Lo schema di decreto legislativo approvato dal Consiglio dei Ministri l’8 ottobre 2025, che recepisce la Direttiva (UE) 2023/2413 (RED III) sulla promozione dell’uso dell’energia da fonti rinnovabili, rappresenta un passaggio cruciale per il futuro della transizione energetica in Italia (Schema di decreto inviato alla Camera -pdf e Relazione illustrativa – pdf).
In particolare, il provvedimento definisce nuovi criteri e requisiti per la sostenibilità dei biocombustibili e la promozione delle fonti rinnovabili nel settore termico ed elettrico, impattando direttamente anche sul comparto delle biomasse legnose.
In questo ambito, AIEL ha presentato alla X Commissione Attività Produttive, Commercio e Turismo della Camera Dei Deputati delle osservazioni puntuali e tre principali proposte migliorative per garantire che il recepimento della direttiva sia davvero efficace e applicabile alle realtà operative della filiera legno-energia.
Le proposte di AIEL si prefiggono l’obiettivo di rendere il testo normativo più chiaro, coerente con la realtà operativa della filiera e pienamente applicabile sul territorio.
Tra i nodi evidenziati c’è quello dell’attuale formulazione del principio di uso a cascata delle biomasse, che risulta eccessivamente rigida e non coerente con le specificità delle filiere locali.
La proposta di AIEL punta a un approccio più flessibile che consideri una più ampia variabilità di impieghi della biomassa caratterizzati da un valore aggiunto economico e ambientale, per aumentare i benefici prodotti dai boschi italiani e contribuire a stabilizzare la filiera nazionale e locale del legno.
Particolare attenzione viene poi riservata al tema dell’autoproduzione di combustibile legnoso, una pratica diffusa e virtuosa, soprattutto nelle aree interne e montane. AIEL sostiene che l’obbligo di certificazione deve essere previsto solo per i combustibili acquistati sul mercato e non per quelli autoprodotti, nel rispetto del principio di proporzionalità.
La terza proposta riguarda l’accesso agli incentivi, che secondo AIEL non dovrebbe essere limitato ai soli casi di sostituzione di impianti esistenti con impianti a biomassa, ma esteso anche agli interventi di installazione ex novo in aree non soggette a procedure di infrazione sulla qualità dell’aria per non frenare la decarbonizzazione e non penalizzare le aree interne e montane non metanizzate dove le tecnologie a biomassa sono l’unica reale soluzione rinnovabile per il riscaldamento.
Viene infine suggerito di modulare i requisiti ambientali in base alla situazione reale dei territori: l’obbligo di installare solo generatori 5 stelle per accedere all’incentivo avrebbe un impatto negativo sul mercato assottigliando l’offerta di prodotti e rallentando il turn over tecnologico, e risulterebbe iniqua a livello territoriale applicando un vincolo a tutto il territorio nazionale senza distinguere tra aree metropolitane e aree interne e montane.
AIEL quindi ha avanzato una proposta nell’ottica della differenziazione geografica, derogando l’ammissione agli incentivi anche ai generatori 4 stelle nei Comuni non soggetti a procedure di infrazione.
“Il recepimento della RED III è una grande occasione per modernizzare il quadro normativo – ha commenta Annalisa Paniz, direttrice generale di AIEL – e per rafforzare il contributo delle bioenergie alla transizione energetica. Affinché il testo di legge sia davvero efficace è però indispensabile che tenga conto delle specificità tecniche, territoriali ed economiche della filiera legno-energia, che già oggi contribuisce in modo determinante agli obiettivi di decarbonizzazione, alla sicurezza energetica e allo sviluppo delle aree interne e montane. Le nostre proposte vanno in questa direzione: più chiarezza, più coerenza, più sostenibilità”.





























