Scrivi

Riscaldamento e solare termico: anche in Germania bisognerebbe puntarci di più

Di tutte le tecnologie per il riscaldamento quella che resta al palo in Germania è il solare termico. Le associazioni di categoria ne spiegano i vantaggi e chiedono un intervento della politica per spingere il suo uso nel residenziale e per realizzare grandi impianti.

ADV
image_pdfimage_print

I produttori tedeschi dispositivi per il riscaldamento nel 2021 hanno venduto il 10% in più rispetto al 2020.

Stiamo parlando di quasi un milione tra caldaie a gas, sistemi a gas combinato con solare termico, pompe di calore e caldaie e stufe a biomasse. Un grafico dell’associazione dell’industria del riscaldamento BDH fa anche un confronto con il venduto del 2017 (dato percentuale sul totale del venduto per il riscaldamento nell’anno).

Rispetto all’anno 2020, sono soprattutto le caldaie a biomasse e le pompe di calore a crescere, rispettivamente del 41% e del 28%. Aumentano sull’anno precedente perfino le vendite di caldaie a gasolio (+2%) e le caldaie a gas (+5%) in più di caldaie a gas rispetto al 2020. L’unica tecnologia che però resta al palo, quella a emissioni pressoché pari a zero, è il solare termico.

Su Solarthermalworld viene citata la posizione dell’associazione dell’industria solare BSW Solar, che ha fatto sapere che nel 2021 sono stati installati in Germania 81.000 sistemi solari termici con una superficie di 524.500 m2 (pari a 367 MW), più o meno come nell’anno precedente.

Ed  è per questo motivo che la BSW ha lanciato l’allarme e pubblicato a febbraio un documento di sintesi “Solar Thermal 2022” (pdf in tedesco), per richiedere un programma nazionale che puntasse a spingere il teleriscaldamento solare, come era stata annunciato a novembre 2021.

Come si può notare dal grafico, la crescita diseguale delle tecnologie di riscaldamento rinnovabile diventa evidente anche se si osserva l’andamento a lungo termine delle statistiche sul riscaldamento: il numero di caldaie a biomassa vendute è quasi triplicato dal 2017 (26.500 unità) al 2021 (76.500 unità). Per le pompe di calore le vendite sono raddoppiate da 78.000 unità nel 2017 a 154.000 unità nel 2021.

Ma quelle di impianti solari termici sono cresciute solo del 4%, passando da 78.000 a 81.000 impianti. Nel grafico tutti i nuovi impianti solari termici nel 2021 sono stati abbinati a una caldaia a gas vedi (in giallo, c.d. sistemi combinati): questa tipologia di sistemi in questo periodo di 5 anni è diminuita dall’11 al 9% del totale.

BSW Solar ritiene che per invertire questa tendenza siano necessarie specifiche azioni politiche. E proprio su questa base diverse associazioni hanno pubblicato a febbraio quel documento, dove si spiegano i vantaggi del calore solare: una tecnologia di decarbonizzazione altamente efficiente; la sua diffusione non richiede costi infrastrutturali elevati, come quelli per le reti elettriche o le infrastrutture dell’idrogeno; può tagliare da subito una parte della dipendenza estera dai combustibili fossili.

Inoltre, si afferma, che nella possibile combinazione con le pompe di calore elettriche, riduce i consumi di elettricità e, quindi, i costi di esercizio del 30-50%. Utile la sua applicazione anche per la fornitura di calore di processo a bassa e media temperatura.

Le associazioni apprezzano il fatto che il governo tedesco, secondo il suo accordo di coalizione, voglia utilizzare in futuro tutte le aree dei tetti delle abitazioni adatte all’energia solare, ma vorrebbero che i regolamenti edilizi consentissero concretamente un approccio paritetico parità tra fotovoltaico e solare termico.

BSW Solar da tempo, inoltre, chiede un programma dedicato ai grandi impianti solari termici (Push Programme). L’idea è definire un programma di gare d’appalto per grandi impianti solari termici che abbia uno sviluppo di almeno cinque anni e che sia modellato sul sistema delle aste del fotovoltaico. L’associazione ritiene che questo schema potrebbe generare 20 TWh di calore senza emissioni cumulati in 25 anni. Si riscontra però da tempo anche in Germania una notevole difficoltà da parte dei Comuni a fornire aree dedicate ai campi solari.

Anche in Italia il mercato è stabile o in calo da troppi anni. Potrebbe però crescere perché si tratta di una tecnologia efficiente e semplice, alla portata di molti (vedi incentivi del conto termico), e che si può integrare con altri sistemi di generazione energetica pulita. Avrebbe poi il vantaggio di consentire una ripresa della produzione di pannelli a livello nazionale, dove esiste da sempre un buon know-how.

ADV
×