Il bando CSE 2025 – Comuni per la Sostenibilità e l’Efficienza energetica, promosso dal ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica (Mase), si è rivelato un’iniziativa di grande impatto, capace di attivare una massiccia partecipazione da parte delle amministrazioni comunali italiane.
Con una dotazione iniziale di oltre 232 milioni di euro, la misura ha l’obiettivo di sostenere interventi di efficienza energetica e di produzione di energia da fonti rinnovabili per l’autoconsumo negli edifici pubblici comunali, attraverso procedure di acquisto su piattaforma MePA.
Partecipazione capillare in tutta Italia
Il bando ha ricevuto ben 1.814 domande per oltre 343 milioni di euro richiesti. Le domande sono tutte risultate ammissibili, a conferma della qualità tecnica e progettuale delle proposte presentate dai Comuni. Tra queste, 1.116 sono state effettivamente finanziate, per un totale di 221 milioni di euro.
Le richieste hanno interessato tutte le aree del Paese, con una forte partecipazione da parte delle Regioni meno sviluppate (1.137 domande), seguite dalle Regioni in transizione e più sviluppate (673 domande) e da 4 istanze provenienti dalle isole minori del Mezzogiorno. Il dato conferma l’efficacia del bando nel coinvolgere in modo omogeneo l’intero territorio nazionale.
Progetti meritevoli in attesa di copertura
Nonostante la procedura a sportello abbia finanziato numerosi interventi, una parte significativa dei Comuni è rimasta esclusa dal finanziamento pur avendo presentato progetti ammissibili ed in tempi celeri. La richiesta complessiva ha superato la dotazione disponibile e secondo le elaborazioni effettuate sui dati del decreto di finanziamento, 689 istanze ammissibili sono rimaste fuori, per un ammontare complessivo di circa 122 milioni di euro.
Questa situazione evidenzia la necessità e l’urgenza di un rifinanziamento: i progetti esclusi rispettano pienamente i requisiti tecnici e normativi richiesti dall’Avviso, ma non possono procedere unicamente per una questione di risorse esaurite. Rifinanziare il bando significherebbe premiare il merito, garantire equità e generare ricadute immediate sui territori evitando anche potenziali contenziosi.
Domande ammissibili ma non finanziate per Regione
La seguente tabella mostra, per ciascuna Regione, il numero di istanze ammissibili ma non finanziabili e l’importo richiesto:
Questi numeri dimostrano quanto il fabbisogno residuo sia concreto e quantificabile, e rappresentano un’occasione unica per intervenire tempestivamente, sbloccando interventi già pronti.
Perché rifinanziare il bando è una scelta strategica
Il bando CSE 2025 rappresenta un modello virtuoso: semplificato, mirato, trasparente e immediatamente operativo. Rifinanziarlo avrebbe molteplici benefici:
- effetti immediati sull’efficientamento degli edifici pubblici: se finanziati i 698 progetti sono immediatamente cantierabili perché i comuni hanno già selezionato l’appaltatore designato, consentendo il termine dei lavori entro la fine del 2025;
- sostegno alla filiera green nazionale: i progetti stimolano l’economia locale contribuendo alla crescita delle aziende installatrici di prodotti efficienti e rinnovabili e promuovendo marchi italiani, soprattutto nel campo della climatizzazione e nel settore della sostituzione di infissi;
- contributo concreto agli obiettivi climatici e di decarbonizzazione 2030: gli interventi sono tutti mirati alla conversione degli edifici pubblici da fossili a rinnovabili con eliminazione di caldaie a gas verso pompe di calore elettriche alimentate da impianti fotovoltaici, sostituzione di infissi e serramenti obsoleti con nuovi infissi ad alte prestazioni energetiche.
Il ministero ha previsto, all’interno dell’Avviso, la possibilità di ampliare la dotazione anche prima della chiusura dello sportello. È dunque il momento di esercitare questa opzione, per completare il percorso iniziato e non disperdere la capacità progettuale espressa dai territori.
Conclusioni
Il bando CSE 2025 è stato un successo. Ma un successo a metà rischia di diventare un’occasione mancata. Il completamento del finanziamento – attraverso lo stanziamento dei 122 milioni necessari – è oggi una scelta tanto possibile quanto doverosa. Il Paese è pronto, i progetti ci sono, la volontà politica può fare la differenza.



























