.000 euro/MW/anno.
Il rifacimento era già previsto dalla disciplina applicata all’asta 2027. Le nuove regole ne ampliano però la flessibilità: l’intervento può riguardare anche parte della capacità e, fino all’entrata in esercizio dell’unità rifatta, l’operatore può usare quella esistente per rispettare gli obblighi del capacity market.
Il trattamento cambia in base all’esito del progetto. Se il rifacimento produce Cdp (capacità disponibile in probabilità) addizionale e l’assegnatario ne nomina anche solo una parte, anche la quota esistente sostituita viene riclassificata come nuova.
Se invece l’intervento non aggiunge Cdp e l’offerta non supera il cap dell’esistente, in fase di nomina post-asta l’operatore può rinunciare al progetto e trasformare l’impegno da nuovo a esistente. La quota oggetto di un precedente ripotenziamento resta esclusa dalla nuova capacità da rifacimento ed è regolata da un contratto distinto.
Il Mase, però, non ha accolto l’estensione del possibile rinvio dell’entrata in esercizio fino a dicembre del secondo anno di consegna, proposta da Terna. Il limite resta dicembre del primo anno, come per il 2027, ma la decisione va comunicata entro il 30 aprile dell’anno precedente, anziché entro il 30 settembre. Terna dovrà poi svolgere entro 60 giorni un’asta di aggiustamento. Resta la penale mensile dell’1% del premio sulla capacità rinviata.
Derating territoriale, il taglio alle batterie
Per le Bess è confermato il principio posto in consultazione a febbraio: più cresce la penetrazione attesa degli accumuli, meno contribuisce all’adeguatezza ogni nuovo MW. Per la capacità cui si applicano i valori 2028, il rating, cioè la quota di potenza nominale riconosciuta come Cdp, diventa territoriale.
Per una batteria da quattro ore scende dal 67% usato nel 2027 al 51% in Nord e Centro-Nord, al 54% nel Centro-Sud, al 40% in Sud e Calabria e al 31% in Sicilia e Sardegna. Per gli impianti da otto ore si passa dal 90% rispettivamente al 69%, 73%, 52% e 47%.
I coefficienti 2027 restano per la capacità esistente presente nella curva di offerta di quell’asta, per i nuovi impianti già impegnati in procedure precedenti e per le batterie agli ioni di litio contrattualizzate con il Macse 2028, escluse dalla partecipazione esplicita al capacity market. I valori zonali si applicano invece agli accumuli assenti dalla curva 2027 e a quelli nuovi offerti allora, ma non selezionati.
Una stima raccolta a maggio da QualEnergia.it quantificava in circa 8.000 euro/MW nominale l’anno il minor ricavo per una Bess da quattro ore con rating ridotto da 0,67 a 0,51, se l’asta chiudesse al cap dell’esistente.
Con il valore 2028 fissato a 48.000 euro/MW/anno, il calcolo resta valido per Nord e Centro-Nord. Applicando la stessa proporzione a premio invariato, il taglio dei ricavi capacity per MW nominale rispetto al 2027 sarebbe di circa il 19% nel Centro-Sud, il 40% in Sud-Calabria e il 54% nelle isole.
Secondo Aurora Energy Research, a prezzi d’asta invariati la revisione ridurrebbe l’Irr dei progetti da quattro ore di 0,7-2 punti percentuali: l’impatto minore sarebbe nel Centro-Sud e il maggiore in Sicilia. Per Aurora, inoltre, una pipeline autorizzativa ampia non equivale a capacità che sarà realizzata e i rating più bassi possono aumentare la mortalità dei progetti.
Anche il nuovo fotovoltaico vale meno: per la capacità assente dalla curva 2027 e per quella offerta allora ma non selezionata, la Cdp riconosciuta scende dal 12 all’8,3%. Restano i valori precedenti per gli impianti esistenti presenti nella curva e per quelli nuovi già impegnati. Eolico e idroelettrico fluente rimangono rispettivamente al 16 e al 33%.
Curve più alte al Nord
Le curve nazionali si alzano soprattutto nei punti B e C, associati rispettivamente a circa sei e tre ore attese di mancata copertura: la Cdp passa da 64,15 a 66,2 GW e da 64,9 a 67 GW, con un aumento di circa 2,1 GW.
Il punto D, al quale corrisponde un premio nullo, cresce invece di soli 0,2 GW, a 67,8 GW. Il Nord aumenta di 1,8 GW in tutti e tre i punti; nelle altre aree le variazioni sono più contenute e comprendono anche riduzioni.
Aurora calcola che, se l’asta chiudesse ancora a 47.000 euro/MW/anno, nelle nuove curve rientrerebbero 1,4 GW di Cdp in più.
Su questa base la società di consulenza valuta come complessivamente positivo per le batterie l’effetto combinato tra minore capacità riconosciuta e maggiori volumi contrattualizzabili, pur con differenze territoriali.
È uno scenario, va precisato, fondato sul prezzo del 2027, non un esito già determinato: quantità assegnate e prezzi dipenderanno anche dalla curva di offerta e dagli altri contributi di capacità considerati dal meccanismo.
Pesa anche la revisione dei limiti di scambio. Aurora segnala una riduzione di circa 1,6 GW della Cdp di importazione in Sicilia e vede quindi aumentare soprattutto nell’isola il rischio di un prezzo d’asta disaccoppiato.
Per la società il Nord resta l’area più attraente grazie alla maggiore domanda e a rating relativamente migliori; il Centro-Sud beneficia del coefficiente più favorevole, mentre le altre zone centrali e meridionali risultano nel complesso neutrali o leggermente penalizzate.
Il decreto, come detto, chiede a Terna di valutare l’opportunità di svolgere l’asta dopo il Macse programmato per il 24 novembre 2026. Prima della procedura il Tso dovrà rivalutare i coefficienti delle batterie se sarà aumentata la capacità autorizzata o in autorizzazione rispetto ai dati usati a giugno. Dovrà anche valutare un eventuale aggiornamento dei limiti di scambio con le aree virtuali estere, sulla base delle importazioni più recenti nelle ore critiche. I valori approvati possono quindi ancora cambiare.
- Decreto n. 259 del 6 agosto 2026 – pdf
- Allegato – Disciplina del Mercato della Capacità – pdf
- Allegato – Disposizioni Tecniche di Funzionamento – pdf
- Allegato – Appendice alle Disposizioni Tecniche di Funzionamento – pdf
- Allegato – Metodologia per la definizione delle garanzie – pdf
- Slide Aurora – pdf


























