Una comunità energetica a Roseto Valfortore. Molto tecnica, ma poco “comunitaria”?

In attesa di sviluppi e chiarimenti, la direttiva e il dibattito sulle comunità energetiche stimolano l’implementazione di nuovi modelli di business. A Roseto Valfortore (FG) un’iniziativa privata, promossa dal Comune e partecipata dai cittadini con l’equity crowdfunding.

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Nel Comune di Valfortore (FG), è in fase di avvio una iniziativa di autoconsumo collettivo che ambisce a coinvolgere l’intera comunità prescindendo dalle norme che regolano le Comunità Energetiche.

Una sorta di mutazione, a pochi giorni dall’approvazione delle linee guida che disciplinano l’istituzione delle Comunità Energetiche nella regione Puglia con la l.r. 45 del 8 agosto 2019.

Per approfondire genesi e sviluppi di questa iniziativa singolare abbiamo intervistato il Michele Raffa, presidente di Friendly Power Srl che con un approccio molto pragmatico e di stampo imprenditoriale si accinge a costituire la “Roseto Comunità Energetica srl” oltre che a raccogliere soci e investimenti con l’equity crowdfunding  e la sindaca di Roseto Valfortore, Lucilla Parisi.

Il percorso amministrativo

È dell’aprile del 2019 l’avviso pubblico di manifestazione di interesse e selezione per l’affidamento di un incarico per lo sviluppo e la redazione di un progetto di comunità energetica indetto dal comune di Roseto Valfortore.

La manifestazione e la successiva delibera di aggiudicazione, dell’8 agosto 2019, prevede che la proposta si articoli in almeno quattro ambiti:

  • Creazione di piccoli impianti da rinnovabili per autoconsumo;
  • Sistemi per la condivisione e lo scambio di energia;
  • Produzione di energia per il mercato (vendita);
  • Realizzazione di una rete elettrica locale.

Ad aggiudicarsi l’incarico è la Società Friendly Power srl, unica partecipante al bando, che mentre redige lo studio di fattibilità (tuttora in corso) ne avvia anche la realizzazione.

I partner e le architetture tecnologiche

La società fa parte del Gruppo Imprese e Sviluppo srl che si occupa di generazione distribuita e di comunità energetiche. Il Gruppo, attraverso TEN Project srl, ha progettato e realizzato impianti a fonti rinnovabili (eolico) di grandi dimensioni in particolare in Puglia, Basilicata e Campania.

Creta Energie Speciali srl, spin off dell’Università della Calabria, realizza tecnologie abilitanti per la transizione energetica ed è partecipata per il 65% dal Gruppo Imprese e Sviluppo e per il 35% dai docenti proponenti.

Grazie alla collaborazione con l’Università della Calabria, l’iniziativa promette di essere molto performante dal punto di vista dell’architettura tecnologica: i prodotti dello spin off – smart meters, nanogrid e power cloud – consentono l’armonizzazione di produzione e consumo di energia sia a livello di singolo prosumer sia a livello della Comunità.

Gli smart meters, installati sulla linea che collega l’impianto FV e i carichi al contatore domestico, forniscono ogni 5 secondi indicazioni su produzione e consumo consentendo di verificare puntualmente i picchi di consumo.

La nanogrid nGfHA (già sperimentata, ora in fase di certificazione) è in grado di integrare tra loro e gestire diversi sistemi di generazione, prevalentemente da fonte rinnovabile, realizzando un sistema di poligenerazione, comprendendo anche sistemi di accumulo. Più nGfHA sono in grado di interagire tra loro attraverso una micro-rete o la rete di distribuzione in logica smart grid.

Il Power Cloud, infine, è un modello di business che gestisce e integra i diversi soggetti e oggetti che partecipano al processo di produzione e consumo dell’energia in modo tale da minimizzare istante per istante la differenza tra la potenza totale generata e la potenza totale utilizzata dagli utenti consumatori.

Insieme al Comune di Roseto Valfortore i due partner promuovono la campagna di equity crowdfunding già in fase di coming soon sul portale di Ecomill.

Le quattro fasi del progetto

Le fasi del progetto ricalcano fedelmente i quattro ambiti previsti dalla Manifestazione di interesse “in attesa del definitivo recepimento della direttiva comunitaria – ci dice Michele Raffa – auspicando che il regolatore del mercato si renda conto che troppi vincoli rischiano di relegare le comunità energetiche in ambiti marginali”.

Nella fase 1, già avviata, Friendly Power sta promuovendo il progetto. Appena raggiunto un numero significativo di adesioni, sarà costituita una società di scopo. Roseto Comunità Energetica srl installerà a proprie spese impianti FV (circa 750 kWp) sul maggior numero di edifici (residenze o siti produttivi) fatturando l’energia autoconsumata a un prezzo inferiore a quello di mercato in base a un contratto stipulato con il cliente.

Grazie agli smart meters e a una apposita app consultabile da smartphone, i prosumer potranno in ogni momento verificare e ottimizzare i propri consumi per massimizzare l’autoconsumo ed eventualmente sostituire gli apparecchi più energivori.

Nella fase 2, con l’installazione di sistemi di accumulo e l’implementazione della nanogrid, i prosumer potranno condividere l’energia prodotta sia tra loro sia con i consumatori che non dispongono di un impianto proprio portando al 75% la quota di autoconsumo medio della comunità.

Nella fase 3 sarà realizzato un parco eolico da 3 MWp, per la produzione di 7.500 MWh annui che contribuirà al soddisfacimento dei bisogni dei prosumer, portando al 95% la quota di autoconsumo medio, mentre l’eventuale parte eccedente potrà essere ceduta al di fuori della comunità energetica.

La fase 4 infine, grazie al servizio powercloud, permetterà di annullare i consumi di energia prelevata dalla rete e portare al 100% la quota di autoconsumo medio.

“Grazie agli accumuli – precisa Raffa – Roseto Comunità Energetica potrà vendere energia sul mercato quando questo acquista a prezzi migliori, generando economie di scala che andranno a vantaggio della società medesima. Infine potrà essere abilitata come UVAM e offrire servizi di dispacciamento.”

Il ruolo del Comune e dei cittadini

Lucilla Parisi, sindaca di Roseto Valfortore, ammette le difficoltà di districarsi tra norme, tecnologie, burocrazia, interesse pubblico e interessi privati. “Già da anni avevo in mente questa cosa. Nel 2005 con una società privata, Aria Diana srl, abbiamo realizzato un parco eolico con due aerogeneratori di 2 MWp ciascuno. Nel momento in cui il Comune fosse diventato socio maggioritario avrebbe ceduto la sua quota ai cittadini. Ma oggi la società privata ci sta creando problemi e non ci garantisce nemmeno un minimo di util.”.

Roseto Valfortore è il cuore dell’espansione dell’eolico pugliese avvenuta a cura di grandi gruppi energetici e finanziari eventualmente collegati a piccole imprese nazionali. Secondo il database Atlaimpianti del GSE circa il 35% degli impianti eolici attivi in Italia sono ubicati nelle province di Foggia, Potenza e Avellino (rispettivamente per il 20,3%, 9,6% e 6,2%).  Roseto Valfortore conta 19 impianti (dei 47 presenti in provincia di Foggia) per una potenza installata di circa 76 MWp.

“Grazie al bando per lo studio di fattibilità – ci dice la Sindaca – il Comune al momento partecipa come animatore auspicando l’interesse dei cittadini e che la Comunità Energetica vada in porto. Con questo processo sia il cittadino, sia il Comune diventano attori protagonisti della Comunità Energetica traendone benefici diretti e immediati. Oggi  le compensazioni ambientali sono pari a zero e pertanto bisogna entrare direttamente in questi processi per gestirli senza esserne travolti.”

Secondo la visione della Sindaca di Roseto, la manutenzione degli impianti sarà infine affidata a una cooperativa di comunità, “come già facciamo per la piscina senza che sia necessario che questa entri nel progetto perché i cittadini sono già coinvolti grazie all’equity crowdfunding”.

Una comunità energetica molto tecnica, ma poco “comunitaria”?

Tra comprensibili difficoltà e tentativi di semplificazione dei processi, alla fine la guida e il vantaggio dell’operazione sarà tuttavia in larga parte del soggetto promotore o degli investitori, non necessariamente parte della comunità locale. La cosiddetta Comunità Energetica infatti non sarà gestita né dal Comune né da una cooperativa di cittadini.

“Il Comune non ha alcun ruolo economico e finanziario all’interno della comunità energetica – ci dice Michele Raffa – in quanto la sua partecipazione implicherebbe l’espletamento di gare per la realizzazione degli impianti. Eventuali impianti che il Comune dovesse realizzare seguirebbero un percorso parallelo per ricongiungersi se il caso alla comunità energetica nell’ultima fase del percorso. Friendly Power potrebbe costruire per il Comune, qualora questo lo richiedesse, un progetto di Project Financing da integrare poi nella comunità energetica”.

Dei vantaggi della Comunità Energetica normativamente intesa, resta solo il risparmio in bolletta, in base al prezzo che i clienti-soci avranno contrattualizzato.

“Abbiamo cercato di tenere conto delle attuali regolamentazioni – dice Raffa – e siamo fiduciosi che si stia andando in una direzione di maggiore apertura”.

“La Comunità energetica Rosetana, invece ci conferma Raffa “sarà gestita da una società di capitali a cui i cittadini partecipano attraverso l’equity crowdfunding per circa il 20-30% del capitale necessario per ciascuna fase. Ciò significa che al quarto giro di equity crowdfunding, corrispondente alla quarta fase, avremo ceduto gran parte o tutto l’intero capitale ai membri della Comunità e liberato risorse per farne partire altre”.

Anche la recente delibera di ARERA 318/2020/R/eel, richiamando la direttiva 2018/2001 sulla promozione dell’uso dell’energia da fonti rinnovabili, specifica che l’autoconsumo in forma collettiva assume la forma di Comunità di Energia Rinnovabile come soggetto giuridico quale ad esempio associazione, ente del terzo settore, cooperativa, cooperativa benefit, consorzio, partenariato, organizzazione senza scopo di lucro.

Obiettivo principale delle Comunità Energetiche, sempre secondo la direttiva 2018/2001, è fornire benefici ambientali, economici o sociali a livello di comunità ai propri azionisti, membri o alle aree locali in cui opera, piuttosto che profitti finanziari.

Secondo la visione di Raffa, invece, “è opportuno che la ‘Società di Comunità Energetica’ abbia la forma giuridica di una società di capitali, perché potrebbe avere un valore patrimoniale che i cittadini/soci potrebbero voler valorizzare.”

La tecnologia abilitante l’autoconsumo collettivo con i benefici economici e ambientali diffusi sono certamente importanti passi avanti rispetto all’uso delle fonti fossili e alle speculazioni sulle rinnovabili cui abbiamo assistito negli anni passati.

Una iniziativa di tipo imprenditoriale, pur con il coinvolgimento dei cittadini anche attraverso il crowdfunding – sia esso equity o lending – non può tuttavia essere confusa con un progetto di tipo cooperativo o comunitario.

Per fare un esempio, nel caso di una Comunità Energetica gestita da una cooperativa, dove una testa vale un voto, sono i soci, tutti indistintamente, che decidono e beneficiano degli utili e dei vantaggi economici, riconoscendo ai fornitori la giusta remunerazione per i loro servizi.

Il modello imprenditoriale che si sta realizzando a Roseto Valfortore può considerarsi un passaggio intermedio nel percorso per riportare reti e servizi energetici alla proprietà pubblica o collettiva, sottraendoli alle logiche di mercato e producendo vantaggi socio-ambientali? Oppure il suo definitivo tramonto?

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