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Legambiente: la legge di bilancio non ha avuto il coraggio di accelerare la svolta green

L'associazione critica gli incentivi alle auto diesel e la mancata riduzione dei sussidi dannosi per l'ambiente.

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Nella legge di bilancio approdata in Senato per il via libera definitivo manca una visione strategica e di cambiamento per il Paese, e manca in particolare la riduzione dei sussidi ai combustibili fossili: è molto critico il commento di Legambiente sulla manovra finanziaria per il 2021.

“Sulla riduzione dei sussidi ambientalmente dannosi anche per quest’anno non se ne parla: è davvero un grave errore da parte del governo Conte e della sua maggioranza in parlamento che da un anno e mezzo parlano di Green deal italiano senza metterlo in pratica”, ha dichiarato il presidente nazionale di Legambiente Stefano Ciafani.

Secondo Ciafani, alla legge di bilancio “è mancato il coraggio per accelerare la transizione ecologica e rilanciare il Paese con misure green che mettano davvero al centro l’ambiente, il clima e la fiscalità ambientale. Dal testo è scomparsa completamente l’eliminazione graduale dei sussidi diretti e indiretti alle fonti fossili […]. Parliamo di sussidi stimabili, complessivamente, in 35,7 miliardi di euro, di cui oltre 21,8 miliardi sotto forma diretta e circa 13,8 miliardi in forma indiretta, sottratti a investimenti in innovazione ambientale e utili a uscire dalla crisi economica e sociale e che potrebbero essere rimodulati facendo in modo che quelle categorie che oggi beneficiano di quei sussidi possano avere anche un incentivo alla riconversione delle loro attività produttive”.

Legambiente critica anche gli incentivi per le auto più inquinanti, frutto della pressione delle case automobilistiche che non vogliono diventare protagoniste della nuova era della mobilità elettrica.

Ricordiamo che l’art. 13-bis, oltre agli incentivi per le auto elettriche e ibride plug-in, prevede anche un bonus di 1.500 euro per acquistare auto di classe Euro 6 con emissioni tra 61-135 grammi di CO2/km (invece per il 2020 la soglia massima di emissioni era di 110 g di CO2/km).

Tale contributo è valido fino al 30 giugno 2021; è richiesta la contemporanea rottamazione di un’auto vecchia di almeno dieci anni e l’applicazione di uno sconto di 2.000 euro da parte del venditore.

Per quanto riguarda le altre misure contenute nella legge di bilancio, evidenzia una nota dell’associazione, Legambiente non condivide la proroga di solo sei mesi del Superbonus al 110% dato che aveva chiesto la proroga al 2025, per dare continuità agli interventi e renderli più efficaci rispetto agli obiettivi energetici e sociali.

Ben venga invece il bonus per l’acquisto di auto elettriche e la norma che incrementa di 3 milioni di euro il fondo per la gestione delle aree marine protette; senza dimenticare i fondi destinati ai comuni compresi nelle Zone economiche ambientali per l’educazione ambientale (8 milioni di euro), promuovere il vuoto a rendere (10 milioni), incentivare la tariffazione puntuale dei rifiuti (altri 10 milioni) e per promuovere l’acquisto di compostiere di comunità.

Tra le altre misure previste da questa manovra, che Legambiente giudica positive, c’è l’istituzione del Cis (Contratto di Sviluppo Istituzionale) per le aree colpite dal sisma del centro Italia con un finanziamento di 100 milioni che si accompagna alla stabilizzazione del personale. Inoltre, per ognuna delle quattro Regioni del sisma, è previsto un finanziamento di 15 milioni in tre anni di creazione e potenziamento dei centri di ricerca e ampliamento dell’offerta formativa universitaria.

“Auspichiamo – conclude Ciafani – che il 2021 possa aprirsi nel segno di nuovi provvedimenti governativi ambiziosi che mettano davvero al centro la transizione ecologica del nostro Paese. Servono idee chiare, interventi radicali e percorribili, e una visione del Paese che guardi davvero al futuro. Il Piano Nazionale Ripresa e Resilienza rappresenta al tal riguardo un’occasione cruciale per ridisegnare il volto dei prossimi anni dell’Italia, per questo ci auguriamo che il Governo apra il 2021 coinvolgendo nel dibattito sul PNRR anche le associazioni di cittadini, enti locali e forze sociali, e non solo le società a partecipazione pubblica. È indispensabile uno sforzo collettivo e una partecipazione corale per definire al meglio il progetto della nuova Italia post Covid”.

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