Nuova domanda e fotovoltaico a film sottile: un connubio perfetto per Hanergy

Con gli investimenti in R&S e le recenti acquisizioni di importanti player del fotovoltaico mondiale, oggi Hanergy è leader nella produzione di pannelli nelle tecnologie CIGS e GaAS. Sono 12 gli stabilimenti produttivi nel mondo per una produzione di circa 3 GW.

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Il leader a livello mondiale nella produzione di pannelli fotovoltaici in film sottile (rigidi e flessibili). Ma anche la più grande multinazionale privata di origine cinese attiva nelle fonti rinnovabili. Stiamo parlando di Hanergy, produttore di pannelli rigidi e flessibili in tecnologia CIGS (Diseleniuro di Rame Indio Gallio) e flessibili in GaAs (Arseniuro di Gallio).

La leadership di Hanergy deriva dagli ingenti investimenti in Ricerca&Sviluppo e da varie acquisizioni strategiche degli ultimi anni: l’azienda tedesca Solibro (2012), le californiane MiaSolé (2013) e Alta Devices (2014), l’azienda dell’Arizona Global Solar Energy (2013). Così Hanergy oggi può contare su una capacità produttiva installata, tra idroelettrico, eolico e solare, di oltre 6 GW, con una produzione annua totale di pannelli in film sottile di circa 3 GW, realizzati negli stabilimenti in Cina, Germania e Stati Uniti.

«In tutto abbiamo 12 stabilimenti produttivi – spiega Luca Aresu, Senior Business Development Manager di Hanergy Italia -. In Cina produciamo moduli in silicio amorfo, e di recente è iniziata la produzione, nel nuovo stabilimento di Guangdong, dei moduli MiaSolè in tecnologia CIGS flessibili, con una capacità produttiva annua di 100 MW, destinata a crescere nei prossimi anni. Sono inoltre parte del gruppo: Solibro (Germania, moduli CIGS vetro-vetro, ndr) e Global Solar (Tucson, Arizona, moduli CIGS flessibili, ndr). Lo stabilimento Alta Devices in California produce le celle ad altissima efficienza e a Santa Clara, sempre in California, ci occupiamo di R&S. Un ulteriore centro di R&S si trova in Svezia».

La strategia per il 2016

«La nostra strategia per l’anno in corso consiste nel puntare sui prodotti flessibili, la tecnologia che ci contraddistingue a livello mondiale – prosegue Luca Aresu -. In questo ambito, proponiamo i moduli MiaSolé in CIGS. Hanno potenze fino a 380 W, con un’efficienza che può raggiungere il 16%. Stiamo lavorando su accordi con società attive nella produzione e installazione di coperture su tetto in bitume, TPO, metallo e altri materiali, nonché con società di architettura, progettazione e real estate, visto che questi moduli si adattano benissimo a superfici curve, a volta, o con bassa capacità di carico, dove i moduli rigidi risultano difficili da installare».

Una seconda tipologia di moduli flessibili su cui l’azienda sta lavorando sono i pannelli ad altissima efficienza di Alta Devices, che però sono ancora in una fase pre-commerciale. Al momento la capacità produttiva è limitata e destinata principalmente a progetti interni.

Utilizzi non convenzionali

I moduli flessibili in film sottile possono trovare spazio anche in ambiti non convenzionali, diversi quindi dalle classiche installazioni sugli edifici o a terra. Ad esempio, sono interessanti per produttori di abbigliamento per l’outdoor, droni, nautica, veicoli elettrici e ibridi, devices. «Stiamo cercando nuove partnership per trovare sbocchi di mercato diversi da quelli tradizionali del fotovoltaico – spiega Luca Aresu -. C’è interesse a conoscere meglio il prodotto da parte di molti operatori, anche in ambiti che non ci aspettavamo essere così reattivi, ma siamo ancora nella fase di analisi del mercato. In Italia, in particolare, c’è un tessuto imprenditoriale di PMI del Made in Italy che dimostra un forte interesse nella possibilità di integrare nei loro prodotti le nostre celle fotovoltaiche».

Ricerca&Sviluppo

Come si diceva all’inizio, uno dei punti di forza di Hanergy consiste nello sviluppo delle attività di Ricerca&Sviluppo. «In questo momento, la nostra divisione R&S è attiva su diversi fronti – spiega Aresu -. Un’importante linea di sperimentazione consiste nell’utilizzo dei moduli Hanergy in applicazioni agricole. In alcune sperimentazioni in Cina, i moduli Hanergy installati su serre hanno dimostrato delle performance migliori rispetto alle serre tradizionali. È migliorata la produzione di certe tipologie di ortaggi, poiché vengono bloccate determinate frequenze della luce e se ne lasciano filtrare delle altre. Riteniamo che ci possa essere un buon riscontro di mercato anche in Italia e in Europa e abbiamo già definito delle collaborazioni con Università cinesi e in Italia per far partire alcune sperimentazioni in questo ambito».

«Per quanto riguarda il silicio amorfo, siamo invece già attivi nella produzione e ottimizzazione di moduli colorati e trasparenti, destinati all’integrazione architettonica negli edifici. Questo ci consente di lavorare su mercati ancora piuttosto acerbi, su cui è importante far passare il concetto che è auspicabile andare a sfruttare con il fotovoltaico superfici che in genere non lo sono. Abbiamo prodotti con diversi gradi di trasparenza e stiamo verificando un buon interesse soprattutto in Nord Africa e Medio Oriente. Dalla sede italiana copriamo tutta quest’area».

«Per quanto riguarda le celle flessibili, la R&S punta all’integrazione in altri prodotti per migliorare l’efficienza delle celle mantenendone la flessibilità, cosa che ovviamente non è banale ma su cui abbiamo ottenuto ottimi risultati».

«Noi crediamo che il futuro del fotovoltaico sia la generazione distribuita – conclude Jarno Montella, Amministratore delegato della controllata Italiana e Senior Vice President della filiale Europea di Hanergy. E non parlo solo di impianti su tetto, ma di mini e micro sistemi fotovoltaici installati su auto, barche, droni, eccetera. Iniziamo solo ora a vedere questa rivoluzione energetica, e ben presto tutti gli investimenti in R&S e gli sforzi che il nostro Gruppo ha incessantemente portato avanti, anche in tempi difficili, cominceranno a produrre risultati inimmaginabili».

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