Risparmi energetici in Italia: quasi in linea con la roadmap al 2030

Nel consueto report annuale di Enea i risultati al 2024: come Certificati bianchi, Conto Termico e bonus edilizi hanno contribuito ai risparmi energetici nel nostro Paese e il divario sugli obiettivi di fine decennio.

ADV
image_pdfimage_print

Nel 2024 in Italia il risparmio energetico conseguito attraverso le misure di efficienza ai sensi della Direttiva EED-III (pdf) è stato pari a 0,845 Mtep, per un totale cumulativo dal 2021 di 4,5 Mtep.

È quanto emerge dal 14° Rapporto annuale sull’efficienza energetica a cura di Enea (link in basso), presentato il 7 ottobre nel corso di un convegno tenutosi a Roma alla presenza del ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Pichetto Fratin.

Il risultato cumulativo corrisponde all’89,7% dell’obiettivo intermedio fissato dal Pniec per lo scorso anno (pari a 5,04 Mtep) e dunque siamo al 42,8% del target 2030 stabilito dalla direttiva (10,68 Mtep).

La proiezione lineare degli ultimi 4 anni vedrebbe l’Italia in grado di raggiungere questa soglia fissata da Bruxelles, se si riuscirà a mantenere lo stesso ritmo.

La norma europea cui fa riferimento l’Enea, ricordiamo, stabilisce obblighi di risparmio energetico per gli Stati membri che devono garantire collettivamente una riduzione del consumo di energia finale dell’11,7% entro il 2030 rispetto alle proiezioni dello scenario di riferimento Ue 2020.

Il contributo misura per misura

Dall’indagine emerge che i meccanismi di detrazione fiscale hanno contribuito in maniera prevalente alla riduzione, generando lo scorso anno risparmi energetici pari a 0,441 Mtep (2,48 Mtep considerando gli interventi avviati dal 2021 al 2024), come mostra la seguente tabella:

Scendendo nel dettaglio delle varie agevolazioni e incentivi, le modifiche dell’impianto normativo del Superbonus (che condurranno all’eliminazione della misura a fine 2025) hanno notevolmente ridotto l’apporto dei risparmi connessi (“solo” +0,126 Mtep risparmiati da progetti relativi all’anno 2024). Restano “consistenti” i benefici prodotti negli anni di piena operatività della misura, che portano il dato del nuovo risparmio cumulato al 2024 a 1,362 Mtep.

Cresce invece l’apporto nel 2024 del Bonus Casa (0,150 Mtep, +112%) e dell’Ecobonus (0,161 Mtep, +10%): i nuovi risparmi cumulati 2021-2024 ammontano così, rispettivamente, a 0,372 e 0,719 Mtep.

Gli effetti dei Certificati bianchi hanno invece fatto registrare una flessione su base annua. Hanno generato nel 2024 un taglio dei consumi pari a 0,121 Mtep (-42% rispetto al 2023), ma continuano ad essere superiori alle stime intermedie fissate dal Pniec, con il dato cumulato 2021-2024 che sale a 0,716 Mtep.

Aumentano i risparmi incentivati grazie al Conto Termico (0,100 Mtep nel solo 2024 per un totale 0,345 Mtep di nuovi risparmi cumulati dall’inizio del monitoraggio), mentre restano allineati al 2023 quelli derivanti dai progetti finanziati tramite i Fondi di coesione.

Un riepilogo dettagliato è contenuto nella seguente tabella:

Diagnosi energetiche per le imprese

Sul fronte dell’efficienza energetica negli usi finali, si ricorda che il 5 dicembre 2024 c’è stata la seconda scadenza del terzo ciclo di audit energetici obbligatori per le grandi imprese e per quelle energivore.

Sulla base dei dati raccolti da Enea sono pervenute 853 diagnosi da 569 soggetti obbligati, di cui il 93,5% è costituito da grandi imprese, il 5,6% da Pmi energivore e lo 0,9% da grandi imprese energivore. Rispetto alle 747 diagnosi energetiche presentate dalle imprese a dicembre 2020 (analoga scadenza del secondo ciclo di obbligo) quelle caricate nel 2024 sono aumentate di circa il 14%.

Il consumo finale è risultato pari a circa 7,2 Mtep. Il settore manifatturiero è stato responsabile del 95,8% dei consumi energetici complessivi. Seguono, con incidenze più contenute, il settore dei trasporti con una quota del 2,7% e il terziario con l’1,4%.

Gli interventi di efficientamento energetico realizzati complessivamente hanno generato un risparmio di 76,9 ktep/anno di energia primaria. Il risparmio medio per intervento è pari a 0,10 ktep, in aumento rispetto al 2023, probabilmente grazie alla maggiore presenza di imprese energivore tra i soggetti obbligati.

Gli interventi individuati, chiarisce l’analisi di Enea, rappresentano un potenziale da considerare come una “soglia massima”, poiché non tutti verranno effettivamente realizzati e la loro eventuale attuazione avverrà in modo graduale.

“In un contesto di sfide sistemiche senza precedenti, il rapporto segnala progressi incoraggianti sul fronte dell’efficienza energetica, con miglioramenti rilevanti nel settore residenziale e nelle imprese”, commenta la presidente dell’Enea, Francesca Mariotti. “Un risultato – aggiunge – che conferma come l’efficienza, se perseguita con approccio pragmatico, sia motore di un cambiamento capace di coniugare competitività, sostenibilità e innovazione”.

Pichetto temporeggia sulla direttiva Epbd

Presente all’evento di presentazione del report, come detto, anche il titolare del Mase, Gilberto Pichetto che è intervenuto anche sul recepimento dell’Italia della direttiva europea Epbd: “Mi chiedono come mai non ho fatto il recepimento della direttiva Case green. Perché non ho ancora le idee chiare sul percorso. Dobbiamo fare una cosa seria e quindi dev’essere costruito un percorso chiaro e realistico, di cui lo studio Enea è parte fondamentale”.

Un altro dossier su cui sta lavorando il Mase è quello sul Fondo nazionale efficienza energetica (Fnee): “Era confinato finora a due misure, il finanziamento alle imprese e le garanzie, quest’ultima mai attivata”, ha ricordato il direttore generale Domanda ed efficienza energetica del Mase, Andrea Maria Felici. “Oggi abbiamo idea di mettere insieme tutti gli assi di intervento per il sostegno all’efficienza energetica”.

Il fondo, ricordiamo, sostiene gli interventi finalizzati al raggiungimento degli obiettivi nazionali di efficienza energetica, in linea con il Protocollo di Kyoto. È promosso dal Mase ed è gestito da Invitalia, per una dotazione finanziaria di 310 milioni di euro.

Attualmente prevede, per le imprese e le ESCo, agevolazioni concesse sotto forma di finanziamento e/o garanzia. Per la pubblica amministrazione le agevolazioni sono concesse invece soltanto in forma di finanziamento. Novità su questi meccanismi potrebbero quindi arrivare nei prossimi giorni dal ministero.

ADV
×
Privacy Policy Cookie Policy