Quante cose si possono fare con una turbina eolica dismessa

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Secondo WindEurope 80 GW di eolico raggiungeranno la fine del loro ciclo di vita operativo teorico entro il 2030. Ma gli aerogeneratori sono riciclabili per oltre il 90%, e le parti più difficili da smaltire possono trovare nuova vita.

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Moltissime turbine eoliche stanno raggiungendo la fine del loro ciclo di vita operativo.

Secondo dati di WindEurope, impianti per circa 80 GW installati in Europa raggiungeranno il proprio limite tecnico teorico entro il 2030: la maggior parte continuerà comunque a funzionare, mentre alcuni saranno dismessi e andranno incontro al riciclo, che si appoggia su una filiera ben consolidata (Ma quale “emergenza rottami”! Gli aerogeneratori sono riciclabili per il 94%).

La componente più complessa da recuperare sono le pale, per via dei materiali compositi di cui sono costituite, come fibre di vetro, carbonio e plastiche.

L’associazione, che riunisce gli operatori eolici europei, stima che il volume annuale di materiale proveniente dalle pale dismesse aumenterà fino a 55.000 tonnellate all’anno entro il 2030, rispetto alle circa 20.000 tonnellate attese per il 2025, principalmente a causa della dismissione di impianti in mercati consolidati come Germania e Spagna.

Questo numero rappresenta una grande sfida, che impone all’industria eolica europea di intensificare i propri sforzi in materia di circolarità. Ed è proprio quello che sta facendo, ad esempio autoimponendosi il divieto di smaltire le pale in discarica a partire dal 1° gennaio 2026.

La nuova vita degli aerogeneratori

Stanno intanto emergendo nuove pratiche per la gestione di questi “rifiuti”. Sempre più aziende investono in nuovi impianti di riciclo e promuovono soluzioni creative e innovative. WindEurope ha creato un nuovo hub sulla circolarità per presentare le soluzioni più recenti.

In Olanda l’azienda Business in wind ha riutilizzato alcune navicelle trasformandole in sale riunioni insonorizzate, oppure ha ricavato oggetti di arredo dalle pale. Sempre in Olanda la Blade-Made ha realizzato con le pale alcune barriere antirumore a bordo strada.

Pala eolica utilizzata come barriera antirumore a bordo strada in Olanda

Il materiale ricavato dalle pale del parco eolico Tahivilla di Cadice, in Andalusia, è stato utilizzato da Acciona per realizzare una nuova linea di scarpe sneaker. In Australia sempre Acciona ha riutilizzato le pale per farci delle tavole da surf, mentre Vattenfall ha prodotto in Norvegia degli sci e Resolve Composites in Canada ci ha fatto uno scafo di una barca, recuperando 162 kg di fibra di vetro.

Il surfista professionista australiano Josh Kerr con una tavola da surf ricavata da una pala eolica

Energia Group ha smontato un aerogeneratore in Irlanda per farci un’area di sosta per escursionisti, mentre BladeBridge ha realizzato allo stesso modo delle pensiline che offrono posti a sedere per picnic, panchine, riparo da vento e pioggia e parcheggio per biciclette.

L’area di sosta progettata da Energia Group

Invece, EnergyLoop ha realizzato a Cortes, in Spagna, con il supporto di Iberdrola, il primo impianto dedicato al riciclo delle pale eoliche della penisola iberica: con una capacità di 10.000 tonnellate all’anno, il sito trasformerà i materiali compositi in risorse riutilizzabili per settori come l’edilizia, l’automotive e l’aerospazio.

Insomma, le soluzioni sono molte per una tecnologia, quella eolica, che ha sempre avuto la sostenibilità come faro. Ricordiamo ad esempio che le turbine eoliche hanno un consumo idrico quasi nullo, un impatto ambientale minimo e un brevissimo tempo di recupero energetico.

Il loro Epbt (Energy pay back time) medio è di 9 mesi, trascorsi i quali l’impianto ha già prodotto l’energia necessaria a tutto il suo ciclo di vita, dall’estrazione delle materia prime necessarie alla costruzione, fino allo smaltimento dell’ultimo componente.

Il prossimo anno la Commissione europea presenterà una legge sull’economia circolare per rafforzare le pratiche di gestione sostenibile dei rifiuti e in questo contesto l’industria eolica europea chiederà una nuova serie di codici dei rifiuti dedicati alle pale e ai magneti permanenti.

Attualmente i rifiuti delle turbine eoliche non sono etichettati come tali e spesso vengono mescolati con altri scarti edili, rendendo più difficile trattarli in modo adeguato.

Pale riciclabili per il Regno Unito

Intanto RWE, multinazionale tedesca attiva nel settore dell’energia eolica offshore, ha raggiunto un importante traguardo di sostenibilità nel suo parco eolico “Sofia”, che diverrà operativo il prossimo anno circa 200 km a nord-est della costa britannica, per una potenza totale di 1,4 GW.

Metà delle sue 100 turbine (SG 14-222) monterà 150 pale riciclabili Siemens Gamesa. Assemblate a Hull, queste componenti sono realizzate con una resina che può essere separata a fine vita e riutilizzata, ad esempio come componenti per veicoli, caschi da bicicletta e valigie.

“Sofia” si basa sulla prima installazione al mondo di pale riciclabili da parte di RWE presso il parco eolico offshore di Kaskasi in Germania. L’azienda ha fatto sapere in una nota che installerà pale del rotore riciclabili anche in turbine selezionate del progetto offshore “Thor” al largo delle coste della Danimarca.

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