L’elenco Istat delle aree urbane funzionali (Fua) richiamato dal decreto ministeriale n. 236 dell’8 agosto 2025 per accedere ai nuovi incentivi per i veicoli elettrici, è quello vigente dal momento della pubblicazione del decreto stesso sulla Gazzetta Ufficiale avvenuta in data 8 settembre 2025.
È uno dei principali chiarimenti delle Faq aggiornate al 26 settembre (pdf) dal ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, riguardo alla misura Pnrr volta a sostituire i veicoli privati e commerciali leggeri con modelli 100% elettrici.
Le incertezze, come vedremo però tra poco, sono ancora tante e non è per niente chiaro quando partiranno davvero gli incentivi.
Cosa sono le Fua e perché sono importanti
Le aree urbane funzionali, si spiega, sono una classificazione di tipo statistico che l’Istat produce e aggiorna periodicamente secondo le linee guida e i parametri definiti da Eurostat e le normative europee.
Come precisa l’Istat in una nota del 28 luglio scorso, le Fua attualmente in vigore si basano sul censimento del 2011 e comprendono 83 aree con oltre 1.800 Comuni.
Una Fua, in estrema sintesi, è una “città” (un comune, o un insieme di comuni) con almeno 50mila abitanti complessivi, per i quali almeno il 50% della popolazione ricade in un agglomerato ad alta densità con almeno 1.500 abitanti per km quadrato.
Mentre la zona di pendolarismo è l’insieme dei comuni contigui nei quali una quota maggiore o uguale al 15% di pendolari (sul totale dei pendolari residenti nel comune), si rechi giornalmente per lavoro nella città di riferimento.
Entro novembre 2025, precisa l’Istat, successivamente alla pubblicazione della nuova matrice di pendolarismo 2021 e dopo il lavoro congiunto con la Commissione europea per stabilirne i confini, sarà disponibile sul sito istituzionale dell’Istat l’elenco dei comuni inclusi nelle Fua 2021.
La definizione di queste aree è di fondamentale importanza, ricordiamo, perché solo chi vi risiede potrà accedere agli incentivi Pnrr.
Quando si parte?
Sulla Gazzetta Ufficiale dell’8 settembre, come detto, è stato pubblicato il decreto attuativo, mentre dal 23 settembre è attiva la piattaforma informatica gestita dalla Sogei (Società generale di informatica, controllata dal ministero dell’Economia), dove al momento si possono registrare solo i venditori dei veicoli ammessi alle agevolazioni.
Si dovranno registrare anche i soggetti interessati a chiedere i bonus – persone fisiche e micro imprese – ma per ora nelle Faq si dice solamente che l’accesso avverrà “in un momento successivo” e che la data di apertura della piattaforma per questi soggetti “sarà comunicata dal Mase con apposito avviso”.
In una nota stampa pubblicata dalla Sogei il 24 settembre, si legge che “la seconda fase, al via da metà ottobre 2025, aprirà l’accesso anche ai cittadini beneficiari, che potranno presentare direttamente le domande di incentivo, segnando un ulteriore progresso verso la diffusione della mobilità elettrica in Italia”.
Tuttavia, se la piattaforma aprirà ai cittadini a metà ottobre (15 ottobre come riporta la stampa del settore automotive) e l’aggiornamento Istat delle Fua arriverà invece a novembre, come funzionerà esattamente l’incentivo?
Dal tenore delle Faq sembra che per il bonus faranno fede le Fua in vigore all’8 settembre (come detto, la data di uscita del dm attuativo in Gazzetta Ufficiale), ma rimangono molti dubbi, soprattutto se ci saranno delle differenze tra “vecchie” e “nuove” aree urbane funzionali.
Abbiamo scritto sia alla Sogei sia al Mase per chiedere conferma della data di ottobre per l’avvio della piattaforma online ai cittadini e ottenere chiarimenti sull’applicazione delle aree urbane funzionali.
Al momento di pubblicare l’articolo, oggi 29 settembre, non abbiamo ancora ricevuto alcuna risposta.
Ricordiamo di seguito cosa prevede la misura.
Come funzionano gli incentivi
Il contributo a fondo perduto è rivolto a persone fisiche e micro-imprese, con vincolo di residenza o sede legale nelle aree urbane funzionali individuate da Istat.
Persone fisiche (categoria M1 – auto fino a 9 posti):
- 11.000 € con Isee fino a 30.000 €;
- 9.000 € con Isee tra 30.000 e 40.000 €;
- è obbligatoria la rottamazione di un’auto termica fino a Euro 5.
Micro-imprese (categorie N1 e N2 – veicoli commerciali fino a 12 tonnellate):
- incentivo fino al 30% del prezzo (Iva esclusa), con massimale di 20.000 € per veicolo;
- ogni micro impresa può beneficiare di massimo due bonus;
- anche in questo caso il contributo è vincolato alla rottamazione di un mezzo fino a Euro 5 e rientra nella normativa “de minimis”.
In tutti i casi, il sostegno sarà erogato sotto forma di sconto diretto in fase di acquisto.




























