Vento e sole battono le fonti fossili per un intero anno

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Fotovoltaico ed eolico hanno prodotto il 30% dell'energia elettrica Ue nel 2025, più di gas e carbone. È la prima volta su dodici mesi. Dati e tendenze nel rapporto di Ember.

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Nel 2025, per la prima volta, eolico e fotovoltaico insieme hanno prodotto nell’Ue più elettricità delle fonti fossili, con un record della generazione solare (369 TWh), mentre il carbone è sceso ai minimi storici.

Nel complesso, lo scorso anno le energie rinnovabili hanno rappresentato quasi metà del mix di produzione elettrica Ue; al contempo è cresciuto anche il contributo del gas (+8% sul 2024) a causa soprattutto di un minore apporto dell’idroelettrico.

Queste le principali dinamiche del mercato elettrico europeo riassunte dal think tank energetico Ember nella sua European Electricity Review pubblicata oggi, 22 gennaio (link in basso).

Vediamo meglio gli spunti più importanti con l’aiuto di tre grafici tratti dal documento.

Come detto, le fonti rinnovabili non programmabili, ossia eolico e fotovoltaico, insieme hanno generato il 30% dell’energia elettrica a livello Ue nel 2025, superando di un punto percentuale le fonti fossili. È la prima volta che accade considerando i dati complessivi di un singolo anno.

Vento e sole hanno battuto gas e carbone in 14 Stati Ue, tra cui Francia, Olanda e Germania, ma non in Italia. Nel nostro Paese, lo scorso anno le rinnovabili hanno raggiunto circa 128 TWh, pari a una quota del 41,1% sulla domanda (appena sotto al record del 2024) e del 47,7% in termini di produzione, due punti percentuali in meno in confronto ai dodici mesi precedenti (si vedano i dati Terna completi pubblicati oggi ed elaborati da QualEnergia.it).

Più in dettaglio, come mostra la tabella sotto, il fotovoltaico europeo ha toccato il suo record annuale assoluto con 369 TWh (+20% rispetto al 2024), pari al 13,2% della generazione elettrica totale nei 27 Stati membri, dopo il primato mensile dello scorso giugno con oltre 45 TWh.

Sono invece calate le produzioni di eolico e idroelettrico: il primo si è attestato a 473 TWh, con una lieve riduzione in confronto ai dodici mesi precedenti (-2,5%), mentre il secondo ha “perso” 43 TWh rispetto al 2024, segnando così un -12% imputabile alle condizioni meteorologiche (maggiore siccità).

Tutte insieme, le rinnovabili hanno prodotto 1.331 TWh, il 47,7% del totale Ue nel 2025, sostanzialmente in linea con l’anno precedente.

Quanto al carbone, con 257 TWh è crollato ai valori più bassi di sempre, confermandosi sotto al 10% del mix di generazione elettrica europea.

L’apporto del gas è stato invece pari a 466 TWh, 34 in più rispetto al 2024 (+8%), sfiorando il 17% della produzione complessiva di elettricità nell’Ue.

Quindi carbone, gas e altre fonti convenzionali hanno fornito 809 TWh, pari al 29% del mix elettrico.

Quanto ai prezzi all’ingrosso dell’elettricità, precisa il rapporto, sono aumentati in 21 Paesi dell’Ue nel 2025 rispetto al 2024, con incrementi annui che vanno dal 22% in Austria al 3% in Grecia.

A trainare questa dinamica sono stati i bruschi picchi di domanda nelle ore mattutine e serali, che richiedono una maggiore produzione delle centrali a gas per soddisfare i consumi elettrici.

Nel 2025 il costo medio dell’elettricità da gas variava tra 101 e 112 €/MWh a livello europeo. Durante le ore di punta del consumo di combustibile fossile, i prezzi erano in media più alti dell’11% rispetto al 2024.

Al contrario, nelle ore in cui l’energia da fonti rinnovabili era più abbondante, in genere tra le 7 e le 16, i prezzi elettrici all’ingrosso sono aumentati solo del 3%. Ciò apre le porte a una sempre maggiore necessità di diffusione dei sistemi di accumulo, in grado di livellare i picchi e capaci di fornire elettricità pulita nei periodi di elevata domanda.

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