Avanti con il metano per la Sardegna entro il 2025, ma c’è chi si oppone

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Il presidente Solinas è convinto che con la metanizzazione dell'isola entro il 2025 vi siano risparmi per famiglie e imprese. Contraddittoria l’assessore Pili che parla poi di rinnovabili al 100% al 2050. "Un progetto del tutto fuori scala per la Sardegna", dicono alcune istituzioni locali.

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La Regione Sardegna continua a confondere la transizione energetica con la realizzazione dell’infrastruttura del metano sull’isola.

Per il presidente della Regione, Christian Solinas e l’assessore regionale dell’Industria, Anita Pili, “comincia una nuova fase, che vedrà la realizzazione delle grandi infrastrutture legate al metano, consentendo la programmazione del futuro energetico della Sardegna”.

Sul costo del gas, secondo quanto affermato dal presidente Solinas, in Sardegna deve esserci una tariffa uguale a quella che si paga nel resto d’Italia, consentendo un risparmio consistente alle famiglie sarde (dai 400 agli 800 euro all’anno) e al sistema industriale (tra il 30 e il 50%).

La Regione ha spiegato che i lavori per il tronco sud della dorsale inizieranno nella primavera del 2020 e dureranno circa 24 mesi. Al tempo stessso andranno avanti le fasi di progettazione esecutiva del tronco nord, così da avere l’integrale metanizzazione della Sardegna nell’arco di qualche anno. “Contiamo entro il 2025”, ha detto Solinas.

In realtà al momento i progetti della dorsale del metano “tratto Nord” e “tratto Sud” sono ancora in fase di procedura di Valutazione d’Impatto Ambientale. Quindi l’iter non si è concluso per nessuna delle due parti della dorsale.

La metanizzazione prevede, oltre alla dorsale del gas e alle derivazioni secondarie, un sistema di infrastrutturazione con depositi costieri, rigassificatori, centrali a gas e reti cittadine.

Per alcuni sindaci come quelli di Olzai e Villanovaforru, che hanno scritto all’Anci Sardegna e ai sindaci sardi, il progetto “è del tutto fuori scala rispetto al presunto fabbisogno della Sardegna”.

Se poi parliamo di prezzi del gas, sembra assodato che questi risparmi indicati da chi dovrà realizzare l’opera e, dai responsabili della giunta sarda, sono tutti da verificare, considerando peraltro che il gas non è ormai affatto competitivo con l’energia elettrica.

Non si capisce quale sia il fondamento delle affermazioni piuttosto contraddittorie dell’assessore Pili che, oltre “sperare” in una tariffa assolutamente equa del metano”, è convinta che al 2050 il fabbisogno energetico sarà completamento assolto dalle rinnovabili. A che serve allora creare una così grande infrastruttura che dovrà essere necessariamente sfruttata per almeno 4 o 5 decenni?

L’assessore ha anticipato che verrà fatto a breve un disegno di legge sull’energia che disciplinerà tutto il sistema energetico della Regione e in cui “verrà data prevalenza alle fonti rinnovabili, anche con una sorta di reddito energetico che consentirà alle famiglie di avere dei finanziamenti per realizzare impianti a energia rinnovabile nelle proprie abitazioni”. Insomma, un colpo al cerchio e una alla botte.

Come detto nell’appello dei Sindaci di Olzai e Villanovaforru Ester Satta e Maurizio Onnis, ai primi cittadini dei comuni sardi si chiede a tutti di vagliare con attenzione il progetto di metanizzazione dell’isola, ricordando i motivi della contrarietà all’infrastruttura contenuta in una delibera approvata dai due consigli comunali e redatta insieme al Comitato No Metano Sardegna, Isde – Medici per l’Ambiente Sardegna e Fridays For Future Sardegna.

I sindaci di Olzai e Villanovaforru spiegano nella lettera che “a differenza di quanto è possibile ottenere con l’elettrificazione dei consumi prodotta tramite fonti rinnovabili, l’utilizzo del metano non comporterà benefici economici né per gli utenti domestici, né per le piccole e medie imprese”.

Questo il loro appello: “Che venga convocata con urgenza un’assemblea affinché i sindaci possano informarsi su un tema, che riguarda il futuro della Sardegna e per consentire all’Anci l’elaborazione di una propria posizione sul programma di metanizzazione. I Comuni possono e devono essere protagonisti della creazione di un nuovo modello sociale ed economico, che è possibile realizzare a partire dall’attivazione di un nuovo corso energetico basato su efficientamento, diffusione delle rinnovabili ecocompatibili nella versione di piccoli impianti dedicati all’autoproduzione e autoconsumo, elettrificazione dei consumi, implementazione delle smart grid e utilizzo dell’idroelettrico dotato di sistemi di pompaggio come forma di accumulo naturale dell’energia. Ossia seguire le indicazioni già contenute nella Strategia Energetica Nazionale e nel più recente Piano Integrato Energia e Clima”.

I due sindaci chiedono che la delibera sia inviata a tutti i sindaci, perché ne prendano visione prima della convocazione dell’assemblea.

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