Il Vaticano progetta impianto agrivoltaico da 80-90 MW alle porte di Roma

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Il grande progetto di agrivoltaico a Santa Maria di Galeria dovrebbe costare circa 100 milioni di euro e coprire 200 ettari. La Santa Sede vuole rendersi autosufficiente sul piano elettrico.

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Il Vaticano accelera sul progetto del grande impianto agrivoltaico di Santa Maria di Galeria, nella periferia nord-occidentale di Roma, vicino a Cesano, pensato per contribuire a coprire il fabbisogno elettrico dello Stato della Città del Vaticano.

Dopo il percorso avviato da papa Francesco nel 2024, il progetto ha compiuto due passaggi decisivi nel giugno 2026. Il 1° giugno papa Leone XIV ha istituito la Fondazione Fratello Sole, incaricata della costruzione, della gestione e degli aspetti finanziari dell’impianto.

Pochi giorni dopo, il 10 giugno, Governatorato, Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica (Apsa), Fondazione Fratello Sole e Acea hanno firmato un protocollo d’intesa per definirne e svilupparne concretamente la realizzazione, integrando gli aspetti energetici con quelli agricoli, ambientali e relativi alla gestione delle risorse idriche.

Secondo Reuters, che cita fonti coinvolte nelle discussioni sul progetto, l’impianto dovrebbe avere una potenza compresa tra 80 e 90 MW, interessare circa 200 ettari e richiedere un investimento nell’ordine dei 100 milioni di euro.

Autorizzazioni, procedure amministrative e costruzione potrebbero richiedere complessivamente 18-24 mesi. Se le dimensioni indicate saranno confermate, si tratterà di uno dei maggiori progetti agrivoltaici realizzati in Italia.

L’obiettivo è l’autosufficienza

Santa Maria di Galeria è una proprietà della Santa Sede di circa 450 ettari, utilizzata dagli anni ’50 per gli impianti di trasmissione di Radio Vaticana e caratterizzata da uno speciale regime di extraterritorialità (l’area nella foto).

Il progetto prevede l’installazione di pannelli fotovoltaici orientabili su poco meno della metà della superficie complessiva della tenuta, mantenendo allo stesso tempo la possibilità di svolgere attività agricole sui terreni.

L’elettricità prodotta dovrà innanzitutto alimentare le strutture di Radio Vaticana e contribuire al completo sostentamento energetico dello Stato della Città del Vaticano, obiettivo fissato già nel 2024 da Papa Francesco.

Nel suo primo Biennial Transparency Report (pdf) alla Convenzione Onu sui cambiamenti climatici, il micro-Stato indicava per il periodo 2011-2019 un consumo elettrico medio di circa 34,2 GWh l’anno.

Secondo le fonti citate da Reuters, l’energia prodotta dall’impianto agrivoltaico potrebbe inoltre essere utilizzata da altre proprietà collegate alla Santa Sede, tra cui l’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma. L’eventuale produzione eccedente rispetto ai consumi vaticani potrebbe essere messa a disposizione dell’Italia.

Non sono ancora disponibili stime di producibilità del nuovo progetto, ma un ordine di grandezza può arrivare da un impianto già realizzato nella stessa Santa Maria di Galeria: a luglio Acea Solar ha avviato un parco fotovoltaico da 7 MW, con moduli bifacciali e inseguitori monoassiali, per il quale stima una produzione di circa 12,5 GWh annui.

Applicando, con tutte le cautele del caso, la stessa producibilità agli 80-90 MW ipotizzati per il progetto vaticano, si arriverebbe a circa 143-161 GWh/anno.

Naturalmente non è possibile affermare che l’impianto del Vaticano produrrà esattamente quanto stimabile, dato che non sono noti ancora layout definitivo, tecnologia dei moduli, spaziatura, altezze, strategia dei tracker, perdite e vincoli imposti dall’attività agricola.

L’accordo tra Italia e Santa Sede

La realizzazione dell’impianto richiede un quadro giuridico particolare, perché la tenuta appartiene alla Santa Sede ma si trova in territorio italiano.

Il progetto era stato formalmente avviato da Papa Francesco con il motu proprio “Fratello Sole”, firmato il 21 giugno 2024, con cui il Pontefice aveva affidato al Governatorato e all’Apsa il compito di realizzare a Santa Maria di Galeria un impianto agrivoltaico.

Il 31 luglio 2025 Italia e Santa Sede hanno firmato un accordo bilaterale per disciplinarne la costruzione e la connessione alla rete elettrica italiana. L’intesa è stata ratificata dall’Italia con la legge 52/2026 ed è entrata in vigore il 27 maggio scorso.

L’accordo riconosce al progetto lo speciale regime già previsto per gli impianti radio presenti nella tenuta, comprese alcune esenzioni dalle imposte italiane.

Il Vaticano, d’altra parte, non potrà beneficiare degli incentivi finanziari italiani normalmente previsti per la realizzazione degli impianti. La legge di ratifica stabilisce inoltre che l’attuazione dell’accordo non debba determinare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica italiana.

Il progetto di Santa Maria di Galeria rappresenterebbe un cambio di dimensione rispetto agli interventi fotovoltaici realizzati finora dal Vaticano. Il primo risale al 2008, quando circa 2.400 moduli fotovoltaici furono installati sulla copertura dell’Aula Paolo VI: un impianto da 221 kW non visibile dal livello del suolo.

Con Santa Maria di Galeria, invece, il Vaticano punta per la prima volta a una vera infrastruttura di produzione da rinnovabili su scala territoriale, capace di coprire i propri consumi elettrici.

All’interno del micro-Stato, ricordiamo, esiste anche una rete di teleriscaldamento e diverse colonnine per la ricarica di auto elettriche. Il Vaticano rientra inoltre, dal luglio 2022, nella Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici.

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