Norvegia, la coalizione di centrosinistra naufraga sul petrolio

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Il tema dello stop alle esplorazioni ha contribuito all’uscita della sinistra socialista dall’accordo con socialdemocratici e centristi.

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Il leader laburista norvegese Jonas Gahr Støre, del socialdemocratico Arbeiderpartiet, dovrà formare un governo di minoranza con il solo Senterpartiet – Partito di centro. L’altra forza della coalizione vincitrice delle elezioni di metà settembre e già al governo da 8 anni nel Paese, SV, la sinistra socialista, ha infatti abbandonato i negoziati.

A far fallire le trattative, assieme alla questione fiscale, il tema degli idrocarburi nazionali: SV voleva fermare le esplorazioni per nuovi giacimenti, oltre ad aumentare le tasse per i redditi più alti.

Durante la campagna elettorale, il futuro dell’industria petrolifera e del gas è stato un argomento scottante: a differenza di SV, i sindacati, vicini all’Arbeiderpartiet, sono contrari allo stop alle esplorazioni, come pure il Senterpartiet. Grandi gruppi di elettori più giovani, come quelli che compongono l’organizzazione giovanile AUF dell’Arbeiderpartiet, sono invece per il fermo graduale dell’industria petrolifera.

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