Northvolt, l’azienda svedese che punta a costruire in Europa due super-fabbriche di batterie al litio per veicoli elettrici, si è appena assicurata nuovi finanziamenti per 1,6 miliardi di dollari, (così il totale raccolto finora supera 3 miliardi di dollari).

I soldi, spiega una nota, arriveranno da un consorzio di banche, fondi pensione e istituzioni finanziarie pubbliche, tra cui Intesa Sanpaolo, UniCredit e la Banca europea per gli investimenti (Bei).

Northvolt sta realizzando la sua prima gigafactory a Skelleftea, in Svezia; l’inizio della produzione di batterie è previsto nel 2021 con una capacità massima annuale di 40 GWh.

Nel frattempo, Northvolt sta portando avanti il progetto della seconda gigafactory in joint-venture con il gruppo Volkswagen, che sorgerà a Salzgitter, in Germania. La capacità produttiva di questo secondo stabilimento sarà di oltre 20 GWh e l’avvio della produzione di celle al litio è stimato per il 2024.

E la compagnia svedese punta a conquistare una quota di mercato delle batterie in Europa pari al 25% nel 2030, che corrispondono a circa 150 GWh di capacità produttiva annuale. Inoltre, l’azienda punta a utilizzare il 50% di materiali provenienti da batterie riciclate nel 2030.

Per farlo, Northvolt intende installare impianti di riciclo su vasta scala nello stabilimento di Skelleftea.

Ricordiamo che Northvolt, nei giorni scorsi, ha siglato con BMW un contratto da 2 miliardi di euro per la fornitura di lungo termine di celle al litio da impiegare nelle batterie delle auto elettriche.

Sta così prendendo forma – con questa e altre iniziative nell’ambito della Battery Alliance europea – quella filiera industriale europea nel campo delle batterie, che proverà a contrastare l’attuale dipendenza dai fabbricanti esteri, soprattutto asiatici; secondo Bruxelles, saranno necessarie 10-25 gigafactory al 2025 nel nostro continente per soddisfare la crescente domanda di batterie e competere con i produttori stranieri.