Salta lo stop per le caldaie a gas nelle nuove norme Ecodesign

Nelle bozze in consultazione ci sono valori minimi di efficienza energetica molto più blandi rispetto alle previsioni iniziali, che fanno salvi gli apparecchi a combustibili fossili.

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Si riapre e arricchisce di contraddizioni la partita europea che deve determinare il futuro delle caldaie a gas.

Nella nuova bozza del regolamento “Ecodesign” 813/2013 sugli apparecchi per il riscaldamento degli ambienti, posta in consultazione dal 28 novembre al 23 gennaio 2026, la Commissione europea ha cambiato decisamente rotta.

Facciamo un passo indietro: nel 2023, nell’ambito della revisione delle diverse norme Ue sulla progettazione eco-compatibile e sulle etichette energetiche per sistemi di riscaldamento e scaldabagni (ancora ferme al 2013), Bruxelles puntava a introdurre una soglia minima di efficienza energetica stagionale per gli apparecchi di riscaldamento così stringente (115%), che dal 2029 avrebbe messo fuori mercato le caldaie a gas.

Queste ultime, infatti, non possono raggiungere efficienze così elevate; de facto, la norma si configurava come un bando alla vendita di caldaie a gas, a tutto vantaggio delle tecnologie più pulite, come le pompe di calore.

Ora la Commissione europea sta raccogliendo feedback sulle nuove bozze di quattro regolamenti tecnici e relativi allegati su ecodesign/etichette energetiche; i parametri di efficienza proposti per gli apparecchi per il riscaldamento sono molto più blandi in confronto alla bozza circolata nel 2023, lasciando spazio alle caldaie a gas, non solo quelle a condensazione ma anche quelle tradizionali.

Peraltro, i valori minimi di efficienza energetica stagionale, previsti nella tabella 1 degli allegati al regolamento Ecodesign in consultazione (pag. 16 del pdf allegato in basso), sono superiori di pochi punti percentuali rispetto a quelli in vigore e che risalgono al 2013.

“Non ci aspettavamo un passo indietro così forte”, commenta a Qualenergia.it Rita Tedesco, responsabile della transizione energetica presso Ecos (Environmental coalition on standards), organizzazione internazionale no-profit ambientalista basata a Bruxelles.

“La differenza rispetto alle norme attuali è pochissima”, sottolinea l’esperta, precisando che “si rimane al business as usual” nonostante l’avanzamento tecnologico ormai più che decennale nel settore.

Se lo stop alle tecnologie a gas è saltato nelle nuove bozze, resta però l’obiettivo indicativo fissato dalla direttiva EPBD (Energy performance of buildings) cosiddetta “case green”: abbandonare gradualmente le caldaie alimentate a fonti fossili entro il 2040.

Resta quindi da vedere come si muoveranno le politiche dei governi nazionali, ricordando che l’Italia è già incappata nella procedura d’infrazione Ue per non aver rispettato il divieto di incentivare l’acquisto di caldaie fossili, scattato il primo gennaio 2025 ai sensi della stessa direttiva EPBD (art. 17, paragrafo 15).

Come abbiamo scritto, la direttiva chiede una norma quadro che vieti tout court l’incentivazione. In Italia le detrazioni fiscali si sono adeguate al 1° gennaio 2025 con l’ultima legge di bilancio, ma non è mai stata prevista una norma generale, mentre le caldaie a gas sono ancora presenti nel conto termico 2.0 in vigore.

Come cambia l’etichetta energetica

Per aiutare i consumatori a individuare i prodotti a basso consumo energetico, la Commissione Ue propone inoltre di semplificare le etichette energetiche, passando dall’attuale scala A+++/D a una scala A/G più chiara. Previsto anche un codice QR per accedere a maggiori informazioni sul Registro Europeo dei Prodotti per l’Etichettatura Energetica (EPREL).

L’etichetta 2.0 includerà anche una scala per i livelli di rumorosità, oltre a nuove icone per identificare i modelli compatibili con il Codice di condotta Ue sugli apparecchi a risparmio energetico e sulle pompe di calore che utilizzano fluidi refrigeranti rispettosi del clima.

Quanto agli apparecchi di riscaldamento a combustibili fossili meno efficienti, “saranno soggetti a requisiti di progettazione ecocompatibile più rigorosi”.

Previsti anche standard riguardo la disponibilità di pezzi di ricambio e le informazioni sulle opzioni di consegna e sui prezzi. Prima di poter essere venduti, gli apparecchi di riscaldamento saranno soggetti a una valutazione di conformità da parte di terzi.

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