Abitare nella modernità, soprattutto dal punto di vista energetico, significa interpretare questo aspetto non più solo in termini di consumo ma anche avendo come obiettivo la sostenibilità, la collaborazione con altri cittadini e l’autosufficienza per quanto riguarda le risorse.
Questo nuovo paradigma è stato interpretato alla perfezione dall’agenzia energetica della cittadina bulgara di Plovdiv (EAP) che, nell’ambito del progetto europeo ConnectHeat, sta chiudendo un’iniziativa pilota in un nuovo complesso residenziale.
Il tema centrale è la creazione di una comunità energetica rinnovabile con caratteristiche molto speciali, perché incentrata su riscaldamento e raffreddamento. I residenti di 6 case passive, 4 appartamenti da 135 mq e 2 da 163 mq, genereranno, immagazzineranno e condivideranno collettivamente energia rinnovabile per il riscaldamento, il raffreddamento e l’acqua calda sanitaria.
Si tratta di un’iniziativa che dimostrerà, per gli edifici residenziali, un modello energetico collaborativo, autosufficiente e sostenibile, le nuove parole d’ordine per il prossimo futuro.
Ampio uso di energia rinnovabile
Gli impianti prevedono un ampio uso di tecnologie alimentate a energia rinnovabile, come le pompe di calore geotermiche che forniscono riscaldamento e raffreddamento estraendo calore dal terreno in inverno e dissipandolo in estate.
A questa soluzione saranno affiancati sistemi solari termici utilizzati soprattutto per coprire la domanda di acqua calda sanitaria negli edifici, impiegando collettori piani o a tubi sottovuoto ad alta efficienza.
L’impianto sarà bilanciato dalla presenza di sistemi di accumulo che, a breve termine, immagazzinano l’energia termica in eccesso proveniente dai collettori solari per utilizzarla durante i periodi di scarsa luce solare e, a più lungo termine, iniettano calore nel terreno durante il periodo estivo per aumentare il potenziale geotermico nel periodo invernale.
Efficienza e spirito di comunità
Il progetto rispetta il criterio energy efficiency first perché introduce questi impianti a energia rinnovabile in un contesto di involucri edilizi ad alte prestazioni energetiche, utilizzando standard di progettazione delle case passive con isolamento superiore, costruzione a tenuta d’aria, minimizzazione dei ponti termici, finestre con tripli vetri e porte di alta qualità per l’efficienza termica e ventilazione intelligente con recupero di calore dall’aria in uscita per riscaldare l’aria fresca in entrata.
Sofisticati sistemi di monitoraggio e controllo dell’energia consentiranno ai residenti di monitorare il consumo e la produzione di energia in tempo reale mentre termostati intelligenti e sistemi di riscaldamento a zone ottimizzano l’uso del calore.
Per quanto riguarda l’aspetto di collaborazione energetica sarà resa operativa una piattaforma di condivisione della comunità tramite software che consentano di allocare equamente l’energia tra i membri della comunità stessa e gestire eventuali surplus.
Investimenti misti
Nel complesso, l’impianto deve produrre e distribuire circa 13 MWh/anno per il riscaldamento ambienti, quasi 9 MWh/anno per coprire il fabbisogno di raffrescamento e circa 22 MWh/anno per la domanda di acqua calda sanitaria, come riportato nel documento (pdf) di dettaglio sulla fattibilità tecnico-economica del progetto.
Da notare che quest’ultimo consumo supera quello per il riscaldamento degli ambienti, circostanza che sembrerebbe assurda in un edificio residenziale medio, ma del tutto plausibile in un contesto di case a elevata efficienza, dove il fabbisogno termico degli ambienti crolla in maniera evidente.
Un altro aspetto rilevante riguarda le risorse finanziarie per realizzare questo progetto pilota che prevedono una miscela di investimenti aziendali e di privati singoli.
L’appaltatore edile, ad esempio, finanzierà la costruzione delle case passive mentre l’agenzia per l’energia di Plovdiv contribuirà alla progettazione e realizzazione degli impianti geotermici e solari in qualità di membro della futura comunità energetica termica.
Un percorso condiviso
Oltre alla già citata EAP, diversi sono gli attori locali e nazionali che hanno contribuito a ideare e sviluppare l’iniziativa in un perfetto spirito di “co-creazione” del progetto.
Alcune autorità pubbliche, come il Distretto regionale di Tracia nel comune di Plovdiv e l’Agenzia per lo sviluppo dell’energia sostenibile presso il Ministero dell’Energia, hanno svolto un ruolo fondamentale nel fornire sostegno politico, autorizzazioni e potenziali incentivi finanziari e, inoltre, contribuiscono ad allineare il progetto pilota agli obiettivi regionali di sostenibilità e transizione energetica.
Aziende e appaltatori nel settore delle energie rinnovabili come Vays Service, Re Energy e Oberon Konzeptbau, hanno fornito il loro know-how come specialisti in sistemi di energia geotermica, soluzioni solari termiche e progettazione di edifici efficienti, rendendosi responsabili della progettazione, dell’installazione e della manutenzione a lungo termine dell’infrastruttura.
Associazioni industriali e organizzazioni ambientaliste, infine, come la Camera di commercio e industria di Plovdiv, il Forum bulgaro per l’energia e le miniere e la Camera delle comunità energetiche in Bulgaria, sostengono il progetto promuovendo miglioramenti normativi, sensibilizzando l’opinione pubblica e promuovendo il coinvolgimento della comunità, contribuendo anche alla possibile replicabilità del modello grazie alla condivisione di buone pratiche con altri Comuni e comunità energetiche.



























