Terreni agricoli, cave, potenziamenti: per il fotovoltaico tante cose da cambiare nel Dl Semplificazioni

CATEGORIE:

Le proposte di Italia Solare in sintesi e nel documento in allegato.

ADV
image_pdfimage_print

Si moltiplicano le osservazioni e proposte di modifica al Dl Semplificazioni sui temi che riguardano l’energia.

Dopo le audizioni e le memorie di Terna, Confindustria e di varie associazioni ambientaliste (vedi qui), segnaliamo l’intervento di Italia Solare.

Una prima fondamentale osservazione di Italia Solare, si legge nel documento inviato alle commissioni parlamentari, è la necessità di consentire l’installazione di impianti fotovoltaici “con modalità adeguate” anche in aree agricole, altrimenti, secondo l’associazione, sarà impossibile conseguire gli obiettivi stabiliti dal Piano nazionale su energia e clima al 2030 (PNIEC).

Per approfondire questo punto si veda l’articolo Al fotovoltaico serve più spazio, anche sui terreni agricoli.

Italia Solare poi suggerisce una serie di ulteriori semplificazioni per la realizzazione di determinati tipi di progetti, ad esempio per gli impianti FV fino a 10 MW di potenza in aree antropizzate o marginali come ex discariche, ex cave e zone inquinate poi sottoposte a bonifica.

L’associazione ritiene, inoltre, che si debba consentire anche al fotovoltaico di avere le incentivazioni per gli interventi di potenziamento (repowering), nelle aree in cui ci sono impianti incentivati preesistenti. Se il potenziamento è in area agricola, afferma Italia Solare, deve essere condizionato all’installazione di sistemi per l’accumulo, in modo da garantire un’adeguata flessibilità operativa a questi impianti.

Un altro punto essenziale, secondo Italia Solare, è consentire l’accesso agli incentivi agli impianti fotovoltaici realizzati su vecchie discariche e cave non suscettibili di ulteriore sfruttamento, anche quando si trovano su terreni classificati come agricoli (si veda anche qui).

Poi l’associazione propone di assicurare come prioritaria la possibilità di partecipazione agli incentivi (registri e aste), per chi installa impianti fotovoltaici a seguito di rimozione dell’amianto, prevedendo alcuni premi e vantaggi.

Ad esempio, secondo Italia Solare, non è necessario che l’area dove è avvenuta la sostituzione dell’amianto coincida con quella dove vengono installati i pannelli fotovoltaici, a patto che l’impianto FV sia installato sullo stesso edificio o in altri edifici catastalmente confinanti e nella disponibilità dello stesso soggetto.

ADV
×
0
    0
    Carrello
    Il tuo carrello è vuotoRitorna agli abbonamenti