L’Europa punta ad allentare i vincoli sugli aiuti di Stato per rispondere all’emergenza coronavirus, come ha annunciato il vice-presidente esecutivo della Commissione Ue, Margrethe Vestager, in una nota che riassume le proposte inviate in consultazione da Bruxelles agli Stati membri.

Difatti, in base all’articolo 107 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea (TFEU), è possibile adottare diverse misure per rispondere a gravi turbative dell’economia; così la prima proposta della Commissione Ue prevede la possibilità per i governi di concedere prestiti o vantaggi fiscali fino a 500.000 euro alle singole aziende per supportare i loro bisogni urgenti di liquidità finanziaria.

La seconda proposta è la possibilità di fornire garanzie statali ai prestiti bancari per le aziende; poi si prevede un aiuto sotto forma di prestiti pubblici-privati con tassi di interesse sovvenzionati.

Infine, il documento inviato ai 27 Stati membri riconosce il ruolo fondamentale delle banche e degli intermediari finanziari per affrontare gli impatti economici dell’emergenza coronavirus; più in dettaglio, le nuove regole temporanee chiariscono che gli aiuti devono essere diretti ai clienti finali delle banche (all’economia reale, in altre parole: soprattutto alle piccole e medie imprese) e non alle banche stesse.