Trump spinge sul nucleare riscrivendo le regole in “segreto”

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Tagliate centinaia di pagine di requisiti: meno vincoli su ambiente, sicurezza e incidenti per rispettare una tabella di marcia molto accelerata. Lo spiega National Public Radio, l’emittente pubblica statunitense.

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Le regole che definiscono quasi ogni aspetto della sicurezza dei reattori nucleari statunitensi sono state riscritte in modo sostanziale e condivise con le aziende interessate, ma non con il pubblico.

Documenti ottenuti in esclusiva da National Public Radio (NPR), cioè l’emittente pubblica USA, mostrano che il Dipartimento dell’Energia (DOE) ha tagliato oltre 750 pagine di requisiti di legge, con l’obiettivo dichiarato di accelerare la realizzazione di una nuova generazione di reattori sperimentali entro il 4 luglio 2026, 250° anniversario della fondazione dell’Unione.

La revisione, secondo diversi esperti citati da NPR, indebolisce standard normativi storici, aprendo interrogativi rilevanti sul piano sanitario, democratico e industriale.

Una riforma senza dibattito pubblico

Le modifiche riguardano gli ordini interni del DOE, cioè documenti vincolanti che regolano sicurezza operativa, gestione degli incidenti, protezione ambientale e sicurezza fisica dei siti nucleari. A differenza dei regolamenti federali, questi ordini possono essere cambiati internamente, senza consultazione pubblica. Storicamente, però, sono sempre stati resi disponibili in un database accessibile e fonte di dibattito.

Secondo NPR, oltre una dozzina di nuovi ordini sono già stati approvati e condivisi con le aziende coinvolte nel programma, ma non pubblicati. I documenti non risultano contrassegnati come bozze e riportano chiaramente la dicitura “Approved” (approvato). Il DOE ha dichiarato che prevede di pubblicarli “più avanti nel corso dell’anno”, ma non ha fornito una data.

Christopher Hanson, ex presidente della Nuclear Regulatory Commission (NRC) dal 2021 al 2025, licenziato da Trump, ha spiegato a NPR che “allentare in segreto gli standard di sicurezza nucleare non è il modo migliore per costruire la fiducia pubblica necessaria al successo del nucleare”.

Il legame diretto con gli ordini esecutivi di Trump

L’origine politica delle modifiche è esplicita. Nel maggio 2025, Donald Trump ha firmato una serie di ordini esecutivi dalla Casa Bianca per rilanciare il nucleare civile, definendolo “molto sicuro” e “al 100% rispettoso dell’ambiente”. Uno di questi ordini impone al DOE di approvare almeno tre nuovi reattori sperimentali con l’obiettivo di raggiungere la criticità, cioè l’avvio di reazioni nucleari stabili e capaci di autosostenersi, entro il 4 luglio 2026 (C’è chi frena sulle rinnovabili per far posto al nucleare).

Questo calendario, secondo Kathryn Huff, professoressa di ingegneria nucleare all’Università dell’Illinois ed ex responsabile dell’Office of Nuclear Energy del DOE, è “estremamente aggressivo”. I reattori di ricerca richiedono normalmente almeno due anni dalla posa della prima pietra, un orizzonte temporale difficilmente compatibile con i tempi fissati dall’ordine esecutivo.

È in questo contesto che, secondo NPR, il DOE ha iniziato a “snellire” in modo radicale il proprio impianto regolatorio.

Reattori fuori dalla NRC e regole riscritte in casa

Tradizionalmente, i reattori commerciali statunitensi sono regolati dalla Nuclear Regulatory Commission, un’autorità indipendente con procedure pubbliche e consolidate. Il DOE, tuttavia, conserva dal 1975 la facoltà di autoregolamentare i propri reattori, storicamente limitati a ricerca e attività militari.

Il nuovo Reactor Pilot Program voluto da Trump estende questa autorità anche a reattori commerciali sperimentali costruiti da aziende private, inclusi siti al di fuori dei laboratori nazionali. Le nuove regole sono state elaborate principalmente dal personale del DOE e dell’Idaho National Laboratory.

Secondo NPR, questa estensione della competenza regolatoria consente al Dipartimento di evitare il vaglio pubblico e tecnico tipico della NRC, concentrando il processo decisionale all’interno dell’esecutivo.

Ambiente e acque: da obblighi a raccomandazioni

Le modifiche più controverse riguardano la protezione ambientale. In diversi casi, termini vincolanti come “must” (deve) o “prohibited” (proibito) sono stati sostituiti da formule come “should be avoided” (dovrebbe essere evitato) o “if practical” (se possibile).

La protezione delle acque sotterranee non è più un obbligo, ma un obiettivo da “considerare”. Anche i requisiti di monitoraggio e documentazione risultano attenuati. Secondo gli esperti consultati da NPR, questo rappresenta un allentamento sostanziale degli standard.

Kathryn Huff ha definito “particolarmente deludente” l’indebolimento delle tutele ambientali, soprattutto considerando che l’Idaho National Laboratory è stato in passato un modello di gestione ecologica.

Qui di seguito, un’illustrazione di NPR degli ordini del DOE “prima” (a sinistra) e “dopo” (a destra), con le parti redatte relativamente all’ambiente. Le aggiunte sono in celeste, le cancellazioni sono in rosso e le modifiche sono in giallo.

Qui di seguito, un’illustrazione di NPR degli ordini del DOE “prima” (a sinistra) e “dopo” (a destra), con le parti redatte relativamente all’acqua. Le aggiunte sono in celeste, le cancellazioni sono in rosso e le modifiche sono in giallo.

Sicurezza fisica e rischio proliferazione

Uno dei tagli più drastici riguarda la sicurezza fisica. Sette direttive, per oltre 500 pagine, sono state condensate in un unico ordine di 23 pagine. Sono stati eliminati requisiti dettagliati su addestramento armato, turni di lavoro delle guardie, procedure di emergenza e dotazioni di protezione.

Secondo Edwin Lyman, direttore della sicurezza nucleare presso la Union of Concerned Scientists, le nuove regole permettono alle aziende di “scrivere da sole il proprio livello di sicurezza”. La preoccupazione è aggravata dal fatto che alcuni dei nuovi reattori utilizzano uranio più arricchito, potenzialmente più appetibile per furti o usi impropri.

Qui di seguito, un’illustrazione di NPR degli ordini del DOE “prima” (a sinistra) e “dopo” (a destra), con le parti redatte relativamente a sicurezza e rischio di proliferazione. Le aggiunte sono in celeste, le cancellazioni sono in rosso e le modifiche sono in giallo.

Sicurezza nucleare: il principio ALARA cancellato

Uno dei cambiamenti più significativi riguarda l’eliminazione del principio “As Low As Reasonably Achievable” (ALARA), in vigore da decenni. Il principio impone di mantenere l’esposizione alle radiazioni ben al di sotto dei limiti legali quando tecnicamente possibile.

Secondo Tison Campbell, ex avvocato della NRC e oggi partner dello studio legale internazionali K&L Gates, la rimozione del principio ALARA potrebbe consentire reattori con schermature più leggere e turni di lavoro più lunghi, riducendo i costi di costruzione e gestione. Da parte sua, Emily Caffrey, fisica sanitaria dell’Università dell’Alabama a Birmingham, ha sottolineato che il principio ha contribuito in modo concreto alla protezione dei lavoratori.

Il DOE ha dichiarato che l’eliminazione di ALARA serve a ridurre oneri economici “senza compromettere la sicurezza”, ma i documenti mostrano che la rimozione era già in corso dallo scorso agosto, mesi prima dell’approvazione formale del Segretario all’Energia.

Incidenti e inchieste: soglie più alte

Le nuove regole innalzano anche la soglia che fa scattare un’indagine ufficiale sugli incidenti: in precedenza bastava un’esposizione pari a due volte il limite legale, mentre ora la soglia sale a quattro volte il limite previsto dalla legge.

Questo cambiamento riduce il numero di eventi soggetti a indagine formale, con possibili effetti sulla capacità di individuare criticità sistemiche in fase precoce.

Qui di seguito, un’illustrazione di NPR degli ordini del DOE “prima” (a sinistra) e “dopo” (a destra), con le parti redatte relativamente alla modifica delle soglie per l’attivazione delle inchieste. Le aggiunte sono in celeste, le cancellazioni sono in rosso e le modifiche sono in giallo.

Il “Concierge Team” e le pressioni interne

Il nuovo sistema prevede anche un “Concierge Team”, una sorta di “portierato” dedicato a ciascuna azienda, composto da funzionari del DOE e del gabinetto del Segretario all’Energia, con il compito di accelerare l’iter autorizzativo.

Secondo un memo ottenuto da NPR, questo personale riferisce direttamente al Segretario, sollevando il timore che possano esercitare pressioni sui revisori tecnici per velocizzare le approvazioni. Il DOE ha negato qualsiasi interferenza, parlando di un semplice supporto amministrativo.

Un rischio anche per l’industria

Paradossalmente, alcuni esperti avvertono che l’eccessiva semplificazione potrebbe ritorcersi contro le aziende. La rimozione di riferimenti dettagliati a leggi ambientali e sanitarie potrebbe esporre i progetti a violazioni involontarie di normative ancora pienamente in vigore, come il Clean Water Act.

Secondo Hanson, la perdita di regole chiare potrebbe aumentare l’incertezza operativa invece di ridurla.

“Perché non è pubblico?”

Al di là degli aspetti tecnici, il punto più critico resta il metodo. Secondo Huff, la mancanza di trasparenza rischia di alimentare la storica diffidenza dell’opinione pubblica verso il nucleare.

“Se è possibile condividere queste regole con le aziende”, ha detto a NPR, “è legittimo chiedersi perché non siano pubbliche”.

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