Prezzi petrolio e gas, Pnrr, Piano Mattei: l’energia nel Dpfp

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Un focus sui temi energetici del Documento programmatico di finanza pubblica (Dpfp), propedeutico alla manovra finanziaria 2026-28, approvato dal Consiglio dei ministri.

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Oltre all’approvazione del disegno di legge per la delega al Governo sul nucleare, il Consiglio dei ministri del 2 ottobre ha dato il via libera al Documento programmatico di finanza pubblica (Dpfp), che contiene diversi passaggi importanti per quanto riguarda l’energia (link al documento in basso).

Il Dpfp ha sostituito il contenuto informativo di quella che un tempo era la “Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza” (Nadef) e costituisce l’atto propedeutico alla presentazione della manovra finanziaria valida per il successivo triennio (in questo caso, il periodo 2026-2028).

La manovra sarà prima definita nel Documento Programmatico di Bilancio (Dpb), da trasmettere alla Commissione europea entro la scadenza del 15 ottobre e, poi, dettagliata nel disegno di legge di bilancio che sarà presentato al Parlamento dopo qualche giorno.

Questo documento delinea, quindi, la cornice entro la quale progettare la manovra finanziaria per i prossimi tre anni. La discussione sul Dpfp è calendarizzata in aula sia al Senato che alla Camera il 9 ottobre. Analizziamo i temi energetici contenuti al suo interno.

Le raccomandazioni del Consiglio europeo

Tutte le iniziative partono da una raccomandazione fatta all’Italia dal Consiglio europeo, che, in linea con gli anni passati, è tornato a chiedere un’accelerazione nel processo di elettrificazione e diffusione delle energie rinnovabili.

Tra gli strumenti da utilizzare Bruxelles suggerisce la semplificazione e l’uniformazione della normativa autorizzatoria e l’avvio di investimenti nella rete elettrica che permettano di aumentare sia la flessibilità del sistema con sistemi di stoccaggio e di gestione della domanda che la resilienza e l’interconnettività della rete.

Tuttavia, rispetto agli anni passati, si pone attenzione alla necessità di mitigare i rischi legati al clima e attutirne l’impatto economico, attraverso un maggiore coordinamento istituzionale, l’adozione di soluzioni basate sulla natura e una maggiore copertura assicurativa contro i rischi climatici, facendo leva anche sui provvedimenti che in passato hanno introdotto un obbligo di stipulare un’assicurazione in capo alle imprese.

I prezzi di petrolio e gas

Alla luce del persistere di conflitti e tensioni geopolitiche, il documento prevede un andamento dei prezzi di petrolio e gas meno favorevole rispetto a quanto prospettato nello scenario di riferimento.

In particolare viene adottata l’ipotesi di prezzi più alti rispettivamente di 10 dollari (petrolio) e 10 euro (gas) sia nel 2026 che nel 2027.

“Pertanto – si legge – le quotazioni del petrolio vengono fissate a circa 76 $ nel 2026 e 2027 e, come nello scenario di base, a 66,8 $ nel 2028. Le quotazioni del gas, invece, vengono poste pari a 41,9 € in media nel 2026 e a 39,4 € nel 2027, per poi portarle a 26,7 € nel 2028, in linea con lo scenario di base”.

Attuazione del Pnrr

Il documento si focalizza poi sui progressi nell’attuazione di riforme e investimenti legati al Pnrr. Tra gli aggiornamenti significativi, si evidenzia:

  • la rimodulazione degli incentivi a fondo perduto destinati all’acquisto di veicoli elettrici rivolto a persone fisiche e microimprese nelle cosiddette “aree urbane funzionali”, con risorse complessive pari a 597 milioni (si veda Nuovi incentivi e vecchi mantra per l’auto elettrica);
  • l’introduzione di alcune modifiche delle modalità attuative della misura per le comunità energetiche e le configurazioni di autoconsumo collettivo;
  • l’adozione del decreto attuativo della riforma riguardante la mitigazione del rischio finanziario associato ai PPA (Power purchase agreement) rinnovabili;
  • l’apertura di nuovo sportello per l’accesso alle agevolazioni a valere sul Fondo per il sostegno alla transizione industriale, per un valore complessivo di circa 134 milioni, per sostenere l’adeguamento del sistema produttivo italiano alle politiche Ue sulla lotta ai cambiamenti climatici.

Il Piano Mattei nel 2025

Il 2025 e i futuri anni saranno anche fondamentali per l’attuazione del Piano Mattei, del quale nel documento si parla principalmente in chiave potenziamento delle infrastrutture energetiche.

Nel 2025 sono stati approvati interventi a supporto dell’iniziativa per oltre 485 milioni di euro, destinati a progetti in ambiti prioritari quali infrastrutture, energia e agricoltura.

In merito alla collaborazione con la Banca Africana di Sviluppo, si evidenzia che il canale finanziario multilaterale (Mattei Plan – Rome Process Financial Facility), sostenuto da una dotazione di 100 milioni e da un contributo degli Emirati Arabi Uniti pari a 25 milioni, è “pienamente operativo”. I primi progetti finanziabili nel 2025 riguardano infrastrutture, trasporti e gestione delle risorse idriche.

Inoltre, con riferimento alla collaborazione con la Banca mondiale, è stato siglato un accordo quadro di co-finanziamento da parte del governo italiano che ha portato a diverse iniziative, tra cui “Accelerating Sustainable and Clean Energy Access Transformation” (Ascent) in Mozambico che prevede un finanziamento fino a 100 milioni, destinato alla produzione e distribuzione di energia e al rafforzamento delle relative capacità istituzionali.

Infine si segnala che, nell’ambito della roadmap per connettere l’Africa all’Europa, l’inizio della realizzazione del progetto ELMED di interconnessione elettrica tra Italia e Tunisia è previsto entro l’anno, con completamento delle attività entro il 2028. Ricordiamo che i cosi dell’elettrodotto sono stati recentemente visti al rialzo.

Aspettando il Piano sociale per il clima

Tra le azioni intraprese nel corso dell’anno figura anche il Piano sociale per il clima da 9,3 miliardi, che è stato presentato alla Commissione europea ed è attualmente in corso di valutazione. L’approvazione finale è attesa entro la fine dell’anno.

Le misure principali contemplate dal Piano riguardano tre ambiti specifici.

Il primo è l’edilizia, con interventi per sostenere l’adeguamento energetico degli immobili dell’edilizia residenziale pubblica per migliorare le prestazioni energetiche degli edifici e ridurre i consumi delle famiglie locatarie, che vivono in condizioni di vulnerabilità.

Include anche la riqualificazione energetica e l’efficientamento degli edifici e delle unità immobiliari di proprietà di microimprese vulnerabili.

C’è poi un focus sulla mobilità, con l’istituzione di un conto mobilità dedicato agli utenti sulla base di un indice di vulnerabilità per accedere ai servizi di traporto pubblico.

Infine si dispone il rafforzamento del bonus sociale gas per i clienti domestici in stato di disagio economico.

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