Sviluppare appieno il potenziale delle biomasse legnose può generare benefici rilevanti per la sicurezza energetica del Paese.
Se ne parla nel nuovo documento strategico “Riscaldare l’Italia senza fossili grazie alle biomasse legnose” (link in basso), presentato di recente al Ministro Pichetto Fratin da AIEL (Associazione Italiana Energie Agroforestali), in collaborazione con Veronafiere e Progetto Fuoco.
Al di là dei diversi benefici della filiera, Aiel delinea uno scenario in cui l’Italia potrebbe ridurre le importazioni di gas metano per oltre 9 miliardi di metri cubi all’anno, pari al 43% del gas utilizzato oggi per il riscaldamento domestico e al 15% del gas complessivamente importato nel nostro Paese (nel 2024 pari a 59,2 mld mc).
Il contributo delle biomasse legnose in Italia
Secondo lo scenario proposto dall’associazione, entro il 2030 si potrebbe raggiungere un obiettivo di 16,5 Mtep di energia termica da bioenergia, di cui 10,7 Mtep da biomasse legnose.
Valori molto superiori ai 7,4 Mtep previsti dal Pniec attualmente all’esame della Commissione europea. Di questi, 3,5 Mtep potrebbero derivare da gestione forestale sostenibile con approccio dell’uso a cascata, e 5 Mtep da potature agricole e biomasse “fuori foresta”, oggi scarsamente valorizzate.
Le biomasse legnose, principalmente in forma di legna da ardere, pellet e cippato, coprono oggi il 65,7% del calore rinnovabile nel settore termico residenziale e sono la seconda fonte di riscaldamento domestico in assoluto.
In termini occupazionali ed economici ci sono oltre 14.000 imprese che compongono la filiera italiana delle biomasse legnose, con un fatturato superiore a 4 miliardi di euro e più di 72mila occupati.
Scenari di crescita delle biomasse legnose al 2030
Nel settore residenziale, che assorbe oltre il 65% dei consumi termici, oggi il gas è ancora dominante, con una quota del 58% su un totale richiesto per il riscaldamento pari a 26,1 Mtep.
Per allinearsi agli obiettivi energetici europei, sarà necessario un incremento significativo della quota di energia termica prodotta da fonti rinnovabili: si dovrà passare dall’attuale 20% al 35,9% entro il 2030, prevedendo che i consumi complessivi di energia termica in Italia a fine decennio possano arrivare 41,2 Mtep.
Le biomasse legnose saranno chiamate a coprire oltre il 42% di questo fabbisogno, confermandosi come risorsa chiave per raggiungere i target climatici. Le pompe di calore dovranno arrivare a coprire circa il 30%, un obiettivo ambizioso che richiederà un’accelerazione decisa sull’elettrificazione dei consumi e sull’adeguamento delle reti.
Mentre il biometano contribuirà per il 18%, il restante 10% sarà suddiviso tra calore derivato (3%), solare termico (4%), geotermico (2%) e idrogeno (1%).
Questa centralità delle biomasse nella strategia nazionale per la decarbonizzazione del calore richiederà però il rafforzamento delle filiere locali.
Si ricorda nel documento che le foreste italiane coprono oltre 11 milioni di ettari, pari a quasi il 40% del territorio nazionale, e sono cresciute del 4,9% nell’ultimo decennio. Tuttavia, questo aumento è frutto dell’abbandono delle attività agro-silvo-pastorali e dello spopolamento delle aree interne, e non di politiche attive.
Solo il 15,3% della superficie forestale è gestito, mentre il prelievo legnoso è all’incirca tra il 18 e 37% dell’incremento annuo.
Alla luce anche di questo dato, spiega che “investire oggi nello sviluppo della filiera legno-energia significa costruire un modello energetico più sicuro, sostenibile e autonomo, in grado di valorizzare le risorse del territorio e rispondere con efficacia alle sfide climatiche ed economiche dei prossimi anni.
Le richieste del settore
- Istituzione di un Tavolo Interministeriale Permanente per il Coordinamento delle Politiche Energetiche, Ambientali, Forestali e Industriali
L’istituzione di un Tavolo Interministeriale Permanente tra il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, e il Ministero delle Imprese e del Made in Italy per coordinare le politiche legate alla gestione sostenibile delle risorse forestali e allo sviluppo delle filiere industriali ed energetiche connesse.
Il Tavolo dovrà garantire una governance integrata, promuovere la ricerca, l’innovazione e la formazione, armonizzare le strategie settoriali e rafforzare il dialogo tra istituzioni, imprese e territori, contribuendo alla transizione ecologica e alla valorizzazione del Made in Italy.
- Valorizzazione del tessuto produttivo nazionale e i territori fragili
La filiera del riscaldamento a biomassa è composta in larga parte da imprese italiane, spesso localizzate in aree interne e montane o critiche sotto il profilo socioeconomico come il centro-sud Italia. Anche sotto il profilo dei produttori di tecnologie l’industria italiana è leader a livello europeo e fiore all’occhiello del Made in Italy.
Sostenere queste imprese significa generare occupazione di qualità nei territori più fragili del Paese, contrastare lo spopolamento delle zone marginali e rafforzare le economie locali. Infine, gli incentivi alle tecnologie a biomassa legnosa hanno ricadute economiche positive anche sul tessuto sociale e produttivo dei territori dove questa industria, tutta italiana, è presente.
È essenziale che le politiche pubbliche riconoscano il valore strategico di questo tessuto economico, attraverso misure che non lo penalizzino e non ne deprimano il livello produttivo e occupazionale.
- Accelerazione del ricambio tecnologico degli impianti
È necessario promuovere con decisione il turn over tecnologico degli apparecchi domestici a biomassa, ancora troppo spesso obsoleti e altamente emissivi.
Incentivi stabili, mirati e accessibili per la sostituzione con apparecchi moderni ad alte prestazioni (come le caldaie a basse emissioni o “near zero emission”) sono fondamentali per ridurre l’impatto ambientale del riscaldamento domestico, migliorare la qualità dell’aria e aumentare l’efficienza energetica.
In questo ambito, è cruciale il riconoscimento dei biocombustibili legnosi di qualità certificata come leva per la sostenibilità del settore.
È indispensabile potenziare, estendere e rendere strutturali i bandi regionali a supporto del riscaldamento domestico a basse emissioni, soprattutto nelle zone del Paese con elevati livelli di inquinamento atmosferico, in particolare la Pianura Padana e le grandi aree urbane del Nord.
Le politiche regionali devono essere coordinate e accompagnate da campagne informative che orientino i cittadini verso scelte consapevoli e tecnologie avanzate, contribuendo così al miglioramento della qualità dell’aria e alla tutela della salute pubblica.
- Il documento AIEL (pdf)





























