Rinnovabili in Italia: i dati su produzione, investimenti e occupati

Vediamo in sintesi le stime preliminari del GSE per il 2017 sull’andamento delle diverse tecnologie “verdi” nel nostro paese. Quanta energia hanno generato, qual è la loro incidenza sui consumi finali lordi, a che punto sono rispetto agli obiettivi 2020 e 2030 e quanto lavoro creano.

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Come stanno andando le rinnovabili in Italia per quanto concerne la nuova potenza installata, la produzione energetica, gli impatti sull’economia e sull’occupazione?

I dati più recenti si trovano nella relazione del GSE sulla situazione energetica nazionale del 2017 (presentazione completa allegata in basso), di cui proponiamo una sintesi con i grafici più rilevanti.

Partiamo dalle rinnovabili nel settore elettrico.

Secondo le statistiche preliminari del Gestore dei Servizi Energetici, le varie tecnologie pulite hanno prodotto in totale quasi 104 TWh lo scorso anno, circa il 4% in meno in confronto al 2016, a causa soprattutto del minore apporto idroelettrico, mentre l’eolico ha chiuso in pareggio (vedi però i dati record del 2018) e il fotovoltaico ha registrato una piccola crescita, come riassume il primo grafico sotto (qui i dati aggiornati a metà 2018 e qui l’ultimo rapporto Terna).

Così la produzione effettiva da rinnovabili ha coperto il 31% circa del consumo interno lordo di energia elettrica del 2017.

Per quanto riguarda la nuova potenza installata, si parla di circa 930 MW, di cui 415 nel fotovoltaico e circa 370 MW nell’eolico, rispettivamente +40 e +120 MW rispetto all’anno precedente (vedi anche i dati Anie sul 2017) .

Quanto valgono le rinnovabili nel loro complesso sui consumi finali lordi di energia?

Con il prossimo grafico vediamo che le fonti “verdi”, considerando i tre settori fondamentali – elettricità, calore e trasporti – nel 2017 hanno soddisfatto il 17,7% dei consumi finali, qualcosina in più dell’anno prima, con 21,8 Mtep (milioni di tonnellate equivalenti di petrolio) su una stima totale per l’Italia di 123 Mtep.

Il terzo grafico chiarisce l’andamento dei vari settori verso gli obiettivi europei del 2020 e i traguardi fissati dalla Strategia Energetica Nazionale (SEN) per il 2030.

La quota di tutte le rinnovabili sul totale dei consumi è già in linea con il livello stabilito per il 2020.

Il ritardo maggiore è nei trasporti, perché al momento le risorse pulite coprono solamente il 7% dei consumi finali in questo settore, a fronte di obiettivi del 10% e 20% rispettivamente per il 2020 e 2030.

Anche le rinnovabili elettriche dovranno crescere molto nei prossimi dodici anni, per arrivare alla quota prevista dalla SEN, pari al 55% nel 2030 (obiettivo che probabilmente dovrà essere peraltro rivisto al rialzo a seguito dei nuovi obiettivi UE, come dichiarato di recente anche dal ministro dello Sviluppo economico Luigi Di Maio: vedi QualEnergia.it, Di Maio: “SEN già superata”. Le possibili modifiche al decreto rinnovabili ).

Infine, il GSE ha calcolato le ricadute economiche e occupazionali delle rinnovabili nel 2017.

I prossimi due grafici chiariscono i numeri in campo elettrico: investimenti, spese di esercizio, valore aggiunto connesso alla produzione di energia pulita, posti di lavoro temporanei e permanenti.

Gli ultimi due grafici, invece, mostrano le stime del GSE su economia e occupazione nel campo delle rinnovabili termiche.

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