Volkswagen punta forte sull’elettrico, rincorrendo Tesla e le cinesi

Il colosso tedesco ha venduto oltre mezzo milione di veicoli elettrici nel 2022 (7% del suo mercato), avvicinandosi alla terza posizione globale della cinese Saic Motors. La strategia VW per il 2023-2027 scommette ancora di più sulla mobilità plug-in.

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L’auto elettrica è sempre più al centro delle strategie di Volkswagen.

Il colosso tedesco di Wolfsburg, su 180 miliardi di euro di investimenti previsti per il 2023-2027, ne destinerà la fetta maggiore (circa due terzi, il 68%) ai veicoli elettrici e alle tecnologie digitali usate sulle auto plug-in.

Intanto, nel 2022, evidenzia una nota, il gruppo VW – che ricordiamo comprende diversi marchi, tra cui Audi, Seat e Skoda oltre a VW – ha venduto poco più di 572mila modelli 100% elettrici, in crescita del 26% rispetto al 2021, su un totale di 8,3 milioni di auto vendute lo scorso anno.

La quota delle auto elettriche quindi è intorno al 7% del mercato per il gruppo Volkswagen.

Certo, i numeri di Tesla sono ancora lontani, perché l’azienda di Elon Musk nel 2022 ha venduto più di un milione e 300mila vetture elettriche (le sole che Tesla produce).

Il podio però si avvicina, perché al secondo e terzo posto ci sono due marchi cinesi, rispettivamente BYD e Saic Motors, con più di 913mila e 671mila modelli elettrici commercializzati a livello globale nel 2022.

Intanto il colosso automobilistico tedesco sta crescendo negli Stati Uniti e in Cina. Negli States, le vendite di auto elettriche del gruppo sono salite di quasi il 19% a 44.200 unità, mentre in Cina la crescita complessiva è stata del 68%, con oltre 143mila modelli venduti per quanto riguarda la sola famiglia ID.

Volkswagen ha anche annunciato che stabilirà in Canada, precisamente a St. Thomas in Ontario, la sua prima gigafactory di celle per batterie al litio al di fuori dell’Europa, tramite la società PowerCo.

Il nuovo stabilimento sarà operativo per il 2027.

Resta ancora in forse l’investimento per una gigafactory in Europa orientale, in attesa che si definiscano i dettagli del piano industriale europeo per le tecnologie green, in risposta all’IRA americano (Inflation Reduction Act).

Volkswagen aveva detto di essere indecisa, perché negli Usa potrebbe ricevere fino a 10 miliardi di $ di incentivi per un investimento di questo tipo.

Dal recente incontro tra Ursula von der Leyen e Joe Biden alla Casa Bianca è poi emersa la volontà di stringere la cooperazione tra Ue e Stati Uniti nel settore delle batterie e in quello delle materie prime critiche.

Vedremo da che parte penderà l’ago della bilancia. Intanto, sul futuro dei veicoli elettrici incombe pure l’esito del nuovo regolamento Ue sulle emissioni di CO2 di auto e furgoni.

Il testo votato in plenaria dal Parlamento prevede lo stop alla vendita di nuove auto con motori endotermici dal 2035, ma il muro di Germania e Italia in queste settimane ha avuto successo nel bloccare il provvedimento alle sue battute finali (il voto degli Stati membri al Consiglio Ue).

I Paesi contrari chiedono a Bruxelles di dare garanzie sull’uso futuro di carburanti sintetici (cosiddetti e-fuel), in modo da poter continuare a produrre veicoli endotermici anche dopo il 2035, alimentati appunto con questi idrocarburi, derivati dall’idrogeno tramite elettrolisi e successivi processi chimici e di raffinazione.

Secondo indiscrezioni trapelate in queste ore, Bruxelles potrebbe concedere delle aperture alle richieste tedesche e italiane sugli e-fuel per sbloccare il regolamento.

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