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Fotovoltaico nel decreto rinnovabili e tutela dei prosumer, le richieste di Italia Solare al MiSE

  • 25 Gennaio 2018

Con l’attuale quadro normativo secondo Italia Solare non è possibile raggiungere gli obiettivi di sviluppo delle fonti rinnovabili e garantire la sicurezza degli approvvigionamenti energetici. L'associazione ha quindi inviato le sue proposte al ministro Calenda.

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Con l’attuale quadro normativo non è possibile raggiungere gli obiettivi di sviluppo delle fonti rinnovabili e garantire la sicurezza degli approvvigionamenti energetici, bilanciata con una equa tutela dei consumatori e delle piccole imprese.

Questo in sintesi il contenuto di una lettera scritta da Italia Solare e indirizzata al ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, nella quale l’associazione evidenzia le numerose problematiche che a suo avviso ostacolano il raggiungimento dei target fissati da Bruxelles.

L’associazione – leggiamo – chiede che il nuovo decreto per l’incentivazione delle rinnovabili (attuazione dell’articolo 20 della legge 20 novembre 2017, n. 1679) non discrimini la fonte fotovoltaica rispetto alle altre.

In particolare, si legge nella lettera, dovrebbe essere assicurata a tutte le tecnologie, compresa quella fotovoltaica, la partecipazione alle procedure di gara (Articolo 24 comma 3 e 4 del D. Lgs. 28/2011).

Secondo Italia Solare, garantire tale diritto permetterebbe alle grandi utilities, ai consumatori aggregati di energia e alle piccole e medie imprese di accedere agli incentivi, in piena aderenza alla politica comunitaria di partecipazione attiva ai mercati energetici.

Sulle tariffe

In tema di riforma delle tariffe domestiche dell’energia, l’associazione ritiene che la decisione da parte di Arera (ex Aeegsi) di rimandare il terzo step della riforma sia un fatto positivo, tuttavia evidenzia come gli aumenti di spesa per un’ampia fascia della popolazione sono essenzialmente dovuti non agli oneri di sistema, ma alla già completata riforma delle tariffe di rete.

Le nuove tariffe di rete, quasi integralmente fisse, non solo hanno causato un aumento non graduale dei costi dei piccoli consumatori, ma hanno avuto anche gravi effetti sull’efficienza energetica e sulla propensione all’autoconsumo domestico di energia da fonte rinnovabile.

Le tariffe fisse e indifferenziate, non avendo componenti premiali o penalizzanti, risultano in netta controtendenza rispetto agli orientamenti comunitari.

L’associazione chiede quindi nella lettera di prendere in considerazione un atto di indirizzo ad ARERA perché modifichi la struttura delle tariffe di rete domestiche.

Decurtazione incentivi

Affrontando il delicato tema della decurtazione incentivi degli impianti fotovoltaici a seguito verifiche Gse – leggiamo nel testo inviato al ministro – l’associazione ha accolto con soddisfazione che nel caso siano riscontrate, in sede di verifica da parte del Gestore, violazioni rilevanti, è prevista la decurtazione dell’incentivo in misura compresa fra il 20 e l’80 % in ragione dell’entità della violazione (riforma dell’Articolo 42 del D. Lgs. 28/2011).

Tuttavia, scrive Italia Solare, “si evidenzia che una decurtazione del 20% significa la cancellazione pressoché totale dell’investimento effettuato in equity dal soggetto investitore. In sede di verifica dovrà dunque essere tenuta in adeguata considerazione la necessità di non considerare violazioni rilevanti errori formali, spesso causati da contesti normativi esistenti complessi e a volte anche controversi.”

Inoltre l’intervallo fra il 20 e l’80% non può essere lasciato alla discrezionalità dell’ente di controllo: è quindi necessario che siano stabiliti criteri applicativi predefiniti.

Mercato della capacità

Criticità anche in ambito di mercato della capacità. Ad oggi – segnala Italia Solare – nel Paese manca un meccanismo a regime di gestione della domanda, mentre sono in vigore soltanto procedure periodiche di gara indette da Terna e mancano meccanismi a regime che consentano di partecipare a breve al mercato del dispacciamento a unità di produzione da fonte rinnovabile non programmabile o a unità miste sia di consumo che di produzione.

L’associazione invita quindi a differire la partenza del mercato della capacità a dopo che sia consentita la partecipazione effettiva e con regole definite a regime della domanda, degli stoccaggi e delle rinnovabili non programmabili ai mercati a breve.

Infine si evidenzia la necessità di permettere la costituzione di reti elettriche private alimentate da fonte rinnovabile poiché, ad oggi, tali configurazioni rimangono ingiustificatamente ancora vietate, anche quando sussistono i requisiti stabiliti dalla normativa comunitaria per i sistemi di distribuzione chiusi.

A ostacolare il percorso anche la posizione di Arera – spiega Italia solare – che con documenti di carattere non normativo ha espresso l’avviso che le linee elettriche private dirette di nuova installazione che non hanno le caratteristiche dei Sistemi Efficienti di Utenza (SEU) o degli Altri Sistemi di Autoproduzione (ASAP) non possano essere operate.

L’associazione invita quindi il ministero dello Sviluppo economico a inviare un atto di indirizzo all’Autorità per chiedere di adeguare la sua interpretazione sulla possibilità di fare nuove linee dirette in conformità alla disciplina comunitaria.

Il testo integrale della lettera a questo link.

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