Da oggi, primo luglio 2022, in Germania i consumatori non pagheranno più in bolletta per il sostegno alle rinnovabili, che verrà invece finanziato dal bilancio dello Stato e dalla vendita dei permessi a emettere CO2.

Finisce dunque il prelievo della componente delle tariffe elettriche paragonabile ai nostri oneri di sistema Asos, ex A3, che per oltre due decenni ha spinto la crescita delle Fer tedesche, ma che è stata anche criticata per aver fatto sì che la Germania abbia i prezzi dell’energia elettrica per uso domestico più alti in Europa, arrivando a pesare fino a 6,7 centesimi di euro per kWh (mentre i consumatori industriali godono di esenzioni che li tutelano).

La mossa del governo semaforo di Berlino di spostare dalle bollette alla fiscalità generale e ai proventi dell’ETS il finanziamento alle rinnovabili era nel programma della coalizione, pensata per rendere l’elettricità più attraente per l’uso in mobilità e riscaldamento.

Secondo il programma, doveva scattare dall’inizio del 2023, ma si è anticipato di sei mesi in considerazione del rapido aumento dei costi energetici dovuto alla situazione attuale e l’eliminazione completa della componente dalla bolletta è stata preceduta da un dimezzamento arrivato a gennaio 2022.

Con l’eliminazione degli oneri Fer dalle bollette, sommata all’effetto sull’Iva, una famiglia tedesca dovrebbe risparmiare da circa 66 €/anno, se ha consumi sui 1.500 kWh/anno, a circa 222, se consuma 5.000 kWh/anno, stima il portale di comparazione tedesco Check 24. Risparmi che però saranno probabilmente assorbiti dai rincari della componente energia, anche se la legge obbliga i fornitori di elettricità a ridurre in modo trasparente i prezzi a partire da luglio.

Avere gli oneri per le Fer in bolletta, come in Italia ben sappiamo, se da una parte tiene il finanziamento delle rinnovabili fuori dal bilancio statale, lo rende trasparente e meno esposto alle turbolenze legate alle leggi finanziarie annuali, dall’altra può mettere le rinnovabili sul banco degli imputati quando si parla di caro energia, come da noi è successo (in parte giustificatamente) ai tempi del Conto Energia, portando a una campagna mediatica culminata con l’eliminazione degli incentivi.

Anche per questo, favorevole allo spostamento sulla fiscalità generale in Germania è l’associazione dei produttori BDEW: “Quando è stata introdotta la tassa sulle rinnovabili, è stato lo strumento giusto per avviare l’espansione delle Fer, che era ancora agli inizi. Ma oggi, 22 anni dopo, la tassa EEG è diventata un vero peso per il prezzo dell’elettricità: il suo finanziamento tramite il bilancio federale è quindi in ritardo”, ha affermato Kerstin Andreae, direttore di BDEW.